Provato per voi

5 shampoo fintamente naturali

Gli shampoo in commercio e gli ingredienti da evitare

shampoo

Siamo sempre più attenti ai prodotti che utilizziamo: abbiamo voglia di “naturale”. Purtroppo però è proprio su questo che giocano molte aziende, affermando di aver reinventato i loro prodotti in chiave green quando in realtà non è cambiato molto, se non gli slogan pubblicitari o le confezioni diventate verdi o un ingrediente vegetale scritto a caratteri cubitali in etichetta.

Quello che un consumatore consapevole deve guardare in etichetta, però, è sempre il famoso INCI e verificare che il prodotto non contenga sostanze nocive.

Di alcune di queste abbiamo parlato nei post dedicati al make up, ma esistono anche alcuni ingredienti specifici contenuti in shampoo e in generale nei prodotti schiumogeni; questo è un breve elenco delle sostanze pericolose e che un’ecocentrica dovrebbe evitare:

  • Cocamide: sostanza già vietata nella California perché classificata come possibile cancerogena, è ancora più pericolosa se associata a sostanze sintetiche come Diethanolamine (Dea) e Triethanolamine (Tea).
  • Petrolati: sono la paraffina (indicata come paraffinum) e i siliconi (riconoscibili perché solitamente terminano in –ONE o –SILOXANE). Oltre a non essere biodegradabili, sono occlusivi della pelle, impedendole di respirare. Di derivazione petrolifera anche il Propylene glycol, il comune antigelo usato nelle auto, impiegato nei cosmetici per proteggerli dal freddo durante il trasporto; può causare reazioni allergiche e altera la struttura della pelle, irritandola.
  • Solfati: impossibile non trovarli nei prodotti per il lavaggio. Sono sostanze sgrassanti molto aggressive, che inaridiscono la pelle privandola delle sue difese naturali; attenzione quindi a Ammonium Lauryl Sulfate, Sodium Lauryl Sulfate (SLS) e soprattutto Sodium Laureth Sulfate (SLES), che contiene molecole petrolifere.
  • Parabeni: usati come antibatterici, sono sostanze chimiche tossiche, che possono provocare allergie, irritazioni e inoltre sembrano potenzialmente cancerogeni, influenzando l’equilibrio ormonale. Si leggono in etichetta sotto la voce Methylparaben o Propylparaben.
  • Triclosan: un altro antibatterico, che interferisce con il sistema endocrino e sospettato di essere cancerogeno.
  • Phenoxyethanol: un conservante che ultimamente è sotto la lente di ingrandimento per i suoi effetti dannosi. Viene assorbito dalla pelle e dall’organismo, arrivando fino alla placenta: gli ultimi studi lo accusano di essere cancerogeno e causare problemi nella riproduzione.
  • PEG e PGG: sono sostanze chimiche che servono da emulsionanti, aggressive sulla pelle e inquinanti dell’ambiente.

Ho allora deciso di capire se queste sostanze nocive di cui si parla tanto sono presenti in prodotti che si dichiarano naturali (e magari anche eco-friendly) e ho controllato gli INCI. Guardate cos’ho scovato!

GARNIER ULTRA DOLCE – Oliva mitica shampoo nutriente (€ 2,50 / 250 ml)

garnier

Sodium Laureth Sulfate; Cocamide Mipa che è meno aggressiva della cocamide Dea e Tea, ma è sempre un composto sintetico e potenziale cessore di formaldeide; 3 PEG; Polyquartenium-10, un tensioattivo di origine chimica; Amodimethicone; Propylene glycol; Laureth-5 Carboxylic Acid, un ingrediente derivato dal petrolio; 4 allergeni del profumo.
Questo è il prodotto con l’elenco più lungo delle sostanze da evitare! C’è davvero di tutto: il modo migliore per rovinare pelle e capelli.

PHYTO – Shampoo capelli secchi Phytojoba (€ 12,20 / 200 ml)

phyto

Sodium Laureth Sulfate; PEG; Cocamide Mipa (derivata dall’olio di cocco!); Cocamidopropyl Betaine, un tensioattivo di origine sintetica ottenuto a partire dalla cocamide; Polyquartenium-10; Methylchloroisothiazolinone e Methylisothiazolinone, due conservanti tossici per l’ambiente e irritanti per la pelle.
Sulla confezione leggiamo prodotto naturale e rispettoso dell’ecosistema, ma io vedo diversi ingredienti tossici e non biodegradabili; come ecocentrica, non lo userei.

KLORANE – Shampoo al latte d’avena (€ 12 / 400 ml)

klorane

Sodium Laureth Sulfate; Ceteareth-60 myristyl glycol, un tensioattivo sintetico; Disodium EDTA, sequestrante di metalli pesanti; Methylisothiazolinone; Styrene/Acrylates copolymer, un emulsionante sintetico che inquina l’ambiente.
Mi stupisce il fatto che venga presentato come extradelicato e raccomandato per l’uso nei bambini, viste le diverse sostanze irritanti

ANTICA ERBORISTERIA – Shampoo multifrutta capelli normali (€ 2,76 / 200 ml)

antica erboristeria

Sodium Laureth Sulfate; Cocamidopropyl Betaine; Hydrolyzed keratin, cheratina ottenuta tramite processo chimico; Glycol distearate, un emulsionante di origine chimica; la terribile Cocamide Mea; Laureth-4, tensioattivo di derivazione petrolifera; 3 PEG; Propylene glycol; Polyquartenium-10; un allergene del profumo e due coloranti artificiali, i quali provocano irritazioni alla pelle e secondo alcuni studi potrebbero avere effetti cancerogeni.
Lo scorso autunno hanno pubblicizzato questa nuova formulazione, che in realtà non si discosta molto dalla precedente: continua ad avere troppi ingredienti “no”, uno su tutti la cocamide.

HERBAL ESSENCE – Nude 0% shampoo volumizzante (€ 2,90 / 250 ml)

herbal essence

Sodium Laureth Sulfate; Sodium Lauryl Sulfate; Sodium Xylenesulfonate, un altro tensioattivo aggressivo sulla pelle; Cocamidopropyl Betaine; Tedtrasodium EDTA; Propylene glycol; Methylchloroisothiazolinone e Methylisothiazolinone e 3 allergeni del profumo.
Non contiene siliconi e parabeni come scritto in etichetta, ma ha tanti altri ingredienti dannosi e l’INCI non è certo molto buono.

 

Capito cosa ci mettiamo abitualmente sulla testa? Mai fidarsi ciecamente di pubblicità a suon di greenwashing, ricordarsi sempre di leggere le etichette prima di comprare un qualsiasi prodotto!

Se cercate shampoo veramente naturali, che non danneggino l’ambiente né i nostri capelli, continuate a seguirmi: presto preparerò una lista di prodotti eco-sicuri!

Foto copertina: www.curarsialnaturale.it

5 Commenti

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    Leonardo
    5 maggio 2016 at 20:19

    Io da 23 anni uso Satinique di Amway, prodotti straordinari, al giusto costo, ecologia e biodegradabili un vanto, ho quasi 50 anni, non perdo un capello e il colore è quello di quando avevo 30 anni…

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    Cristiana
    5 maggio 2016 at 20:54

    Attendiamo i nomi degli shampoo e delle creme per il corpo da usare!!!

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      Tessa Gelisio
      20 maggio 2016 at 15:41

      ok!!

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    RITA
    6 maggio 2016 at 14:20

    Buongiorno!
    Scusatemi ma non mi capisco più…
    Ho letto il vs articolo sugli shampoo e trovo scritto di leggere attentamente l’INCI e di EVITARE prodotti che contengono sodium lauryl sulfate.
    Poi leggo l’articolo sui detersivi testati da voi e consigliate Brillor e scrivete questa recensione:
    “Profumo: molto buono e fresco
    Efficacia pulizia: ottima
    Ingredienti da segnalare: nessuno, è prodotto con macerati di erbe, tensioattivi vegetali, oli essenziali. Completamente biodegradabile. Certificato vegan e biologico da ICEA.
    Prezzo: € 5,30 al litro
    Giudizio: un ottimo detersivo! Autoprodotto in una cascina, con erbe spontanee o di coltivazione biologica, pulisce anche lo sporco più resistente e gli oli essenziali di menta e pino regalano una ventata di freschezza!”

    L’ho cerco in internet per acquistarlo e TROVO NEL’INCI sodium lauryl sulfate , COME 3° INGREDIENTE??????

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      Tessa Gelisio
      22 maggio 2016 at 12:49

      ciao Rita, come puoi vedere a questo link http://www.ilgiardinodeilibri.it/prodotti/__brillor-igenizzante-milleusi-per-tutte-le-superfici.php, non risulta che il detergente Brillor contenga Sodium Lauryl Sulfate.
      Comunque in generale un ingrediente può far male alla pelle, soprattutto se utilizzato di frequente come uno shampoo, mentre può essere innocuo per l’ambiente: il Sodium Lauryl Sulfate è biodegradabile, ne viene sconsigliato l’uso nei prodotti per l’igiene personale perché a lungo andare potrebbe causare irritazioni. Non è un grosso problema se si tratta invece, ad esempio, di un detersivo per lavastoviglie con cui la nostra pelle non entra a contatto.
      Bisogna poi valutare l’insieme degli ingredienti: un conto se c’è solo un ingrediente “ni”, un altro se si inserisce in una lunga lista.
      Spero di essere stata in grado di chiarire il dubbio

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