Punto di vista

A Natale, aggiungi un posto a tavola

Come aiutare chi soffre la fame nel mondo con la campagna di Oxfam

Stanchi dei soliti regali? Allora quest’anno sceglietene uno, magari più simbolico che materiale, ma di valore più importante: ad esempio, sostenere il progetto di un’associazione. Le possibilità di regali solidali non mancano, ma spesso c’è una diffidenza di fondo: chi mi assicura che i miei soldi serviranno davvero ad aiutare chi ne ha bisogno?

Ecco perché ho deciso di parlarvi di Oxfam, associazione che conosco bene e che sostengo da tempo, che si batte per portare aiuto nelle zone più povere del mondo. E le emergenze umanitarie stanno purtroppo aumentando: tra i tristi record battuti quest’anno (come quello delle temperature elevate o il picco di emissioni di CO2), ce n’è anche uno che riguarda la fame nel mondo, che per la prima volta in 10 anni è aumentata anziché diminuire.

Foto: ANSA/Alessandro Abbonizio

Dall’ultimo rapporto Oxfam “Lo scempio della fame” emergono numeri da brividi: 815 milioni di persone, l’11% della popolazione mondiale, sono vittime della carenza di cibo (contro i 795 milioni del 2016), e di questi 1 su 4 sono bambini e bambine sotto i 5 anni, spesso nati già sottopeso da madri denutrite, perché ancora una volta le donne sono più colpite rispetto agli uomini.

Questa grave crisi alimentare ha diverse cause, che vanno dalle guerre in corso ai cambiamenti climatici che continuano a flagellare il pianeta; tra i Paesi più colpiti ci sono l’Africa orientale, soprattutto l’Etiopia, lo Yemen e la Nigeria nord-orientale. Nello Yemen, l’attuale conflitto ha ridotto in stato di malnutrizione già 17 milioni di persone (di cui 400mila bambini), così come metà della popolazione del sud Sudan e 5 milioni di persone in Nigeria: quasi 30 milioni in tutto, che devono sopravvivere solo con il poco cibo che riescono a trovare.

A questo si aggiungono le temperature elevate di quest’anno, con una siccità senza precedenti che ha causato perdita di raccolti e moria di bestiame, per l’assenza di acqua e pascoli, mettendo in crisi pastori e allevatori. L’Etiopia è stato il Paese più colpito, seguito da Somalia e Kenya, e anche qui milioni di persone rischiano letteralmente di morire di fame.

Foto: www.terranuova.it

In questo periodo dell’anno, nei Paesi come il nostro, ci prepariamo invece ad imbandire le tavole con ogni ben di Dio, che spesso rischia di avanzare e venire sprecato; ecco perché la campagna di raccolta fondi di Oxfam si chiama “Quanto è grande la tua tavola?”: per questo Natale, viene chiesto un contributo per aiutare le famiglie in difficoltà, come quella della foto di copertina. Non è una foto di scena, ma si tratta di una vera famiglia di un villaggio in Etiopia, e il poco cibo che vedete sul tavolo è la razione di una settimana.

Con una donazione, potete cambiare le loro vite assicurando loro una fonte di reddito: ad esempio, con 140 € Oxfam fornirà sementi, piante, concime e tutto il necessario per coltivare a una donna, che lavorando avrà la possibilità di sfamare la sua famiglia; con 200 € si può avviare un allevamento di api per produrre miele; 360 € invece garantiranno la manutenzione di un pozzo, donando acqua potabile a tutta la comunità. Potete sostenere il progetto anche con contribuiti inferiori (con soli 13 € donerete a una famiglia la farina sufficiente per produrre pane per un mese), oppure acquistare una delle e-card solidali di Natale, il cui ricavato andrà sempre ad aiutare chi è in difficoltà.

Foto: Abbie Trayler-Smith/Oxfam©

Oxfam sta già lavorando nelle zone più colpite, portando acqua, servizi igienico sanitari e aiutando pastori e agricoltori a risollevarsi: in Etiopia ad esempio sono stati vaccinati 210.000 animali da allevamento. Fondamentale per l’associazione è da sempre dare un sostegno a tutte le attività che generano credito e imprenditorialità, in modo che le popolazioni possano diventare autosufficienti e non continuare a dipendere dalle donazioni. È questo loro modo di lavorare che apprezzo molto: migliorano la condizione di vita a lungo termine, insegnando modelli di sviluppo sostenibile, che rispettino l’ambiente invece di sfruttare (ed esaurire) le risorse. Spesso le attività vedono le donne al comando, e non è un caso, perché si sono dimostrate le più capaci e responsabili; questo permette anche di combattere la discriminazione, la disuguaglianza sociale e la povertà di cui sono spesso vittime.

Se quest’anno volete davvero fare una buona azione, aggiungete un posto a tavola: con la cifra del pranzo di Natale (se non meno), farete un regalo che non si esaurirà in fretta passate le feste, ma continuerà a dare i suoi frutti nel tempo.

Per donare, utilizzate questo link: https://www.oxfamitalia.org/dona-pranzo-natale/

 

Grazie… e buon Natale!

 

Foto copertina: Tom Pietrasik©

2 Commenti

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    giulia
    20 dicembre 2017 at 10:29

    nel mio piccolo ho adottato a distanza una bambina ormai ha 18 anni quindi una giovane donna del Kenya e con meno di un caffè al giorno le permetto di studiare e avere cure mediche il che non è male per niente, ma questi sono regali bellissimi e perfetti per chi ha tutto…si non sono materiali sono simbolici ma dal valore inestimabile

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      Tessa Gelisio
      11 gennaio 2018 at 19:42

      grande!

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