Punto di vista

Additivi, pesticidi e altre sostanze nocive che finiscono nel piatto

Di cosa preoccuparsi più che delle (poche) truffe alimentari

2017-10-14-PHOTO-00000091

In questi giorni una notizia ha fatto il giro delle testate e dei telegiornali: dopo un caso di intossicazione alimentare, i sospetti sono ricaduti su una confezione di spinaci surgelati della famosa azienda Bonduelle. Accusati di contenere mandragora, un’erba simile ad altre commestibili ma tossica ed allucinogena, il Ministero della Salute ha disposto il ritiro dal mercato di alcuni lotti, in attesa dei risultati delle analisi.

Come spesso accade, finché c’è la notizia ne parlano tutti, dopodiché le vicende finiscono nel dimenticatoio; così, anche l’epilogo di questa storia è passato in sordina. Ve lo racconto io: le analisi hanno categoricamente smentito ogni accusa, nessuna traccia di mandragora o altro, perciò le cause dell’intossicazione della famiglia milanese vanno ricercate altrove.

Non mi stupisce, anzi, fin dall’inizio, nonostante il clamore della notizia, ero molto scettica: le grandi aziende e le multinazionali alimentari possono essere criticate per molte cose, ma non certo per il rispetto alla lettera della legge. Hanno norme molto severe in fatto di sicurezza, igiene, controlli qualità, sono le prime a svolgere una moltitudine di analisi, quindi se ci fosse qualcosa “fuori posto” se ne accorgerebbero molto prima che i cibi finiscano sul mercato.

Vorrei invitarvi perciò a guardare le cose da un altro punto di vista: non preoccupiamoci troppo delle truffe o di sostanze tossiche finite negli alimenti per errore; può accadere (vedi la vicenda del Fipronil), ma si tratta di episodi isolati. Anche se questi eventi richiamano l’attenzione di tutti, ricordiamoci che l’illegalità non è che una piccola parte. Quello che invece dovrebbe preoccupare sono tutte le sostanze ammesse, altrettanto nocive (se non di più).

Pericolo_pesticidi

Foto: www.eco-magazine.info

Nell’agricoltura tradizionale ad esempio si utilizzano d’abitudine pesticidi chimici, nonostante si siano da tempo rivelati dannosi per la salute di uomo, animali e ambiente; il rapporto di Greenpeace “Tossico come un pesticida” ha evidenziato che un quarto delle sostanze approvate dalla UE inquinano suolo e acqua, che il 79% è tossico per gli organismi acquatici, che la loro esposizione è associata a casi di tumore, malattie neurodegenerative o neonatali, disturbi al sistema ormonale e immunitario. E il rischio non riguarda solo gli agricoltori, perché tutti gli alimenti coltivati con pesticidi ne restano contaminati: l’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha fissato dei Limiti Massimi Residui, dosi considerate sicure, ma molti studi indipendenti li accusano di essere troppo permessivi, dato che alcuni sono migliaia di volte superiori a quelli di altri Paesi. E non è stato ancora preso ufficialmente in considerazione il cosiddetto multiresiduo, ovvero l’effetto di più sostanze combinate.
Per non parlare del glifosato, l’erbicida più utilizzato al mondo: classificato come probabile cancerogeno da IARC (ma assolto da EFSA, che si è basata su studi commissionati dai produttori!), tanto che numerose associazioni ambientaliste si sono unite nella coalizione Stop Glifosato per convincere l’Europa a non rinnovarne l’autorizzazione. Contamina quasi tutto, il cibo come l’acqua potabile, anche se questa sostanza non è contemplata tra le analisi obbligatorie; a farle per primo è stato il mensile “Il Salvagente”, che ha controllato 26 campioni, trovando più volte concentrazioni oltre i limiti di legge.

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Foto: www.ilcambiamento.it

A proposito di legge: se in Italia ci sentiamo “in una botte di ferro” per gli OGM, faremmo invece meglio a guardarci le spalle. Nel nostro Paese è vietata la coltivazione, ma non l’importazione; a livello mondiale, l’82% della soia è OGM, un po’ meno il mais con il 24%, ma restano sempre le principali fonti di rischio. Non solo perché i derivati della soia sono ovunque (pensate a quanti prodotti alimentari contengono lecitina di soia, di cui è impossibile conoscere la provenienza), ma anche perché soia e mais sono impiegati anche come mangimi per gli animali da allevamento. L’unica certezza restano carne, uova e latticini da agricoltura biologica, dove i mangimi OGM sono vietati.

Food additives

Foto: ilsalvagente.it

E veniamo agli alimenti trasformati, in cui si trovano un certo numero di additivi. È una definizione molto generica, che comprende sostanze che in molti definiscono “veleni nel piatto”.
Avete presente le sigle alfanumeriche che trovate tra gli ingredienti sulle etichette? Si tratta di coloranti, conservanti, aromi artificiali e simili. Tra i coloranti da evitare ci sono E102, E104, E120, tutti collegati a disturbi dell’apprendimento e iperattività nei bambini; E951 invece è la sigla dell’aspartame, il più famoso dolcificante artificiale, da sempre sotto la lente d’ingrandimento per gli studi (come quelli dell’Istituto Ramazzini) che ne denunciano la cancerogenicità; il glutammato di sodio (E620), esaltatore di sapidità onnipresente nei dadi per il brodo, è associato a problemi endocrini, riproduttivi, sindrome metabolica, obesità.
Quando abbiamo parlato di sostanze cancerogene ancora ammesse, abbiamo visto anche alcuni conservanti utilizzati dall’agroalimentare, come la formaldeide (E240) e la coppia BHT e BHA, che sulle confezioni troverete come E321 e E320, banditi da alcuni Paesi perché sospettati di essere anche interferenti endocrini.

Forse bisogna avere più paura di quello che la legge ammette nel piatto…

1 Commento

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    Pasquale Montemurro
    17 ottobre 2017 at 14:18

    Basta con le fesserie! Nonodtante vaccini, antibiotici e pesticidi la vita media e’ di 94 per le donne e 90 prr gli uomini!

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