A tavola

C’era una volta… il Kamut® (marchio registrato)

IMG_9120 - Copia

 

Quando il marketing alimentare costruisce i miti: come la  Kamut® International ltd vende il suo prodotto.

Se ne è sentite un po’ di tutte sul  Kamut® e tra tutto quello che si dice su questo “grano” c’è qualche verità e un bel po’ di favole studiate a tavolino o lasciate deliberatamente circolare per vendere. Si capirà meglio la leggenda di questo cereale se si tiene ben presente un fatto fondamentale: “ Kamut” è un nome inventato, un marchio appartenente a una multinazionale, la Kamut International ltd. Insomma, parliamo di un prodotto che è sì della terra ma anche del marketing. Vediamo prima la verità nascosta dietro la cortina fumogena del racconto. Kamut® è il nome commerciale con cui viene chiamato il grano khorasan, una varietà orientale piuttosto antica di grano coltivata da secoli in alcune aree del Medioriente  (localizzate in Turchia e Iran) e anche, in una sua variante regionale, nel centro sud del nostro paese (in Abruzzo, Molise e Campania).E’ detto grano grosso perché i suoi chicchi sono decisamente più lunghi di quelli del frumento in commercio. Ha buone proprietà nutrizionali contenendo, a quanto pare, ottime concentrazioni di sali minerali e un maggior contenuto in proteine e vitamine; pare, inoltre, essere mediamente più digeribile per chi è allergico al grano e alla farine più diffuse. Inoltre si tratta di una genetica ben conservata che non ha richiesto particolari ibridazioni per essere quello che è.

Kamut_grain

E fino a qui niente di male. Ora veniamo alle note dolenti di un prodotto, in cui alcuni pregi si mischiano a pesanti difetti. Come ho appena detto, il grano khorasan e i suoi derivati risultano essere più digeribili ma non adatti ai celiaci, come una certa disinformazione lascia intendere.  Se siete celiaci Kamut® e tutti i prodotti derivati (farine, pasta, panificati, ecc) non fanno per voi, perché come qualunque altro frumento il khorasan contiene glutine. Altro punto interessante: il basso impatto. E’ vero che la  Kamut Int. richiede ai suoi fornitori di grano assolute garanzie sulla coltivazione biologica del frumento (fateci caso il Kamut® che trovate in commercio è solo bio); è vero che come ogni coltivazione biologica che si rispetti non richiede uso di pesticidi o fitofarmaci; è vero anche che per produrre lavorati a base di  Kamut®, ovunque vi troviate nel mondo, dovete presentare ai detentori del marchio precise garanzie di lavorazione biologica. Ma è falso che il  Kamut® sia a basso impatto. Le coltivazioni che possono fregiarsi del marchio sono concentrate infatti solo in alcune regioni del Canada e in un singolo stato degli USA, il Montana. Questo perché la  Kamut® Int. richiede precise condizioni geoclimatiche che si verificano, a quanto pare, soltanto nel nord del continente americano. Ora, questo fa sì che le centinaia di tonnellate di khorasan  Kamut® che arrivano anche nel nostro paese compiano migliaia di chilometri in nave prima di finire sotto forma di farina o biscotti nelle nostre dispense. Quindi attenzione:  Kamut® è a basso impatto fino a quando rimane sull’altra sponda dell’Atlantico.

 Alcune considerazioni finali. La leggenda che vuole il  Kamut® provenire direttamente dalla tomba di un faraone è, appunto, una favoletta commerciale. Il khorasan è un grano “antico” nel senso che è geneticamente conservato e questo rimane un bene anche senza bisogno di credere a certe storielle d’avventura su  granaglie recuperate in un vaso egizio vecchio di migliaia di anni e che miracolosamente riprendono vita una volta piantate nel giusto terreno americano…

 Ultimo punto: è etico monopolizzare una varietà di grano imponendole un marchio? E’ a difesa della biodiversità o a difesa di ovvi interessi commerciali che la  Kamut® Int. ha deciso di marchiare il grano khorasan? Il dubbio rimane.

4 Commenti

  • Commenta
    Silvia
    19 novembre 2014 at 5:37

    E noi come sempre ce la beviamo…. E poi ne vogliamo parlare di quanto costano i prodotti fatti con la farina di Kamut? Grazie Tessa per le informazioni utili che ci dai ogni giorno, quando fai un’altro libro? Baci
    Silvia

  • Commenta
    ismaele
    19 novembre 2014 at 18:11

    Ciao,bella a sapersi,io ci sonó cascato in pieno,spero almeno che sia quel tipo di grano con le caratteristiche che hai descritto,grazie del’ info. ismaele

  • Commenta
    step
    28 aprile 2015 at 11:26

    Un approfondimento ulteriore su Kamut e sul libro di Bressanini:

    http://www.biomeglio.com/kamut-non-e-un-tipo-di-grano-ma-e-un-marchio-registrato/

  • Scrivi un commento

    Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Cliccando in un punto qualsiasi dello schermo, effettuando un’azione di scroll o chiudendo questo banner, invece, presti il consenso all’uso di tutti i cookie. Maggiori info

    Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

    Chiudi