Green lifestyle

Diete famose: cosa c’è di vero?

I falsi miti alimentari da sfatare

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Tra i buoni propositi dell’anno nuovo c’è sempre lei: la dieta. Perché, si sa, per arrivare in forma alla famosa “prova costume”, bisogna giocare d’anticipo.

Ma quale dieta seguire? Ce ne sono a decine, e tutte promettono risultati sorprendenti in pochissimo tempo, per la linea ma anche per la salute in genere. È cresciuta molto la consapevolezza del nostro benessere e l’attenzione a ciò che mangiamo, ma forse proprio per questo ci facciamo impressionare di più da chi dice di “non mangiare questo alimento, perché fa male”.

Qualche esempio? Le famosissime (e discusse) dieta alcalina e quella del gruppo sanguigno; ma non manca anche chi, pur non essendo celiaco, decide di escludere il glutine dalla propria alimentazione. Tra accaniti sostenitori e altrettanto convinti detrattori, è difficile capirci qualcosa: per questo motivo ho deciso di parlarne con Sofia Bronzato, Medico Nutrizionista, e fare un po’ di chiarezza una volta per tutte.

gluten free - ww.bhb.name

Foto: www.bhb.name

Iniziamo dal gluten free: si sta diffondendo sempre più l’abitudine di consumare cibi senza glutine, senza indicazioni mediche, semplicemente perché convinti che siano più sani. Ma quando è veramente necessario rinunciare al glutine? «Ovviamente se si soffre di celiachia, perché l’ingestione scatenerebbe infiammazioni intestinali. Più rari sono i casi di sensibilità al glutine, che possono dare sintomi come gonfiori, dolori addominali e tutti quelli associati alla sindrome del colon irritabile; in questi casi molto spesso il problema non è rappresentato dal glutine in sé quanto dalla tipologia di zuccheri dei cereali glutinosi, che sono più fermentabili dalla flora batterica presente nell’intestino.
Da evitare comunque il fai da te: è necessario affidarsi a un medico che valuti la effettiva intolleranza e decida eventualmente di sostituire i cibi contenenti glutine, preparando un piano alimentare bilanciato e su misura del paziente.»

Insomma, in tutti gli altri casi non c’è nessun motivo valido per abbandonare grano, orzo, farro e tutti i cereali glutinosi: ci priveremmo solo delle loro proprietà nutritive. Un’altra cosa invece è la buona regola della varietà a tavola: invece che mangiare tutti i giorni lo stesso piatto di pasta, alternare quella di frumento a quella integrale o di farro o kamut, ai cereali in chicchi, o a cereali senza glutine come quinoa, grano saraceno o riso venere, per fare il pieno di tutti i nutrienti. (Non sapete come cucinarli? Per qualche ricetta guardate qui.)

Per tutti quelli che seguono la dieta senza glutine per dimagrire: «Non serve assolutamente, anzi, si rischia l’esatto contrario, perché cereali come mais o riso raffinato hanno un indice glicemico più alto ad esempio del frumento integrale.»

 

alcalina - donna moderna

Foto: www.donnamoderna.com

Anche la dieta alcalina ( o del pH) ,che ha seguaci fedeli in tutto il mondo, promette di far perdere peso, oltre a essere miracolosa per la salute: qualcuno afferma che sia anche in grado di combattere il cancro, teoria prontamente smentita da AIRC. Ma di cosa si tratta? «È un regime alimentare che si basa sulla convinzione che sia necessario mantenere, attraverso l’alimentazione, un certo equilibrio acido-basico perché, se il pH del nostro organismo diventa troppo acido, si va incontro a obesità e altre malattie. Esisterebbero quindi dei cibi da consumare perché in grado di abbassare il nostro pH (quindi alcalinizzanti) e altri invece da evitare.
Cosa c’è di vero? Praticamente nulla! Il nostro organismo è già in perfetto equilibrio: mantiene un pH di 7.4, quello che è necessario per la sopravvivenza, grazie ai processi del sistema metabolico. Quando ingeriamo un alimento acido, si azionano questi meccanismi che riportano il pH a 7.4; e avviene lo stesso quando consumiamo un cibo alcalino.
Insomma, gli alimenti non hanno nessun effetto sul nostro pH e non possiamo renderlo più alcalino a nostro piacimento: e per fortuna, perché se ci riuscissimo andremmo in alcalosi metabolica, una condizione che avviene con alcune malattie, e potenzialmente fatale!»

Una dieta che non ha alcuna base scientifica, quindi. Ma, come leggiamo sul sito di AIRC, nessuna dieta, anche quelle di provata efficacia, è in grado da sola di combattete il cancro.
Per dovere di cronaca: l’ideatore di questa dieta, il dottor Robert Young (se si può chiamare dottore visto che ha conseguito la laurea online presso un istituto non riconosciuto), è stato arrestato nel 2014 per truffa, esercizio abusivo della professione e molti altri capi d’accusa.

 

dieta-gruppi-sanguigni - medicinaomeopatica.org

Foto: medicinaosteopatica.org

E veniamo infine alla popolare dieta del gruppo sanguigno o emodieta. Ideata da un naturopata americano e diventata famosa in Italia con il Dott. Mozzi, si propone non solo come un regime alimentare per perdere peso, ma anche per stare in salute e prevenire disturbi di vario genere. La teoria su cui si basa è che gli alimenti possano farci bene o male a seconda del nostro gruppo sanguigno d’appartenenza: questo perché ogni gruppo risale ad epoche diverse e ha perciò antigeni diversi, ovvero il sistema immunitario può reagire o meno a certi cibi.
Qualche esempio? Il gruppo A risale al paleolitico, quando l’uomo si nutriva principalmente di vegetali: chi è portatore di questo gruppo deve scegliere quindi un’alimentazione vegetariana; il gruppo B invece è di un’altra epoca, in cui l’uomo iniziava ad allevare gli animali e cibarsene: quindi se appartenete al B dovete preferire cibi di origine animale, e via così.

Teoria affascinante e studiata da famosi ricercatori di nutrigenomica, che però sono giunti alla conclusione che sia priva di ogni fondamento. Spiega la Dottoressa: «La capacità del nostro organismo di adattarsi o meno a certi cibi dipende da molti fattori, soprattutto ambientali, che contribuiscono a formare la nostra flora batterica: prendere in esame solo la genetica (di cui il gruppo sanguigno è una piccola parte) sarebbe riduttivo.»
Perché c’è chi sostiene che invece faccia effetto? «Perché in generale si consumano troppi alimenti, come carboidrati raffinati e grassi animali, che portano a obesità e altre malattie. Ovvio quindi che eliminandoli o riducendoli si noti un effetto positivo: ma questo a prescindere dal gruppo sanguigno.»

Come confermano le ricerche sul tema, quella pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition e l’ultima, su Plos One, altra famosa rivista scientifica americana. Gli scienziati hanno dimostrato che non tutte le indicazioni per i rispettivi gruppi sanguigni migliorano i livelli di salute; insomma, sono alcuni alimenti ad essere più salutari, tanto che hanno avuto gli stessi effetti anche su anche persone appartenenti agli altri gruppi.

 

Attenzione quindi alle mode a tavola: non prendiamo sempre tutto per oro colato, se abbiamo problemi di peso o salute, rivolgiamoci a un professionista serio.

E soprattutto… niente può battere la nostra dieta mediterranea!

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