A tavola

Fatti furbo, scegli il pesce povero!

Sei al porto e tra le bancarelle dei pescatori? Che meraviglia! Ma sapevi che le specie ittiche più fresche e saporite sono quasi sempre le meno conosciute? Che costano meno perché meno richieste, riducono l’impatto ambientale e nel piatto fanno lo stesso un figurone! Adesso ti dico qual è la pesca giusta…

FOTO 1La scelta è vasta, i prezzi molto variabili, e quindi osservate sempre con attenzione i pesci in vendita…

FOTO 2Ecco il misconosciuto ma buonissimo pesce Sciabola, conosciuto anche come Spatola. Raggiunge i 9 kg di peso ed i 2,10 m di lunghezza, ha un corpo compresso e nastriforme di colore argentato, è privo di scaglie e ha la particolarità di lasciare un bel colore argento nelle mani o negli oggetti che vi entrano in contatto. La Spatola vive tra profondità variabili tra i 100 ed i 400 metri, ed abita le acque di Campania, Calabria e Sicilia. Si fa impanato, al guazzetto coi pomoderini, con olive e capperi. 100 g Pesce Sciabola = 102 kcal

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Queste sono le alici, dette anche acciughe. E’ la loro stagione, ce n’è a bizzeffe e vale la pena di approfittarne. Talvolta le si confonde con le sardine, ma appartengono a famiglie diverse ed hanno un aspetto ben diverso: l’acciuga ha corpo allungato e snello, a sezione cilindrica, privo della cresta ventrale di scaglie rigide presente nella sardina. Tipiche del Mediterraneo, le alici/acciughe sono presenti nella cucina di tutte le nostre coste: fritte, impanate, in tortiera, conservate sott’olio…

FOTO 4Questi sono i meravigliosi Sgombri, tra i pesci poveri quello che preferisco. La stagione non è la migliore, ma nei supermercati è di solito ben presente perché oltreché nel nostro Mediterraneo è diffuso nel Mar Nero, nel Nord Atlantico spagnolo e marocchino. Lo chiamano anche Maccarello ed è uno dei pesci più utilizzati e apprezzati della dieta mediterranea: è raccomandato dai medici per il suo apporto in grassi omega-3, particolarmente adatti per chi è affetto da eccesso di colesterolo. In cucina è molto versatile: in padella, al forno, al cartoccio, in guazzetto, alla brace…

FOTO 5WARNING!!! Questo costa poco, ma è Filetto di Persico del Nilo! Ovviamente sui banconi  c’è l’obbligo d’indicare le provenienze del pescato, e quindi è un pesce da lasciar perdere, come il Pangasio e o i gamberetti Sud Est asiatico: terribile qualità, danni ambientali e sociali, sfruttamento della manodopera!

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In Thailandia e in Cambogia ci sono centinaia di uomini costretti a lavorare turni di 15/20 ore al giorno, trattati come bestie da soma. Alcuni vivono in mare per anni, a molti sono offerte ogni giorno metanfetamine per restare in piedi. La storia dei pescatori comprati a trecento dollari dalle flotte ci conferma nel nostro impegno: dobbiamo stare molto attenti a non incentivare questo pescato a basso perché qui la schiavitù non è stata mai abolita!

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LA TABELLA PER RISPETTARE LE STAGIONI

L’ ho fatta con miei amici pescatori, ma può essere migliorata e modificata da tutti voi che andate a pesca per lavoro o per hobby nella varie zone d’Italia. Usate il blog per segnalare la stagionalità della specie che conoscete e le zone in cui pescate…

I mesi indicati per ogni specie corrispondono al periodo in cui questa si pesca in abbondanza nei nostri mari. Ciò non significa che negli altri mesi dell’anno sia impossibile pescarli, ma le catture sono inferiori e quindi i prodotti costano di piu’ e per alcune specie sono anche di qualità minore.

tabella tessa1

tabella tessa 2

tabella tessa 3

CAVALLA GIUGNO-luglio E  OTT-NOV

TOMBARELLO SETT-OTT E aprile-MAGGIO

IN CORSIVO  sono le specie selvatiche meno sfruttate quindi da preferire.

Per questa tabella ringrazio il pescatore Paolo Fanciulli; Davide Petrini, pescatore e cuoco del Pesce pazzo (Varazze); Gennaro Scognamiglio (Unci Pesca).

I pescatori Maurizio Acampora, Gianluigi  Benatelli, Laura  Ferrari, Giuseppe Martelli e Sandro Mascia.

6 Commenti

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    DG
    22 agosto 2014 at 12:25

    ciao, la tabella non si vede. ciao grazie

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      tessa
      25 agosto 2014 at 14:09

      sorry… problem tecnico…ora c’è

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    tufo roberto
    26 agosto 2014 at 4:43

    Un vecchio pescatore ligure da ragazzo mi disse che le cozze era meglio mangiarle solo nei mesi dove non c’è la lettera R (luglio agosto maggio…) io le mangio in qualsiasi mese ma ancora adesso dopo 30 anni mi ricordo questa “leggenda ” e non ne conosco il motivo.Sará ma il nostro pesce a km 0 é sempre eccelente. Ciao dalla Liguria

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      Tessa Gelisio
      28 agosto 2014 at 13:39

      si,è corretto sono i mesi in cui sono + piene … ma sono sempre ottime!!!

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    Stella Pappalardo
    6 febbraio 2015 at 10:00

    Estremamente interessante grazie per questo sito…e buon lavoro!

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    Stella Pappalardo
    6 febbraio 2015 at 10:02

    Forse sarebbe stato oppurtuno aggiungere anche come riconoscere il pesce fresco…occhio,branchie…

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