Green lifestyle

I veterinari fuori dagli schemi che hanno salvato la mia micia

Quando Eva ha cominciato a soffrire di insufficienza renale, dopo averle provate tutte, ho scoperto qualcosa di “nuovo”, qualcosa che le ha regalato una vita serena e in salute

Tessa_Gelisio_Eva_cover

La mia gattina, Eva, che mi accompagna da 14 anni, 6 anni fa ha passato un brutto momento, uno di quei momenti che nei felini spesso significano la morte. Durante l’annuale controllo di routine dal veterinario si erano visti i primi segni dell’insufficienza renale. E’ una patologia purtroppo comune nei gatti, una patologia degenerativa che quando inizia non si ferma e costringe il povero animaletto che ne soffre alla dialisi. La dialisi, un incubo già per un umano che ne capisce la necessità, figuratevi per un gatto!

Potete immaginarvi quanto fossi preoccupata per la mia piccola. Siccome non sono una che si arrende di fronte alle diagnosi, ho consultato diversi veterinari fino a quando non sono capitata nell’ambulatorio che da allora sarebbe diventato il mio punto di riferimento. Qui lavorano due veterinari (Claudio Elli ed Emanuela Fresia) che seguono i principi antroposofici steineriani, un modo diverso di interpretare la scienza. La chiamano “pseudoscienza”, l’antroposofia, ma in questo caso lo considererei un complimento. Tant’è che dispetto di tanti altri che mi avevano dipinto orizzonti nefasti per Eva, loro hanno deciso di affrontare la cosa con un atteggiamento tutt’altro che nichilista.

Hanno cambiato la dieta della mia gattina: metà umido specifico per gatti con insufficienza renale, metà nasello al vapore (ne va matta!). Oltre all’alimentazione sono state prescritte anche iniezioni: cicli di 3 punture a settimana con 4 diversi prodotti della Walaa, una marca specializzata in prodotti medici naturali.

Da lì sono cominciati i controlli ogni sei mesi e dopo 23 anni la situazione di Eva era praticamente paragonabile a quella di un gatto perfettamente sano. Da allora, risolto il problema dell’insufficienza renale (anche se per la medicina ufficiale non si può guarire) è iniziata una terapia di mantenimento .

Ora le iniezioni sono  soltanto due alla settimana ma i farmaci sono diventati 5. La dieta è cambiata diventando 1/3 nasello, 1/3 cibo per gatti anziani (ora Eva ha la bellezza di 14 anni) e 1/3 cibo specifico per l’insufficienza renale.

Data la mia esperienza, consiglio un check up  annuale per i vostri mici che può permettervi di individuare patologie gravi sul nascere. L’insufficienza renale dei gatti è una malattia degenerativa che progressivamente mette fuori uso i reni dei mici portandoli alla morte se trascurata o non individuata per tempo.

Si può credere o meno all’antroposofia, in fondo non ha un riconoscimento ufficiale come scienza, ma è innegabile che abbia salvato la mia gatta. Ora Eva sembra persino ringiovanita, a guardare gli esami ma anche ad osservarla nella vita di tutti i giorni. E’ diventata anche meno paurosa (i veterinari steineriani tendono a legare il carattere pauroso di un gatto alla più alta probabilità di incorrere in problemi renali) e io sono una padrona felice di un gatto che sta invecchiando serenamente.

 

 

 

Nessun commento

Scrivi un commento

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Cliccando in un punto qualsiasi dello schermo, effettuando un’azione di scroll o chiudendo questo banner, invece, presti il consenso all’uso di tutti i cookie. Maggiori info

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi