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La mia vita con Jack – Cap.2: pettorina o collare?

Facciamo un po’ di chiarezza tra i troppi modelli di collari e pettorine in commercio

pettorina_Jack

Ancor prima di accogliere Jack in famiglia quando mi capitava di passare qualche tempo al parco osservavo spesso gli altri cani con i loro umani al seguito o viceversa. Una cosa che mi ha sempre lasciato perplessa è il collare a strozzo. Già di per sé il fatto che si chiami “a strozzo” non me l’ha mai reso simpatico. Poi vederlo fare il suo mestiere sui cani più indisciplinati o nel momento in cui i padroni decidono di accorciare il guinzaglio… Un collare così concepito non può fare altro che soffocare e  strozzare quando il quadrupede tira. E se tira, spesso (non sempre), è “colpa” del padrone che non l’ha ben addestrato e quindi lo strozzo è una punizione per colpe che nemmeno sono del cane. Una bella ingiustizia, no?

Poi fai qualche domanda in giro a veterinari, esperti di comportamento e addestratori e scopri che quello che vedi è quello che è: uno strumento di pura coercizione. L’obiettivo immediato magari lo raggiunge, ma alla lunga diventa la fonte di uno stress di fondo che non  abbandona mai il cane durante la passeggiatina. Altra cosa che mi dicono è che il collare a strozzo condiziona  i buoni rapporti tra cani. Se il guinzaglio tira il cane assume un atteggiamento “a petto in fuori” con il collo torto, un atteggiamento che un altro cane legge come aggressivo, protervo, da bullo di quartiere. Risultato due cani che si avvicinano per fare amicizia con i padroni attaccati come se stessero cercando di tirare in barca un tonno da un quintale finiscono per azzuffarsi.

Pensateci, fate mente locale, e ditemi che non avete mai assistito a una scena del genere.

Ora che c’è Jack Bau dalla fase “osserva” sono passata alla fase “metti in pratica”. L’idea che Jack possa avere problemi al collo, alla trachea o alla tiroide per colpa del collare a strozzo proprio non mi va. E sono certa che curioso com’è quel cosino potrebbe tirare come un alano di un mtro al garrese. Il suggerimento di tutti è la pettorina. Alcuni mi dicono che quella ad “H” sia la più indicata perché non dà problemi di movimento al cane e soprattutto rispetto alla pettorina “a cavezza” con un fascia sul petto del cane non fa male. Ok, andata: mi avete convinto, pettorina ad “H”.

Ora un grande interrogativo: come metto Jack dentro alla pettorina, o la pettorina attorno a Jack? Avete presente un cucciolo di Jack Russell quando realizza che arriva il momento di uscire? E’ difficile persino vederlo a occhio nudo tanto cambia posizione di continuo! Figuratevi mettere la pettorina… Ma non mi sono disperata. Ho applicato il solito principio: Jack Bau fai la cosa giusta? Eccoti un premio.  Non ci crederete ma a un cane fa più effetto l’idea di mangiare una cosa buona della paura di una punizione. Certo, a noi a due zampe richiede più pazienza questa via… Comunque ecco come faccio. Con la destra tengono la pettorina sollevata ad altezza Bau, con la sinistra tengo un premietto in modo che Jack per prenderlo debba in qualche modo infilarsi da solo nella pettorina. Fino a che non passa dalla parte giusta nessun premio. Ma per fortuna i cani sono bravissimi nelle equazioni. Qualche tentativo e poi via: al parco tra i fiori nella sua bella pettorina fiammante. E sono certa che se il premietto arriverà per le prime volte e poi magari verrà sostituito da un giochino preferito il cucciolo sarà sempre felicissimo di farsi mettere la pettorina almeno quanto di uscire! Eccolo lì, in perlustrazione. Ditemi se non ha un muso felice (e preoccupantemente sveglio).

 

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