Pianeta Risparmio Punto di vista

Le dieci più grandi catastrofi firmate dall’uomo

Un tremendo elenco di momenti in cui l’uomo ha mostrato tutto il suo potenziale distruttivo su se stesso e sull’ambiente

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Il disastro ambientale amazzonico che è andato in scena due settimane fa nello stato brasiliano del Minas Geraìs è passato quasi inosservato. La cosa è comprensibile visto che è andato a sovrapporsi alla terribile emergenza terrorismo. Però, tra un attentato e l’altro, non perdiamo di vista questa immane catastrofe, la peggiore della storia brasiliana.

Abbiamo un’abilità specialissima: come distruggiamo noi l’ambiente nessuna specie mai. Non siamo gli unici animali a modificare l’ambiente in cui viviamo per renderlo più adatto alle nostre esigenze o per ottenerne le risorse che ci servono, basti pensare a formiche e termiti o ai castori… Ma noi siamo veramente il top. Sfruttiamo al massimo tutte le nostre potenzialità distruttive e lo facciamo con metodica idiozia, anche pensando che la maggior parte delle volte in cui provochiamo il più classico dei disastri i primi a subirne le conseguenze siamo noi stessi. E allora partiamo con questa pessima lista di momenti neri della nostra storia ecologica planetaria human-made. Li metto in ordine cronologico…

1- Dighe sul Rio Doce

Notte tra il 12 e il 13 novembre 2015

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Foto: Wikipedia

Gli invasi in cui veniva raccolti i reflui di lavorazione del complesso minerario gestito dalla Samarco, compagnia mineraria che opera nello stato brasiliano di Minas Gerais, hanno ceduto nella notte tra il 12 e il 13 novembre 2015. I fanghi tossici accumulati nel bacino idrico contenuto dalla diga sono piombati sulla periferia della cittadina di Mariana uccidendo 17 persone quella stessa notte. Ma il danno ambientale è tutt’ora incalcolabile. I cronisti la definiscono la Chernobyl brasiliana visto che la marea tossica ha distrutto in due settimane, forse per sempre, l’ecosistema del fiume amazzonico Doce e riversato in mare 60 milioni di metri cubi di detriti che stanno contaminando un tratto di costa difficile da circoscrivere di fronte alla città di Espirito Santo. 250mila persone sono attualmente prive di acqua potabile e l’Amazzonia già martoriata dal taglio illegale di alberi ha subito un colpo ulteriore. Questa è la conseguenza delle sfrenate attività minerarie a caccia di oro e rame nelle profondità della foresta. Secondo l’ONU saranno necessarie decine di anni per comprendere la reale portata del disastro. Da anni si discuteva sulla sicurezza degli sbarramenti.

 

2- Great Pacific Garbage Patch

Da anni

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Foto: Wikipedia

Difficile dire quando sia cominciato. Ma è un problema di enorme attualità: nel cuore del Pacifico tra Giappone e Hawaii galleggia una sconfinata isola di plastica che un vortice di correnti ha accumulato nel corso degli anni raccogliendo rifiuti lungo le coste del Sud Est asiatico e dell’Estremo Oriente. L’ampiezza di questo vortice varia dai 700.000 km2 (un’estensione pari a quella della Penisola iberica) ai 10 milioni di km2 (un’estensione pari a quella degli USA) a seconda delle stime. Fatt’è che è lì, ben visibile dal satellite a memoria di quanto siamo stupidi e poco lungimiranti come individui e come nazioni.

3- Fukushima

dalle 14.46, 11 marzo 2011

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Foto: Wikipedia

In seguito al tremendo terremoto del Tohoku di magnitudo 9 della scala Richter, un imponente tsunami investe la costa nord occidentale del Giappone. Il disastro è enorme, ma sarà ancor più immane quando, in seguito al violentissimo sisma, i reattori della centrale atomica di Fukushima cominciano a mostrare gravi avarie. Il problema è talmente grave che i reattori prendono fuoco in seguito a una serie di esplosioni nello stabilimento. L’impatto ambientale della vicenda è enorme nonostante la quantità di materiale radioattivo emesso nell’atmosfera sia circa un decimo di quello emesso da Chernobyl. Diversi isotopi radioattivi vengono rilevati in mare lungo un largo tratto di costa a ponente e a levante del sito con livelli di radioattività 4.400 volte superiori alla soglia tollerata. L’area viene evacuata per un raggio di 30-40 chilometri. La popolazione evacuata ammonta a circa 300-400 mila abitanti. I reattori di Fukushima stanno anche attualmente emettendo radiazioni in quanto non sono stati, al contrario di Chernobyl, chiusi in un sarcofago contenitivo. La presunzione con cui si supponeva la centrale fosse resistente a terremoti fortissimi è costata cara.

4- Deep Water Horizon

notte del 20 aprile 2010

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Foto: Wikipedia

Sulla piattaforma Deep Water Horizon che opera al largo della Lousiana nel Golfo del Messico qualcosa non funziona e nella notte del 20 aprile di 5 anni fa salta una valvola del pozzo di perforazione. La piattaforma brucia come una torcia in mezzo al mare portando con sé 11 anime.

In tre mesi di perdite dal pozzo danneggiato vengono emessi nel Golfo tra i 3 e i 5 milioni di barili di petrolio, ovvero tra i 506 e gli 868 milioni di litri di nero greggio. Attualmente non ve n’è più traccia in superficie ma il danno rimane. Perché tolto il petrolio dissolto, tolto quello divorato dai batteri, tolto quello bonificato ne mancano all’appello 127 milioni di tonnellate che si presume siano sparse su tutto il fondale del Golfo del Messico. Senza contare che le sostanze chimiche utilizzate per disperdere gli idrocarburi hanno consentito di far precipitare la marea nera sul fondale ad oltre 1600 metri di profondità, dove continua ad esercitare i suoi effetti nefasti sulla catena alimentare. La BP pagherà 20 miliardi di dollari per i danni che ha causato ma che non potrà mai riparare.

5- Terra dei fuochi

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Foto: Wikipedia

Si chiama Terra dei fuochi dal 2003 quando i giornalisti hanno trovato il termine giusto per inserirla nei titoli, ma il problema nasce addirittura negli anni 70. Dal 1970 in poi nelle campagne della Campania la camorra ha sversato rifiuti industriali, tossici e nucleari. Le zone più colpite sono quelle di Succivo, Aversa, Caivano, Acerra e Giugliano in Campania. I roghi di rifiuti industriali sono diventati una triste costante del paesaggio negli anni scorsi e si teme siano responsabili di un alto tasso di tumori. La camorra considera i rifiuti speciali un business meno rischioso e più remunerativo della droga. Ha ragione, specialmente perché trova un sacco di aziende industriali del Nord ben contente di non seguire le costose regole di smaltimento. Nel 2015 nel comune di Calvi Risorta è stata individuata la più grande discarica sotterranea d’Europa di rifiuti tossici.

6- Prima Guerra del Golfo

2 agosto 1990 – 28 febbraio 1991

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Foto: Wikipedia

L’esercito iracheno in ritirata dal Kuwait dopo l’avvio di Desert Storm taglia la testa di 788 pozzi petroliferi in territorio kuwaitiano dando fuoco al greggio ad alta pressione che ne fuoriesce. I pozzi bruciano per più di un anno e provocano un danno ambientale regionale e globale (incalcolabili le tonnellate di CO2 e altri gas serra emessi nell’atmosfera) di proporzioni bibliche. Una stima per difetto valuta il danno ambientale locale in 80 miliardi di dollari. La considero una cifra assolutamente arbitraria per dare un valore a qualcosa che fino al 1991 era persino difficile da immaginare.

 

7- Exxon Valdez

00.25, 24 marzo 1989

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Foto: Wikipedia

La super petroliera Exxon Valdez della ExxonMobil per un errore di rotta dell’equipaggio comandato dal capitano J. Hazelwood si incaglia poco dopo la mezzanotte sulla secca di Prince William versando 40,9 milioni di litri di petrolio greggio sulla costa asiatica dell’Alaska. Il disastro è immane: muoiono nei giorni successivi 250.000 uccelli marini, 2.800 lontre, 300 foche, 250 aquile di mare testabianca, 22 orche e miliardi di uova di salmone e aringa, un intero ecosistema distrutto. Nemmeno il miliardo di dollari di danni pagati dalla Mobil come risarcimento bastano per recuperare quello che si è irrimediabilmente perso. Ancora oggi 26.000 tonnellate di greggio soffocano i fondali della zona colpita.

 

8- Chernobyl

01.23, 26 aprile 1986

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Foto: wikipedia

E’ primavera anche a Prypijat, in Ucraina. La notte è fresca, il profumo delle betulle si diffonde nell’aria e la maggior parte degli abitanti della città dorme tranquilla, ignara che nella centrale nucleare a soli tre chilometri si stanno eseguendo test sulle procedure di accendimento e spegnimento. Qualcosa va storto e il reattore numero 3 si surriscalda fino a incendiarsi. Il disastro rimarrà il peggiore tra quelli nucleari compresa la crisi di Fukushima del 2011. Nei giorni successivi all’evento muoiono soltanto 56 persone, per lo più vigili del fuoco e personale della centrale. Le città di Prypijat e Chernobyl vengono evacuate così come le campagne nell’arco di una trentina di chilometri dall’epicentro. Tutt’ora l’area è considerata inospitale. Anche se l’ambiente sembra aver reagito meglio del previsto, nell’arco dei successivi 30 anni almeno 4000 persone sono morte per tumori alla tiroide e leucemie correlabili al fall out radioattivo. Considerando che la nube radioattiva emessa dalla centrale ha raggiunto l’Irlanda prima di disperdersi, difficile immaginare l’effetto che ha avuto e che forse ha tuttora sui cittadini di tutta Europa. Impossibile da quantificare nella sua completezza.

 

9- Bhopal

00.43, 3 dicembre 1984

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Foto: Wikipedia

India, stato del Madhya Pradesh, cittadina di Bhopal. Durante un controllo notturno di routine allo stabilimento della Union Carbide India, fabbrica di pesticidi, a causa di un malfunzionamento viene rilasciata una nube tossica composta da isocianato di metile. La sostanza può essere considerata un veleno mortale a tutti gli effetti. Muoiono 4000 persone quella stessa notte quando la nebbia mortale avvolge la periferia povera e popolosa di Bhopal. Altre 50.000 rimangono contaminate e riportano danni permanenti in seguito al contatto con l’isocianato tra i quali cecità e insufficienza renale. Altri 20.000 decessi verranno registrati nei successivi 40 anni. La ditta americana multinazionale Union Carbide proprietaria dello stabilimento afferma che si sia trattato di terrorismo. A molti appare evidente che si tratti di una terribile, banale negligenza. Le vittime, ad oggi, non hanno ottenuto giustizia.

 

10- Seveso

12:37, 10 luglio 1976

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Foto: wikipedia

Il reattore in cui viene prodotto il triclorofenolo (un diserbante) dell’ICMEA, un’industria chimica nel comune di Meda, nella popolosa Brianza, nella tarda mattinata di un caldo giorno di luglio, per un errore umano, emette nell’atmosfera una quantità indefinita di diossina, una delle sostanze inquinanti più tossiche. La nube chimica che si viene a creare è vasta e investe specialmente il comune di Seveso. Si hanno centinaia di casi di cloracne una severa reazione dermatologica al cloro contenuto nella molecola della diossina ma nessun morto. Tuttavia la popolazione viene evacuata (con colpevole ritardo, 8 giorni dopo l’evento) e parte del paese demolito. Buona parte del territorio del comune di Seveso risulta contaminato con la morte di piante e l’abbattimento di 80.000 animali d’allevamento contaminati. Le conseguenze dell’incidente erano rilevabili fino a una decina di anni fa nelle anomalie nello sviluppo, ormonali ed embrionali ascrivibili all’azione della diossina sulle gonadi e ghiandole in generale.

1 Commento

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    Daniele Giordano
    8 dicembre 2015 at 16:34

    Tragica classifica di disastri noti ma che la frenesia della vita moderna sembra in grado di far dimenticare alla coscienza di molte persone. Eppure non è che una lista irrisoria rispetto a tutti i misfatti di cui l’ umanità s’è macchiata, anche perché moltissimi sono stati nascosti dalle istituzioni. Spesso mi chiedo quanti tumori ha provocato anche qui in Italia la bomba atomica che la Francia fece esplodere nel 1960 sul deserto algerino… Evento che non cita mai nessuno !!! Anzi, ancora oggi spacciano il nucleare per amico dell’ ambiente in quanto non emetterebbe gas serra. A parte la falsita’ di questa affermazione, dato che l’arricchimento dell’uranio ne produce in quantità, è inconcepibile come per bramosia di arricchimento immediato si possa mettere a repentaglio l’ esistenza stessa dell’umanità ! Ricordo un architetto che sosteneva che le centrali nucleari sono sicure se fatte bene e citavs ad esempio quelle svizzere. Ebbene: a seguito della sciagura di Fukushima l’ ente governativo elvetico per la sicurezza nucleare decise di far smatellare tutto in quanto impossibile garantirr sicurezza, e mi risulta lo stia facendo davvero. La Germania ha cominciato lo smantellamento perché ritiene sia una tecnologia anti-economica ed il Belgio per entrambi i motivi. Tutto questo però solo dopo forti pressioni dell’ opinione pubblica. Perciò ti ringrazio per l’ impegno che ci metti nel divulgare queste notizie e sensibilizzare la gente: abbiamo quanto mai bisogno di insistere nel difendere quel poco che c’è rimasto se abbiamo ancora qualche speranza di salvarlo !!! Salutoni – Daniele

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