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“Noi Animali – We Animals”: fotoreportage di drammi e grandi amori

Il rapporto difficile (per loro) tra uomo e animali raccontato dalla pluripremiata Jo-Anne McArthur in 10 anni di scatti in giro per il mondo

We Animals cover_web resolution

…Così mi trovo a sfogliare “We animals” di Jo-Anne McArthur. Le foto che troverete in questo pezzo sono tratte proprio da questo splendido saggio fotografico portato in Italia per la prima volta da Safarà editore e presentato al Salone del libro di Torino un paio di settimane fa.

Lo aspettavo da un po’. Avevo avuto modo di seguire il progetto on line della McArthur (www.weanimals.org) e la sua missione portata avanti a furia di scatti struggenti. Jo-Anne per oltre 10 anni ha fotografato il mondo degli animali in tutti i continenti ad ogni latitudine.  Jo-Anne ha fotografato macelli e allevamenti, animali domestici amati, animali domestici prossimi al macello, animali in gabbia, in vasca, in un sacchetto o una scatola, vivi o morti, animali feriti e animali felici… Ha raccontato gli animali e l’uomo. Ha raccontato quanto possa essere terribile e meraviglioso il nostro rapporto con gli altri abitanti del pianeta. Il tutto raccolto in un’opera dal travolgente impatto visivo ed emotivo. Immagini che entrano nel cervello e si vanno ad annidare nel cassetto dedicato alle cose memorabili.

Una film maker canadese, Liz Marshall, le ha dedicato un documentario diventato cult, The Ghosts in our machine (“I fantasmi nella nostra macchina”), in cui viene raccontata Jo-Anne che a sua volta racconta al mondo quanto gli animali possano essere distrutti e sviliti nel contesto delle società umane.

Ma per capire “Noi Animali – We Animals” la via migliore è ascoltare le foto. Ne ho selezionate alcune, una minuscola sintesi di un piccolo capolavoro.

Rabbit Slaughterhouse - Europe

La prima foto che ho scelto è questo orrore: lunghe file di conigli spellati che viaggiano lungo la catena di un macello.

Next for Slaughter - Spain

Non ci vuole un etologo per capire il grado di stress di questo coniglio che sta per incontrare la lama che gli toglierà la vita. Sullo sfondo un uomo, il suo carnefice che probabilmente mentre gli taglierà al gola penserà al fatto che il rubinetto di casa perde o a dove andare nel weekend.

Woman With Deer Head - USA

Quando un animale diventa un oggetto perde la sua aura e il suo fascino, smette di raccontare una storia per finire a diventare una storiella appeso magari sul muro di qualcuno che considera la testa di un cervo un po’ trash ma tanto vintage.

Wenanimals_FB_Ecocentrica

Quello che state guardando è l’imbottitura di un paio di guanti, il colletto di un cappotto o una pelliccia. Non può essere una volpe. O almeno non lo è più. Chiusa in una gabbia con pochi centimetri a disposizione.  Questa foto racconta una sofferenza inutile. Almeno conigli, maiali, vacche… Producono carne che mangiamo. Ma questa volpe sta soffrendo per puro piacere.

Rescued From the Bush Meat Trade - Cameroon

Ma poi c’è anche l’uomo che cerca con tutto se stesso di riparare ai danni che commette. Uno chimpanzé destinato al commercio illegale di “bush meat” (letteralmente “carne di foresta”,) ha fatto amicizia con esseri umani ben più consapevoli e sensibili. Certo, adesso vive un trauma, adesso non è più un abitante della foresta e forse non lo tornerà mai più ad essere ma almeno ha capito che non tutti gli uomini sono predatori famelici.

Jo-Anne McArthur & Orlando high res

Ognuno di noi ha di che riflettere e “Noi Animali – We Animals” di Jo-Anne McArthur  è un buon punto di partenza.

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