Punto di vista

Omosessualità in natura

In almeno 1500 specie l’omosessualità è uno standard sessuale esattamente come l’eterosessualità

 

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Foto: wikipedia

L’omofobia è una nevrosi, una delle tante paure che compongono il pacchetto più grande della “xenofobia”, la paura dei gay (disgusto, fastidio… definite a piacere) e non è che una declinazione della più generica paura del diverso. Ebbene chi ritiene l’omosessualità una deviazione dal “buon comportamento naturale”, insomma una perversione, un’aberrazione, farebbe bene, se ha coraggio, asfogliare qualche manuale di etologia: scoprirebbe che in almeno 1500 specie animali è diffusa l’omosessualità e che in molti casi esistono coppie omosessuali a fianco di quelle etero. E non mi si venga a dire che due cimici, due pesci o due scimmie vanno contro natura perché allora dovremmo metterci d’accordo sul termine “natura”.

Per la scienza, infatti, l’omosessualità non è una malattia o una deviazione del comportamento “normale” ma semplicemente un’attitudine naturale.

Da quattro decenni gli psicologi hanno stralciato l’omosessualità dai manuali sulle “parafilie”, ossia le psicopatologie sessuali come il feticismo o la necrofilia. Ma questo non è bastato agli omofobici per tornare sul piano della razionalità.

E allora diamo un occhio al mondo animale. I Bonobo, gli scimpanzé pigmei, animali che condividono il 98% del nostro DNA, annoverano tra i propri comportamenti sessuali più frequenti l’omosessualità.

Come riporta Lisa Signorile in un suo bell’articolo per il National Geographic, un terzo delle coppie di Albatros delle Hawaii è omosessuale in normali condizioni ecologiche ossia in equilibrio tra numero di maschi e femmine, con cibo disponibile, in assenza di inquinamento chimico e di stress ambientale.

Persino le cimici si accoppiano tra individui dello stesso sesso. Parliamo di insetti ossia alcuni tra i più antichi esseri viventi ad essere apparsi sulla faccia della Terra.

L’omosessualità è diffusa anche tra i delfini così come fra le giraffe, trichechi, i rospi, i pinguini, i montoni, persino tra i leoni… In diversi casi si formano vere e proprie coppie omosessuali più o meno durature. In alcuni casi sono unioni perfettamente funzionanti con tanto di figli adottivi! Davvero! Negli albatros hawaiani le coppie lesbiche hanno pulcini che portano a maturità con notevole successo;i cigni neri austrialiani hanno coppie gay di grande successo, persino superiore a quelle etero: i piccoli non subiscono nessun tipo di imprinting sessuale e possono essere gay o etero indifferentemente a maturità sessuale raggiunta.

Quindi non temete: l’omosessualità non è contagiosa e non si contrae dalla mamma o dal papà come l’Aids o l’epatite C.

C’è solo un tipo di esseri umani che va contro natura in tutta questa guerra ideologica: gli omofobici.

1 Commento

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    Nicola
    14 marzo 2016 at 16:06

    Siamo eseri umani ,non ANIMALI:

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