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Terre abbronzanti: attenzione alla scelta

Cosa contengono i più famosi prodotti “effetto baciata dal sole”

Nostalgia dell’estate e di quel bel colorito dorato che regala al viso? In attesa delle prossime vacanze al sole, si può ricreare lo stesso effetto utilizzando un bronzer, chiamata anche terra.

Se illuminanti e prodotti glitterati vanno riservati ai mesi estivi, ce ne sono altri adatti ad ogni stagione e ogni tipo di carnagione, che regalano un tono più caldo in modo assolutamente naturale.

Le terre però sono un prodotto di make up che sta a contatto con la pelle, perciò è importante controllare bene gli ingredienti ed evitare sia le sostanze filmanti, che le impedirebbero di respirare causando secchezza, imperfezioni e accelerano l’invecchiamento, sia quelle allergizzanti.

Oggi voglio vedere insieme a voi i prodotti più famosi, quelli considerati i “top di gamma” e più acquistati, dai marchi commerciali ai brand di lusso. Li vediamo proprio così, in ordine di prezzo, analizzando gli inci alla ricerca di sostanze che sarebbe meglio evitare.

KIKO – Flawless fusion bronzer powder (€ 10,95 / 12 g)

Un marchio famosissimo che non ha bisogno di presentazioni.
Tra le varie terre c’è questa: già ai primi posti dell’inci si trovano due siliconi e Caprylyl Glycol, della famiglia dei glicoli, quindi sintetico.
Peccato perché gli altri ingredienti sono tutti buoni…

 

DEBORAH – Maxi terra abbronzante (€ 12,00 / 18 g)

Continuiamo con uno dei marchi da grande distribuzione.
All’inizio dell’inci si trova subito una sostanza chiamata Pentaerythrityl tetraisostearate, un grasso sintetico (come tutto quello che comincia con – iso), seguita da Aluminum Starch Octenylsuccinate, a cui il Biodizionario assegna un semaforo giallo perché la sua tossicità è ancora incerta (ma l’alluminio qualche dubbio lo crea). Di seguito, altri ingredienti che conosciamo bene come siliconi e altri filmanti di sintesi, BHT, diversi parabeni e allergeni del profumo. Si salvano i coloranti, tutti verdi.
Troppe sostanze indesiderate.

 

BIONIKE Defence Color – “Sun Touch” Terra abbronzante (€ 16,49 / 10 g)

Marchio venduto in farmacia, presentato come testato per i metalli pesanti, senza conservanti, senza profumo e senza glutine (ma spesso il “senza” in etichetta non basta).
Anche qui compaiono siliconi, Pentaerythrityl tetraisostearate (la sostanza sintetica vista prima), glicoli e filmanti di sintesi.
Come dico spesso, anche in farmacia bisogna tenere gli occhi aperti e verificare bene gli inci!

 

COLLISTAR – Terra abbronzante effetto seta (€ 30,00 / 10 g)

Iniziamo a salire con le fasce di prezzo: questo prodotto si chiama “effetto seta” perché assicura di idratare e proteggere la pelle.
Quello che mettiamo sulla pelle ve lo dico subito: siliconi, vari parabeni e una sfilza di allergeni del profumo, anche di sintesi.
Non ci siamo, specie a questo prezzo…

 

BENEFIT – “Hoola” Cipria abbronzante opaca (€ 34,50 / 8 g)

Ancora un marchio famoso, usato anche a livello professionale.
La prima parte dell’inci non è male, ma poi invece compaiono siliconi, diversi parabeni e Boron Nitride, una sostanza a base di Boro a cui il Biodizionario assegna doppio semaforo rosso perché già accusato di causare malformazioni in alcune specie animali.
Anche in questo caso peccato, la formulazione non sembrava male.

 

CHANEL – “Les Beiges” Poudre Belle Mine Ensoleillée (€ 50,00 / 12 g)

Infine, chiudiamo con un marchio di lusso (e si vede dal prezzo).
In questa formulazione troviamo: filmanti di sintesi, filtri UV di tipo chimico, Boron Nitride, Polyethylene (sì, proprio il PET con cui fanno le bottiglie in plastica!), Chlorphenesin, un conservante sintetico e facilmente irritante, e anche BHT.
Parlando di sostanze nocive, è forse la peggiore composizione!

 

Per non rinunciare a un effetto abbronzatura dorata, si possono scegliere le terre bio o con buon inci: ormai è facile trovarle, anche low cost. Volete che vi prepari una selezione?

 

N.B.: Le mie considerazioni sugli ingredienti le ho fatte alla luce di studi scientifici, opinioni di esperti di cui mi fido, fonti come il Biodizionario o i regolamenti delle certificazioni eco-biologiche.

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