Ecocentrica

Cappello per l’estate: come sceglierlo a basso impatto ambientale

Tessa Gelisio, cappello estivo

Cosa c’è di meglio in estate di un comodo cappello, per proteggere il volto dai raggi solari e regalarci un po’ di refrigerio, anche quando sembra impossibile trovare un posto ombreggiato? Con il caldo torrido a cui ormai le ultime estati ci hanno abituato, i cappelli sono diventati un accessorio irrinunciabile: si tratti di un pomeriggio trascorso in mezzo alla natura, o di una rilassante giornata in spiaggia, non ne posso fare davvero a meno. Ma anche nella scelta di questo accessorio dobbiamo prestare attenzione a una maggiore sostenibilità: meglio infatti prediligere fibre naturali o di riciclo e, ovviamente, scegliere aziende che hanno fatto del rispetto dell’ambiente un loro pilastro.

Ho quindi scelto per voi alcuni cappelli che, oltre a essere versatili ed eleganti per la stagione estiva in arrivo, sono stati realizzati minimizzando il loro impatto ambientale. Dalla scelta delle materie prime al packaging, ecco qualche nome per lasciarsi ispirare.

HatProof: la raffia al 100% naturale

Quale immagine è più iconica del classico cappello di paglia, da sfoggiare al mare o durante una passeggiata in città? Si tratta di un must-have intramontabile che non deve mai mancare nell’armadio estivo, un simbolo femminile che ci accompagna sin dagli anni ‘50.

Le alternative sul mercato sono le più svariate, ma mi ha colpito la proposta di HatProof, un’azienda toscana ed eccellenza del Made In Italy. La società ha infatti deciso di investire su molti materiali di origine naturale, tra cui la raffia intrecciata a mano: più versatile e duratura della paglia, è realizzata con foglie di palma seguendo una tradizione cominciata nel 1947.

Tra i tanti modelli disponibili, ho deciso di proporvi il cappello Panarea, dal taglio classico e dalle fibre al 100% naturali. A tesa larga, così da proteggere l’intero volto, il cappello è presente sul sito ufficiale del produttore in diverse taglie, a partire da 90 euro.

Lizé Natural Clothing: il fresco lino per l’estate

Quale tessuto ci ricorda più l’estate, se non il lino? Leggero, fresco e traspirante: questo filato naturale è davvero il simbolo della stagione più calda. Ed è quindi perfetto anche per i capelli, per riparare dal sole senza però aumentare la sudorazione del capo.

Ed è proprio il lino la fibra scelta da Lizé Natural Clothing per i suoi cappelli dedicati all’estate, delle soluzioni sbarazzine pensate per vivere appieno la vita all’aria aperta. L’azienda italiana è da sempre molto attenta alla sostenibilità ambientale e, oltre a impiegare fibre al 100% naturali e da coltivazioni biologiche, produce capi duraturi per una moda che non segua solo una singola stagione.

Il cappellino Sofie vede una parte esterna in lino biologico e una fodera interna in cotone 100%. La sua tesa larga permette di coprire al meglio il viso dal sole, senza lasciare porzioni scoperte. Il prodotto è in vendita sul sito ufficiale dell’azienda, a un prezzo di 39.90 euro.

WhatAEco, il cappello estivo made to order

Come ridurre l’impatto ambientale di una moda sempre più fast e, soprattutto, come eliminare gli sprechi? Con il “made to order”, una filosofia che sta prendendo sempre più piede nell’universo dell’abbigliamento a basso impatto ambientale. Così come suggerisce il nome, i prodotti “made to order” vengono realizzati solo dopo che l’utente ne ha finalizzato l’acquisto: in questo modo si produce unicamente quello che si vende, non vi sono surplus di magazzino e nemmeno sprechi. Certo, bisogna attendere qualche giorno in più per avere il proprio accessorio a disposizione, ma tutto a vantaggio per l’ambiente.

WhatAEco – un vero e proprio hub di marchi europei più sostenibili – presenta diversi prodotti “made to order”, tutti peraltro realizzati con fibre al 100% naturali e certificati vegan, ovvero privi di fibre di origine animale. E non mancano nemmeno degli originali cappelli di stoffa, realizzati in cotone certificato con finitura twill, che regala al tessuto resistenza e lucentezza.

Un esempio è Sulu, un classico cappello a secchiello nella sua estiva colorazione gialla. Prodotto in Portogallo seguendo alti standard ambientali ed etici, viene realizzato in circa 7 giorni dal momento dell’acquisto con cotone twill certificato. Lo si trova in vendita sul sito ufficiale a 40 euro.

Amor Y Mezcal, l’arte messicana del cappello naturale

Quando si parla di cappelli in paglia naturale, alla mente non possono che apparire le immagini di un viaggio in Centro e Sudamerica, dove quella del cappello è una vera e propria arte. Una tradizione viva da centinaia di anni e oggi simbolo di rispetto dell’ambiente e assenza di sprechi, perché originata dalle classi povere che producevano copricapi con materiali di recupero.

Amor Y Mezcal ha voluto recuperare questa antica tradizione, proponendo degli splendidi cappelli in stile messicano – con tanto di collarino decorato a tema – ricorrendo unicamente a materie prime di origine naturale. I cappelli sono infatti realizzati in paglia di toquilla, una palma diffusissima in tutto il Centro e il Sudamerica, in particolare in Ecuador. Una pianta particolare, perché non deve essere abbattuta per recuperare le sue fibre: le foglie della pianta si seccano e cadono ciclicamente e, anche tagliandole quando ancora verdi, ricrescono in modo veloce.

Ad esempio, il cappello Green Apple è realizzato in modo completamente artigianale con 100% di paglia da palma. E l’approccio è sempre quello di una produzione mirata, con la produzione di singoli cappelli – ogni esemplare richiede due giorni per l’intrecciatura – commisurata alle vendite, senza sprechi. È possibile acquistare il cappello sul sito ufficiale, a circa 250 dollari. Ma se si vuole ridurre ulteriormente il proprio impatto sull’ambiente, si consiglia di scegliere uno dei tanti rivenditori fisici europei, evitando così una consegna transoceanica.

Lorna Murray, cotone e paglia per il perfetto stile Capri

E per chi fosse alla ricerca di un grande classico, ma rivisitato? La risposta arriva da una designer australiana, Lorna Murray, con delle collezioni di meravigliosi cappelli dall’aspetto retrò ma contemporaneamente molto moderni.

La stilista utilizza unicamente fibre di origine naturale per la produzione dei suoi copricapi – cotone organico al 100% e paglia da erba – e anche il packaging è al 100% riciclabile, grazie all’uso esclusivo di carta e cartone. 
Tra le tante alternative, i più richiesti sono quelli in stile Capri che, nelle forme, ricordano l’eleganza in spiaggia tipica degli anni ‘50 e ‘60. Questi cappelli – come il Fiji Capri Hat – sono realizzati al 100% in paglia essiccata da erba, con inserti in cotone per le pieghe e le decorazioni. Ogni esemplare è in vendita sul sito ufficiale a partire da 150 dollari australiani ma, giustamente, ci si potrebbe chiedere se in termini ambientali valga davvero la pena farsi spedire un copricapo dall’altra parte del mondo. Ma è la stessa designer ad aver risolto il problema alla fonte, tramite delle partnership con rivenditori fisici sia in Europa che negli Stati Uniti.

Anche nella scelta del capello perfetto per l’ormai imminente estate, quindi, la regola è solo una: ridurre il nostro impatto ambientale. Scegliendo fibre naturali e materiali riciclati, da aziende attente a una filosofia produttiva più sostenibile, potremo ripararci dal sole senza rinunciare ai trend del momento, il tutto senza pesare troppo sull’ambiente!

I contenuti di questo post non sono legati a nessun tipo di operazione commerciale.
Le aziende e i prodotti segnalati sono stati recensiti di mia iniziativa e in base ai miei gusti e valori.
Tessa Gelisio

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