Ecocentrica

Piano di cottura a gas, elettrico o a induzione: quale scegliere?

Tessa Gelisio, piano cottura

Quanto pesa il piano di cottura sui nostri consumi energetici e quale impatto ha sull’ambiente? Per gli appassionati di cucina che, come me, trascorrono molto tempo ai fornelli, queste domande saranno sicuramente balzate spesso alla mente. Soprattutto in questo periodo di crisi energetica, dove le tariffe sia dell’elettricità che del gas schizzano alle stelle e si cerca, quindi, di calmierare la bolletta. Proprio per limitare i consumi, in molti stanno pensando di cambiare i piani cottura per scegliere soluzioni più efficienti e anche più amiche dell’ambiente. Eppure, capire quale tecnologia installare in cucina è tutto fuorché semplice.

Classici fornelli a gas, piastre elettriche e piani a induzione: il mercato presenta oggi le più svariate alternative e scegliere quella che possa fare al caso nostro non è semplice. Per questo ho deciso di capirne di più, mettendo a confronto i vantaggi e gli svantaggi di queste tre alternative.

Piani di cottura tra tipologie, vantaggi e svantaggi

Come ho già anticipato, oggi esistono in commercio diverse soluzioni per cucinare: dal classico fornello a gas alle piastre elettriche, passando per i modernissimi piani a induzione. Tutte presentano dei vantaggi e degli svantaggi e, di conseguenza, operare una scelta non è semplice.

Fornello a gas

Il fornello a gas rappresenta la soluzione più diffusa all’interno delle case italiane e, ancora tutt’oggi, la più richiesta quando si acquista una cucina nuova. Collegati alla fornitura domestica di metano – o di GPL, dove la rete del metano non è disponibile. Ma quali sono i vantaggi di questa tecnologia, tanto da renderla così popolare?

Tuttavia, non mancano svantaggi anche importanti:

Piano di cottura elettrico

Il piano di cottura elettrico è un’alternativa tanto classica quanto il piano a metano. La tecnologia ha preso piede soprattutto a partire dagli anni ‘50 e oggi rappresenta lo standard domestico in Nord Europa, mentre in Italia non ha trovato una distribuzione così capillare. Oggi ne esistono tre tipologie diverse:

Anche queste soluzioni presentano degli interessanti vantaggi, in particolare:

Fra gli svantaggi, invece, si elencano:

Piano di cottura a induzione

Il piano cottura a induzione rappresenta l’evoluzione moderna della cottura elettrica. Anziché avvalersi di resistenze oppure di lampade alogene, il sistema a induzione sfrutta i campi magnetici per riscaldare le pietanze. Sotto alla superficie in vetroceramica sono infatti presenti delle speciali bobine che, per effetto dell’elettromagnetismo, trasferiscono calore a pentole e padelle. Si tratta di una tecnologia che offre diversi vantaggi:

Per quanto più efficiente, non mancano però gli svantaggi:

Gas, elettrico o induzione: quale scegliere, quindi?

Spiegate le caratteristiche di ogni tecnologia, bisogna rispondere alla domanda iniziale: quale scegliere tra fornelli a gas, piastre elettriche o piani di cottura a induzione? Per farlo, non prenderò in considerazione solamente i consumi, ma anche l’impatto ambientale e la possibilità di recupero dei costi di aggiornamento della cucina.

Se ci si basa unicamente sui consumi e i costi di fornitura, fino al 2020 il fornello a gas rimaneva il più vantaggioso: qualche tempo fa Enea ha calcolato i costi di ogni tecnologia per 150 kWh consumati, pari a 29 euro per il gas, 103.50 euro per le piastre elettriche tradizionali, 94,70 euro per il piano elettrico in vetroceramica e 75 euro per l’induzione. Con la crisi del 2022 il gas è tuttavia sempre meno vantaggioso e, anche con la recente approvazione di tetti massimi ai costi della materia prima, rimarrà una fonte energetica dalle tariffe in crescita.

Non bisogna poi dimenticare come il fornello a gas impedisca di raggiungere la piena elettrificazione domestica che, a livello ambientale, si rivela più sostenibile rispetto all’uso del metano. Ovviamente, sempre che l’energia elettrica stessa venga prodotta sfruttando fonti rinnovabili.

Per quanto riguarda la cucina elettrica, in termini di consumi il piano a induzione è più vantaggioso in termini di utilizzo rispetto a piastre e lampade alogene. Il vantaggio è dovuto principalmente ai tempi di cottura: l’induzione necessita di una potenza più elevata, ma per periodi di tempo minori. Richiede però costi di installazione più elevati e, se necessario, anche una tariffa di 30-50 euro annuali aggiuntivi per passare a contratti superiori ai 3 kW (tipicamente almeno 4.5 kW).

Riassumendo, si può affermare che la scelta più green è sicuramente rappresentata dal piano a induzione poiché, oltre a dimezzare i tempi di cottura – e quindi limitare i consumi – può addirittura essere a emissioni zero. Questo se si sfrutta energia autoprodotta, come quella di un impianto fotovoltaico, oppure se ci si affida a fornitori terzi che producono energia da fonti al 100% rinnovabili. Anche il piano elettrico più classico può essere a zero emissioni, sempre avvalendosi di energia rinnovabile, ma tende a essere meno efficiente. Il gas non è invece una soluzione particolarmente ecologica, poiché si tratta non solo di una fonte non rinnovabile, ma anche inquinante. E nonostante sino a poco tempo fa è risultata la proposta più economica, non è detto che lo sia anche in futuro.

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