Ecocentrica

Sulla nostra pelle

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Perché bisogna aguzzare la vista e prendersi qualche minuto per leggere gli ingredienti dei cosmetici. Sigle e formule nascondono pericoli che è meglio evitare.

La cocamide ha aperto un vaso di Pandora e sono felice di aver cominciato una discussione sull’argomento. E’ naturale che di fronte a certi rischi, subdoli e nascosti, si drizzino le orecchie. Ogni anno vengono prodotte un migliaio di nuove sostanze di sintesi e molte di esse vengono poi rinvenute nel nostro organismo. Un centinaio di esse spiccano nella lista delle sostanze cancerogene o tossiche. Ottocento (800) ingredienti usati nella cosmesi sono stati segnalati come potenzialmente o effettivamente dannosi per la salute umana (così dice l’americano National Institute of Occupational Safety and Health).

Senza andare a scomodare malanni con la M maiuscola come il cancro, basta dare un occhio a un paio di dati per capire che c’è qualcosa che non va. Le dermatiti allergiche sono in aumento ovunque, in ogni fascia d’età e forse ne è affetto il 10% della popolazione, secondo un dato ottenuto da uno studio di qualche anno fa dell’Università di Firenze. La domanda ovvia è: da dove arrivano allergie, dermatiti e altre patologie anche più gravi? La risposta più sensata è: da ovunque, è l’ambiente in cui viviamo che stimola queste reazioni. Essendo, però, la pelle l’organo più grande del nostro corpo e il filtro tra noi e l’”esterno” viene da sé che dovremmo trattarla con particolare cura. E allora ecco un elenco di ingredienti che dobbiamo evitare quando scegliamo un prodotto per la cura della nostra persona. Tenetevi forte.

“PROFUMO”: è un nome vago, generico, che raccoglie decine di sostanze di sintesi a cui sono collegati asma, irritazione della cute, degli occhi e delle mucose.

FTALATI (sigle comuni: DEP, DEHP, DBP): brutti clienti. Sono particolarmente presenti negli smalti e nelle lacche. Possono, alla lunga, danneggiare polmoni, fegato e reni. Quando si dice che la manicure costa un occhio… Sbagliamo: costa un rene.

PARABENI, EDTA, FORMALDEIDE, KATHON CG, QUATERNIUM 15: una squadra di conservanti piuttosto comuni nei cosmetici per la pelle e nei prodotti per l’igiene intima possono causare irritazioni e dermatiti. Per fortuna che dovrebbero certi prodotti dovrebbero essere delicati… Possono anche rispettare il pH naturale ma se poi contengono un conservante di questi cinque… sai che ci importa del pH…

MEA, DEA, TEA: sigle già citate nel caso della cocamide. Sono amine che servono a dare viscosità a bagnoschiuma e detergenti. Alcune di esse sono potenzialmente cancerogene.

ALLUMINIO CLORIDRATO: da come lo descrivono è il Satana degli eccipienti nei deodoranti. Alcuni studi lo mettono in relazione persino con l’Alzheimer. Mah, forse, chissà. Di certo non fa bene ai polmoni.

TRICLOSAN: lo trovate nei dentifrici e nei detergenti antibatterici. Occhio, pare causi irritazioni della pelle e delle mucose.

GLICOLI (PROPYLENE GLYCOL, BUTYLENE GLYCOL, POLYPROPYLENE GLYCOL): derivano dal petrolio e finiscono nei prodotti idratanti. A parte l’impatto ambientale insito nella loro produzione, sembrano all’origine di dermatiti e che possano potenzialmente incidere su reni e fegato.

SILICONI (DIMETICONE, CICLOMETICONE, SIMETICONE e CICLOPENTASILOXANO): aficionados dei balsami e delle creme per capelli (ma a dire il vero, li si trova un po’ ovunque). Causano le “solite” dermatiti e sono potenzialmente cancerogeni.

PETROLATI e PARAFFINA: derivati del petrolio presenti in lozioni per il viso e per il corpo, in rossetti e persino negli oli per bambini. Sono irritanti e potenzialmente cancerogeni.

SLS (SODIUM LAURYL SULFATE): schiumogeno in shampo e bagnoschiuma. Lo sanno tutti che irrita e tutti se ne fregano. E’ ovunque.

Ok, ecco qua. La lista sarebbe ancora più lunga, ma questi sono i più comuni. Perché non li vietano? Perché alle concentrazioni presenti nei prodotti che acquistiamo non sono velenosi e supercancerogeni nell’immediato, ma alla lunga su molti di noi possono causare problemi. Pensate soltanto quante volte vi profumate, deodorate, lavate i capelli o fate una doccia…  E poi sommate con quello che mangiamo, beviamo e respiriamo.

 

Quindi non ci laviamo più? No, no per carità. Un aiuto all’acqua è sempre meglio darlo ma ci si può rivolgere a sostanze naturali, prodotti sicuri, creati con una sensibilità tutta diversa. Ne parlerò su questo blog prossimamente. State sintonizzati!

PS: vi spiegate ora perché l’industria cosmetica aveva questa smania di sperimentare sugli animali i suoi prodotti?

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