
Il pane fresco rappresenta uno dei piaceri che si portano quotidianamente in tavola. Ma si può conservare in frigorifero, per mantenere la sua freschezza più a lungo? È una domanda tutt’altro che banale, anche perché non sempre si ha la possibilità di recarsi ogni giorno dal fornaio. Eppure, a dispetto delle credenze comuni, il frigorifero non è la soluzione più adatta per mantenere il pane fresco per più giorni. Anzi, il freddo e l’umidità potrebbero addirittura alterarne la consistenza, rendendolo poco piacevole al palato.
Il processo di raffermamento del pane

Presenza irrinunciabile nella dieta di milioni di italiani, il pane è notoriamente un alimento che non rimane fresco a lungo: già il giorno successivo all’acquisto, può risultare poco gradevole, ormai abbondantemente raffermo.
Il processo di raffermamento del pane è dovuto a diversi fattori. E, al contrario di quanto si possa pensare, non dipende dalla semplice disidratazione dell’alimento a contatto con l’aria degli ambienti domestici, bensì principalmente dalla retrogradazione dell’amido. In altre parole, dopo che il pane viene sfornato:
- le molecole di amido si cristallizzano progressivamente;
- le molecole di acqua vengono ridistribuite all’interno dell’impasto e, per la gran parte, spinte verso l’esterno.
Sebbene il frigorifero possa apparire come la soluzione più immediata per rallentare questo processo, in realtà il freddo può contribuire ad accelerarlo: riporvi il pane non farà altro che renderlo sempre raffermo, ma con tempistiche mediamente più brevi.
Il frigorifero aiuta con le muffe, ma degrada il pane

Uno dei problemi più comuni nella conservazione del pane, soprattutto quando lasciato a temperatura ambiente in dispense molto umide, è la formazione della muffa sulla sua superficie. Un fatto che lo rende inutilizzabile anche da raffermo, ad esempio da grattugiare per gustose panature.
Eppure, anche in questo caso il frigorifero non rappresenta una soluzione. Per quanto il freddo sia certamente d’aiuto nel rallentare la formazione della muffa, causa comunque delle alterazioni nelle proprietà organolettiche dell’alimento, tanto da renderlo poco gradevole anche per gli usi da raffermo.
Per il pane fresco, invece, la questione non si pone: il rischio che si formino muffe nelle prime 24 ore, quando è più probabile che l’alimento venga consumato, è estremamente remoto.
Il freezer è la soluzione per bloccare il tempo

Per gustare pane fresco ogni giorno, anche quando non si ha tempo di raggiungere il fornaio, esiste una soluzione particolarmente efficace: il freezer.
Al contrario del frigorifero, che mantiene una temperatura costante tra i 4 e i 6 gradi, il freezer porta rapidamente l’alimento a -18 gradi: quando basta per fermare tutti i processi di degradazione del pane. Infatti, a queste temperature:
- l’acqua interna si ghiaccia;
- la retrogradazione dell’amido si ferma;
- si bloccano le attività microbiche e fungine, muffe comprese.
Proprio per questa ragione, allo scongelamento il pane riprende tutte le sue proprietà di freschezza. Il segreto è però nelle modalità: lo scongelamento naturale, a temperatura ambiente, è quello che garantisce i risultati migliori. Tuttavia, se si ha fretta, anche il forno ventilato o il tostapane possono essere d’aiuto. Meglio evitare il microonde, invece, che tende a rendere l’alimento fin troppo gommoso.
I consigli per far durare di più il pane fresco

Infine, è utile conoscere qualche consiglio pratico per far durare più il pane fresco, ad esempio se lo si desidera consumare anche il giorno dopo rispetto all’acquisto, seppur con qualche compromesso. È infatti utile:
- chiuderlo in un sacchetto di carta e tela, per far traspirare la crosta, riponendolo poi all’interno di un portapane chiuso;
- chiuderlo, in alternativa, in un sacchetto di plastica, anche se tende a renderlo gommoso.
In entrambi i casi, è indispensabile scegliere un ambiente umido, mediamente umido ma non in modo eccessivo, e moderatamente ventilato.
In definitiva, il pane fresco non può essere riposto in frigorifero, perché perderebbe le sue caratteristiche di gusto e di consistenza: meglio conservarne delle piccole quantità in freezer, da scongelare secondo le necessità. Una soluzione che fa bene non solo al portafoglio, ma anche all’ambiente.