
“Hai il sangue molto dolce”: è questa la giustificazione che molti si sono sentiti dire, dopo essere stati presi d’assalto dalle zanzare in una calda notte estiva. Eppure, per quanto la convenzione sia diffusa, questi fastidiosi insetti non sembrano essere minimamente attratti dai livelli di glucosio nel sangue. Le zanzare seguono infatti dei complessi segnali biochimici per scegliere le loro prede e, proprio per questa ragione, la scienza è ora in grado di determinare perché alcuni individui ne siano più colpiti rispetto ad altri.
La chimica della pelle che attira le zanzare

A discapito delle credenze comuni, ad attirare le zanzare non è il livello di zuccheri nel sangue, bensì una particolare composizione chimica che si deposita sulla pelle delle prede. Per quanto siano degli insetti particolarmente fastidiosi, le zanzare presentano infatti delle caratteristiche evolutive uniche: grazie ad alcuni speciali sensori, possono captare alcune sostanze anche a decine di metri di distanza.
A rendere la puntura più probabile è un vero e proprio cocktail di composti chimici, che tende a variare da persona a persona:
- l’anidride carbonica, rilasciata sia tramite la respirazione che la traspirazione della pelle. Chi presenta un metabolismo più accelerato – ad esempio gli sportivi, ma anche le donne in gravidanza – ne produce una quantità maggiore, attirando così più zanzare;
- le componenti del sudore, in particolare acido lattico, ammoniaca e acidi carbossilici, che rappresentano un importante magnete olfattivo per questi insetti;
- il microbioma cutaneo, cioè i miliardi di batteri che vivono sulla nostra pelle, la cui composizione può lasciare una firma olfattiva unica per ogni individuo, attirando più o meno zanzare.
Il ruolo del vestiario nel richiamare le zanzare

Oltre alla chimica della pelle, un ruolo fondamentale nell’attirare le zanzare arriva dal vestiario. Questa evidenza è emersa da alcuni studi sul manto animale: i ricercatori hanno infatti scovato che alcune colorazioni tendono a richiamare gli insetti, altre a scacciarli.
Il caso emblematico è quello delle zebre, che si sono evolute proprio per tenere alla larga quanti più insetti possibili. Le striature bianche e nere creano infatti un vero e proprio disorientamento spaziale per le zanzare: non riuscendo a calcolare correttamente la traiettoria di atterraggio, preferiscono concentrarsi su altri soggetti. Alcune popolazioni tribali africane hanno ripreso questo vantaggio evolutivo, dipingendo i corpi con strisce bianche, ottenendo effettivamente meno punture da parte delle specie più aggressive di insetti.
Per contro, i colori pieni, scuri e caldi sembrano rappresentare un vero e proprio invito a nozze per le zanzare. Bisognerebbe infatti evitare, soprattutto la sera, di vestirsi con indumenti:
- neri;
- rossi;
- arancioni;
- blu scuro.
Attenzione, però, la credenza che il bianco allontani zanzare e pappataci non è vera: si tratta di una tonalità che ricorda la luce, di cui queste specie sono naturalmente stimolate. Il segreto è sempre nei contrasti visivi, come appunto bianco e nero: più l’orientamento degli insetti viene confuso, minori sono le pruriginose conseguenze.
I falsi miti sulle punture delle zanzare

Fatte queste premesse, è bene ricordare gli altri falsi miti connessi alle punture delle zanzare. Oltre al sangue dolce – il consumo di dolci, zuccheri o cioccolato non influisce minimamente il gradimento da parte degli ospiti indesiderati delle notti estive – sono false anche le credenze su:
- vitamina B e aglio, che non hanno alcun effetto deterrente contro questi insetti. Uno studio scientifico ha infatti dimostrato che, anche andando ben oltre alle dosi giornaliere raccomandate, non si registrano differenze in termini di punture;
- colore delle lampadine, che non influisce sull’azione delle zanzare. Sono infatti naturalmente attratte da qualsiasi fonte luminosa, indipendentemente la luce sia bianca, gialla, arancione o azzurra. Non è quindi lo spettro cromatico a influire, ma l’origine luminosa e il calore che le stesse lampadine emanano.
I rimedi naturali repellenti

Infine, è utile anche soffermarsi anche sui rimedi naturali contro le zanzare, spesso scelti per credenze popolari, ma senza alcuna efficacia scientificamente provata. Fra le soluzioni che davvero funzionano, è utile elencare:
- l’estratto di Eucalyptus citriodora, ovvero l’eucalipto citrato, uno dei pochi principi attivi vegetali, raccomandato anche dalle autorità sanitarie di diversi Paesi;
- l’olio di neem, che tuttavia presenta un odore ben poco gradevole;
- l’erba gatta, la citronella, la lavanda e il geraniolo.
In definitiva, le zanzare non ci pungo per il sangue dolce, bensì per la composizione chimica della pelle e per gli abiti indossati. Agire di conseguenza permette di evitare tanti fastidi estivi.