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Home»EcoNews»Cosmetici ecobio: cosa succede al corpo già dopo 5 giorni di utilizzo
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Cosmetici ecobio: cosa succede al corpo già dopo 5 giorni di utilizzo

In pochi giorni l’uso di cosmetici ecobio riduce BPA, parabeni e ftalati nell’organismo: lo rivela uno studio su Environment International.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino5 Maggio 2026Aggiornato:5 Maggio 20263 min lettura
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Cosmetici ecobio
Pexels

Cinque giorni con cosmetici ecobio bastano a ridurre i livelli di alcune delle sostanze chimiche più discusse nella cosmesi nell’organismo. Lo rivela uno studio pubblicato su Environment International, fatto su 103 giovani donne a Grenoble, in Francia. A loro è stato chiesto di sostituire temporaneamente i propri prodotti abituali con alternative ecobio, formulate cioè senza i composti chimici oggetto dell’indagine. I risultati parlano chiaro: il bisfenolo A si è ridotto del 39%, i parabeni del 30%, gli ftalati del 22%.

La ricerca, condotta dall’Università Grenoble Alpes, con il contributo dell’Istituto Norvegese di Sanità Pubblica per le analisi di laboratorio e di ISGlobal, l’Istituto di Salute Global di Barcellona, ha coinvolto studentesse universitarie tra i 18 e i 30 anni, invitate a usare per una settimana formulazioni cosmetiche prive delle sostanze monitorate, al posto dei prodotti impiegati quotidianamente per la cura personale, dai detergenti ai cosmetici. Per misurare con maggiore precisione la concentrazione dei metaboliti chimici presenti nell’organismo, le partecipanti hanno anche raccolto campioni di urine nelle 24 ore. L’aderenza al protocollo è stata molto alta: il 94% dei prodotti utilizzati durante la fase di intervento erano quelli forniti direttamente dal gruppo di ricerca.  

Pexels

A fronte della diminuzione del numero medio di prodotti impiegati ogni giorno, che è passato da 12 a 7, le variazioni sono state tutte molto rapide. Tra i cali più evidenti spicca quello dell’acido fenossiacetico, metabolita del fenossietanolo, un conservante largamente usato nei cosmetici europei, sceso del 64%, seguito dal bisfenolo A, impiegato in plastiche e resine, e dal metilparabene. Il monoetil ftalato, spesso associato alle fragranze sintetiche, ha registrato una diminuzione del 22%. Questi composti appartengono a categorie chimiche da tempo al centro del dibattito scientifico: i parabeni e gli ftalati, infatti, sono classificati come interferenti endocrini, capaci cioè di alterare il sistema ormonale con possibili ricadute su fertilità, tiroide e sviluppo.  

In particolare, lo studio ha approfondito una valutazione dell’impatto sanitario del bisfenolo A, proiettando gli effetti della riduzione osservata sulle donne in gravidanza in Francia. Le stime indicano che una riduzione analoga potrebbe prevenire circa il 4% dei casi di asma infantile e una quota simile di episodi di respiro sibilante, oltre a limitare, pur se in maniera modesta, la perdita di punti di quoziente intellettivo nei bambini.

Gli esperti non sono rimasti eccessivamente sorpresi dalla velocità della diminuzione dei valori; molte di queste sostanze, infatti, non si accumulano nei tessuti, ma vengono eliminate dall’organismo in tempi brevi. Semmai, il dato rafforza una tesi rilevante, ovvero che i cosmetici rappresentano una fonte diretta e concreta di contaminazione quotidiana, una contaminazione che, diversamente da altri tipi di esposizione ambientale, è più facile da controllare.

Pexels

Tuttavia, gli stessi autori della ricerca hanno messo in guardia da letture semplicistiche. I risultati ottenuti sono sì indicativi, ma non definitivi, questo essenzialmente per tre motivi: la durata limitata dell’intervento, la qualità del campione, composto esclusivamente da giovani donne, e la possibilità che parte dell’esposizione provenga da alimenti, imballaggi o dall’ambiente, come ipotizzato per il bisfenolo A. Inoltre, i ricercatori sottolineano come diverse sostanze fossero ancora rilevabili nelle urine anche al termine dei cinque giorni.  

La sola sostituzione dei prodotti non azzera il problema, anche se rappresenta un passo avanti importante in termini di salute e di consapevolezza. Il passaggio successivo, dunque, dovrebbe portare ad agire direttamente sulla filiera produttiva, dalla formulazione dei cosmetici ai materiali di confezionamento. Il passaggio a prodotti ecobio può fare la differenza, ma occorre andare oltre le scelte del singolo.

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