
La Procura di Trani ha iscritto nel registro degli indagati tre persone nell’ambito di un’inchiesta legata al Jova Beach Party tenutosi il 21 luglio 2022 sulla litoranea di Ponente di Barletta, dove si radunarono oltre 30.000 spettatori. Le ipotesi di reato contestate, così come riferisce La Gazzetta del Mezzogiorno, riguardano l’inquinamento ambientale colposo, l’abuso edilizio in area protetta e, per uno degli indagati, anche il falso ideologico. Le indagini, coordinate dal procuratore capo Renato Nitti, sono state affidate ai carabinieri forestali di Bari.
Al finire sotto la lente degli inquirenti sono stati i lavori di preparazione della spiaggia eseguiti per ospitare il grande palco dello show, tour itinerante estivo di Lorenzo Cherubini. Secondo la ricostruzione, circa 16.000 metri quadrati di un’area demaniale marittima, situata in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico e vicina alla foce del fiume Ofanto, avrebbe subito alterazioni profonde. A risultare dannosi, nello specifico, sono stati i mezzi meccanici pesanti impiegati per livellare la sabbia, che avrebbero compromesso il sistema dunale preesistente e, potenzialmente, interferito con habitat di specie protette, tra cui il fratino, piccolo uccello costiero che nidifica sulla sabbia, e la tartaruga marina Caretta caretta. In base ai rilevamenti tecnici effettuati si parla di 7.700 metri cubi di sabbia spostati, con interventi che avrebbero interessato uno strato profondo fino a mezzo metro.

L’inquinamento ambientale colposo, contestato nell’inchiesta, è un reato, previsto dal Codice Penale all’articolo 452-quinquies, introdotto dalla Legge 68/2015 sugli ecoreati, che non richiede l’intenzione di danneggiare l’ambiente: è sufficiente che una condotta negligente o imprudente abbia causato un deterioramento significativo e misurabile di suolo, ecosistemi o specie protette.
Gli indagati sono tre dirigenti con ruoli diversi che avranno la facoltà di presentarsi all’interrogatorio fissato dalla Procura o di depositare memorie difensive.
L’inchiesta trae origine da alcuni esposti presentati da associazioni ambientaliste e comitati cittadini che già durante le prime tappe del tour avevano sollevato dubbi sull’opportunità di allestire eventi di quella portata su ecosistemi costieri fragili. Già all’epoca dei concerti si era aperto un acceso dibattito pubblico, con Jovanotti che aveva risposto alle critiche sostenendo che i suoi eventi restituivano le spiagge in condizioni migliori rispetto a quelle di partenza. Il Jova Beach Party si è svolto in due edizioni principali, nel 2019 e appunto nel 2022, con un totale di oltre 35 date tra le due stagioni, trasformando diverse località marine in arene per concerti.