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Home»EcoNews»Giornata Mondiale delle Api: il paradosso che minaccia gli impollinatori selvatici
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Giornata Mondiale delle Api: il paradosso che minaccia gli impollinatori selvatici

Il 20 maggio è la Giornata Mondiale delle Api: una specie su dieci rischia l'estinzione, ma c’è un pericolo ancora più insidioso.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino20 Maggio 20263 min lettura
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ape in volo sui fiori
Unsplash

Si celebra oggi, 20 maggio, la Giornata Mondiale delle Api, istituita dall’ONU nel 2017 per sottolineare l’importanza di questi insetti impollinatori nell’ecosistema. I numeri che accompagnano questa ricorrenza, però, sono tutt’altro che incoraggianti. Secondo i dati dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), una specie di ape e farfalla su dieci è a rischio di estinzione, una su tre è già in declino. E senza impollinatori selvatici, il 75% delle colture alimentari mondiali sarebbe compromesso.

Ad accelerare il peggioramento della situazione c’è il cambiamento climatico, che comprime e altera gli habitat naturali da cui le specie selvatiche dipendono. A questo si aggiunge la pressione chimica dell’agricoltura intensiva: insetticidi ed erbicidi usati in maniera sistematica vengono assorbiti dalle piante e trasferiti in nettare e polline, compromettendo l’orientamento degli impollinatori, le loro capacità cognitive e le difese immunitarie. Le conseguenze sono già visibili: farfalle, bombi e numerose specie di api selvatiche stanno scomparendo in modo silenzioso ma costante.

Sul fronte dell’apicoltura, invece, si registra una crisi di natura diversa: in Nord America la stagione degli sciami del 2026 è cominciata 17 giorni prima rispetto all’anno precedente, a causa delle ondate di calore. Un dato che si accompagna alla più grande moria di api mellifere mai registrata negli Stati Uniti, con più del 60% delle colonie perdute nel giro di un solo anno.

Tra le cause principali c’è la Varroa destructor, un parassita di origine asiatica che si attacca ad api adulte e larve, nutrendosi dei loro tessuti e indebolendo progressivamente l’intera colonia. Il problema è aggravato dalla resistenza crescente del parassita ai trattamenti chimici impiegati finora e può essere risolto aprendo a pratiche apistiche più sostenibili, come quella messa a punto dall’Università di Padova, con una formulazione a base di oli essenziali capace di mantenere la stessa efficacia dimezzando la frequenza degli interventi.

Unsplash

C’è un altro pericolo, però, altrettanto importante e da non sottovalutare quando si parla di protezione delle api, ed è il cosiddetto beewashing, termine coniato nel 2015 dai ricercatori Scott MacIvor e Laurence Packer della York University di Toronto. Si tratta di una variante del greenwashing, ovvero quella pratica di marketing con cui alcune aziende si attribuiscono qualità ambientali prive di fondamento reale. Nel caso specifico, il beewashing consiste nel promuovere iniziative a favore delle api mellifere, quelle allevate negli alveari per la produzione di miele, presentandole come contributo concreto alla tutela dell’intera biodiversità e degli ecosistemi.

Il punto critico è proprio questo: le api mellifere non sono le specie più a rischio. Sono insetti allevati dall’uomo, il cui numero è in crescita a livello globale. Le specie realmente in pericolo sono le circa 20.000 varietà di api selvatiche e impollinatori selvatici, che svolgono la parte più significativa dell’impollinazione naturale.

Installare alveari in contesti urbani senza aumentare parallelamente le risorse alimentari disponibili può addirittura aggravare il problema, generando una concorrenza diretta per il nettare e favorendo la trasmissione di malattie agli impollinatori selvatici già in difficoltà. Insomma, non sono le api produttive a salvare gli ecosistemi, ma sono gli ecosistemi biodiversi e funzionalmente vitali a garantire la sopravvivenza di tutte le specie, api comprese. Il rischio è che attenzione e investimenti finiscano su soluzioni facili da comunicare e commercialmente efficaci, invece che sul vero ripristino degli habitat, sulla riduzione dei pesticidi e sulla tutela degli impollinatori selvatici.

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