
La presenza di un cane nella propria vita può aumentarne la durata. È il risultato di una vasta metanalisi pubblicata sulla rivista scientifica Circulation: Cardiovascular Quality and Outcomes, che ha analizzato i dati di quasi 4 milioni di persone coinvolte in dieci studi prospettici condotti tra il 1950 e il 2019. I numeri sono importanti: la convivenza con un cane è associata a una riduzione del 24% del rischio di morte per qualsiasi causa rispetto a chi non possiede un animale domestico.
Questi benefici aumentano per le persone che hanno già sofferto di problemi cardiovascolari. Considerando la mortalità cardiovascolare nel suo complesso, il possesso di un cane è associato a una riduzione del rischio del 31%. Nel dettaglio, per i sopravvissuti a un infarto che vivono da soli, il rischio di morte precoce si abbassa del 33%; per chi ha superato un ictus in solitudine, la riduzione è del 27%.
Come si spiega la connessione tra miglioramento della salute cardiaca e cane? In primis, i cani spingono i proprietari a essere meno sedentari ed è quindi più facile per questi ultimi raggiungere i 150 minuti settimanali di attività fisica moderata o intensa raccomandati dalle linee guida. 20 minuti di attività fisica al giorno abbassano la pressione sanguigna, riducono il colesterolo e aiutano a tenere sotto controllo i trigliceridi. Le uscite quotidiane con il cane rappresentano uno dei modi più semplici per raggiungere la soglia senza percepirla come un obbligo.

Ma non finisce qui, c’è un beneficio importante quanto quello legato alla salute ed è la dimensione della socialità. Portare a spasso un cane aumenta le interazioni spontanee con altre persone, favorendo uno scambio con altri esseri umani. Altri sondaggi, come quello condotto dall’Institute for Healthcare Policy & Innovation dell’Università del Michigan, rilevano che il 70% dei proprietari di animali domestici over 50 ritiene che avere un cane o un gatto li connetta agli altri, mentre otto proprietari su dieci della stessa fascia d’età sostengono che il proprio animale dà alle giornate uno scopo preciso; per sette persone su dieci questo si traduce in una maggiore percezione di gioia nella vita quotidiana. Insomma, la presenza di un cane o in generale di un pet può aiutare alcune persone a trovare un significato concreto nell’esistenza, con ricadute positive sulla salute mentale e, di riflesso, su quella fisica.
Va però detto che la stessa metanalisi porta con sé un limite metodologico riconosciuto dagli autori: i dati aggregati non hanno tenuto conto di fattori come una condizione fisica già migliore o uno stile di vita complessivamente più sano, che potrebbero essere correlati al fatto stesso di possedere un cane. Chi sceglie di adottare un animale, in altre parole, potrebbe già partire da una posizione di vantaggio, economico, sociale o sanitario, rispetto a chi non lo fa. La correlazione, quindi, esiste, ma la causalità diretta non è ancora dimostrabile con la stessa certezza.