
Un giovane di 21 anni è stato denunciato dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Noto (Siracusa) con l’accusa di maltrattamento di animali: nascondeva un pappagallino vivo all’interno del proprio marsupio, tenendolo legato con una corda, mentre vendeva abusivamente palloncini e gadget ai turisti del centro storico. L’animale è stato sottratto alla disponibilità del giovane e affidato alle cure di un esperto ornitologo.
L’episodio si è verificato nel corso di un’operazione di controllo del territorio condotta dagli agenti della Polizia di Stato impegnati anche nel contrasto all’abusivismo commerciale nella città, tra le mete turistiche più frequentate della Sicilia orientale. I poliziotti, insospettiti dall’attività del ragazzo che vendeva per strada palloncini e chincaglierie varie senza alcuna autorizzazione, l’hanno fermato per un controllo di routine. Gli accertamenti hanno rivelato subito una situazione ben più grave: il marsupio che il giovane portava con sé aveva al suo interno un pappagallino costretto in uno spazio angusto, immobilizzato da una corda che ne impediva qualsiasi movimento.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il giovane avrebbe utilizzato il volatile come strumento per attirare l’attenzione dei passanti, facilitando così la vendita della propria merce. Un comportamento che non ha tenuto conto del benessere dell’animale, che agli agenti è subito parso in cattive condizioni. Al termine delle verifiche, il ragazzo è stato formalmente denunciato all’autorità giudiziaria e il pappagallino è stato consegnato a un ornitologo specializzato, che ne ha preso in carico la valutazione clinica e il percorso di recupero.
C’è un particolare, se possibile, ancora più inquietante: appena un anno fa, nel maggio del 2025, sempre a Noto e sempre nel corso di un servizio di controllo del territorio, la Polizia di Stato aveva già fermato un ventisettenne in una situazione quasi identica. Anche in quel caso, la persona nascondeva all’interno di un marsupio un esemplare di agapornis, il piccolo pappagallo noto anche come “inseparabile”, privo di spazio vitale. L’animale veniva utilizzato per scattare fotografie a pagamento con i turisti. L’uomo era stato denunciato non solo per maltrattamento di animali, ma anche per detenzione in condizioni incompatibili con la natura della specie, oltre a ricevere una sanzione amministrativa per la vendita abusiva di giocattoli e la confisca della merce.
Sfruttare un animale come esca commerciale nei pressi di luoghi ad alta concentrazione turistica è una pratica che viola la normativa italiana sul benessere animale, disciplinata dall’articolo 544-ter del Codice Penale, che punisce chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagioni una lesione a un animale o lo sottoponga a comportamenti o fatiche insopportabili. Le pene previste arrivano fino a diciotto mesi di reclusione, con aggravanti introdotte recentemente anche nei casi commessi in presenza di minori.