Green lifestyle

Inquinamento indoor: ecco come fare il check-up alla propria casa

Rilevare le fonti di inquinamento e i consigli per rimediare

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Se vi dico “inquinamento”, cosa vi viene in mente? Probabilmente fabbriche o gas di scarico dei mezzi di trasporto, immagini di persone che girano per le strade della città con la mascherina per difendersi dallo smog.

Non che questo sia da prendere alla leggera, ma pochi sanno che molto spesso l’aria che si respira in casa è peggiore di quella esterna, con sostanze ancora più pericolose per la salute.

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Foto: www.ambienteambienti.com

Una ricerca del Gruppo di Studio Nazionale dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità), pubblicata col nome “Inquinamento indoor”, poneva sotto la lente di ingrandimento tutti gli inquinanti che si concentrano tra le mura di casa: detersivi chimici, vernici, formaldeide, fumo di sigaretta, ma anche problemi meno noti come l’elettromagnetismo causato dagli elettrodomestici o le onde radio da Wi-Fi e cellulari.

Lo studio aveva l’obiettivo non solo di rilevare queste fonti di inquinamento, ma anche suggerire strategie per un loro monitoraggio e migliorare le condizioni dell’aria nelle case degli italiani. Purtroppo però l’Italia non si è ancora adeguata agli altri Paesi europei e manca una normativa che stabilisca dei limiti per gli inquinanti indoor; a noi non resta che prendere come riferimento i parametri fissati dagli altri stati, dagli studi scientifici o dall’OMS.

Per limitare l’inquinamento in casa nostra ci sono tante piccole attenzioni che possiamo adottare: preferire i detersivi naturali, non lasciare gli elettrodomestici in stand-by, non fumare al chiuso (ne abbiamo parlato qui)… ma come misurare con esattezza la qualità dell’aria?

Per fortuna, la tecnologia ci viene incontro. Grazie a un articolo molto interessante ho scoperto Nuvap, una start-up tutta italiana, fondata da Francesco Rapetti Mogol e Marco Magnarosa, ingegnere: insieme hanno creato un particolare dispositivo, il primo al mondo a misurare in maniera automatica i livelli di inquinamento ambientale dentro casa.

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Foto: www.nuvap.com

Incuriosita, ho deciso di provarlo per scoprire come funziona. È semplicissimo: con un click al sito ordini il dispositivo, una piccola scatola, che ti viene consegnata a casa un giorno a tua scelta; la posizioni in una stanza, l’accendi e il gioco è fatto. Dopo una settimana un altro corriere tornerà a prenderla, i dati raccolti verranno elaborati e nel giro di 15 giorni ti arrivano via mail tutte le informazioni relative ai parametri presi in considerazione, compresi i suggerimenti per migliorare la situazione.

Facciamo un esempio. Uno degli inquinanti misurati e è l’elettromagnetismo: una breve introduzione spiega di cosa si tratta, ovvero l’inquinamento causato da apparecchi elettrici, radiotelevisivi, telecomunicazioni, Wi-Fi, responsabili di disturbi come stanchezza, mal di testa, ansia, depressione, difficoltà di concentrazione o di memoria (ma l’AIRC ha inserito i campi elettromagnetici tra i possibili cancerogeni).
Seguono i valori rilevati durante la settimana, a cui viene assegnata una valutazione con relativo giudizio; nel mio caso hanno assegnato un 9,7 su 10 e di conseguenza un ottimo. In ogni caso, troverete poi anche tutte le strategie per ridurre l’inquinamento, come spegnere il Wi-Fi o individuare l’apparecchio che emette più onde per spostarlo in luogo in cui non si passa molto tempo.

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Foto: www.laleva.org

E così per tutti gli altri parametri, come radioattività, inquinamento acustico, qualità dell’aria e dell’acqua di rubinetto, presenza di gas come radon o monossido di carbonio, formaldeide e altri COV (composti organici volatili).

Devo dire che sono soddisfatta dei miei risultati: come valutazione complessiva ho ricevuto 8,4 su 10 e tutte le voci sono state “promosse”, quindi non ho livelli di inquinamento preoccupanti. Una delle valutazioni più basse è stata quella dell’inquinamento acustico, ma abitando in una città come Milano non mi aspettavo di meglio!

Ottimo invece il voto sulla presenza di anidride carbonica. Sapevate che basta una concentrazione dello 0,08% (800 ppm) per compromettere il nostro benessere? In questo caso la soluzione migliore è quella di areare spesso gli ambienti (e riempire la casa di piante, come ho fatto io!).

Alcuni parametri meritano però più attenzione e più tempo, come quelli sulle polveri sottili o la formaldeide (considerata certamente cancerogena), alcuni gas pericolosi perché inodori, l’acqua del rubinetto, della cui qualità si discute sempre.

Tornate presto a trovarmi sul blog: ho intenzione di tornare presto sull’argomento e approfondirlo come si deve!

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