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Smartphone ricondizionati? L’ambiente ringrazia, ma occhio alla batteria


Smartphone ricondizionato

L’universo degli smartphone ricondizionati sta registrando una crescita senza sosta: la possibilità di acquistare dispositivi di alta qualità, a prezzi decisamente scontati, incuriosisce sempre più utenti. E non è solo un modo per risparmiare denaro, ma anche per ridurre l’impatto ambientale della tecnologia consumer, donando una nuova vita a prodotti che altrimenti finirebbero in discarica. Tra tutti questi vantaggi, c’è però un tallone d’achille da prendere in considerazione, quello delle batterie. Bisogna prestare attenzione a evitare sostituzioni non originali di bassa qualità che, oltre a ridurre durata del telefono e la sicurezza, potrebbero annullare gli altri vantaggi ambientali.

Cosa sono gli smartphone ricondizionati

Smartphone ricondizionato

Quando si decide di cambiare smartphone, non è semplice scegliere se affidarsi al nuovo oppure acquistare un dispositivo di seconda mano. Da qualche anno a questa parte è però disponibile una terza via, quella dei dispositivi ricondizionati. Cosa sono?

Si tratta di telefoni raccolti, ispezionati e riparati da società specializzate, che vengono poi proposti ai consumatori praticamente pari al nuovo, a seconda del livello di usura e di prezzo prescelto. Nella maggior parte dei casi, questi dispositivi provengono da:

  • esposizioni nei negozi, non più vendibili agli utenti finali;
  • sostituzioni aziendali di dispositivi forniti in comodato ai dipendenti;
  • vendita diretta dell’usato dall’utente alla società di ricondizionamento;
  • permute e recessi, così come invenduto.

Di norma, i dispositivi sono sottoposti a estensivi test e le eventuali componenti danneggiate – schermi, batterie, scocca – vengono sostituite o riparate. Agli utenti vengono proposti con garanzie di 12 o 24 mesi, a prezzi concorrenziali, che variano a seconda del grado di usura di scocche e vetri, dal livello eccellente fino al grado medio.
Non si tratta, di conseguenza, di un semplice usato acquistato “così com’è”, bensì di un prodotto controllato in tutte le sue funzionalità e rimesso a nuovo.

I vantaggi ambientali degli smartphone ricondizionati

Riparazione smartphone

In linea generale, la produzione di un nuovo smartphone è responsabile dell’80-95% dell’impatto ambientale totale sul ciclo di vita del dispositivo. È quindi facile capire quale sia il principale vantaggio di uno smartphone ricondizionato: non dovendo comportare una nuova produzione, ne abbatte sensibilmente le emissioni. Secondo uno studio condotto dall’Agenzia Francese per la Transizione Ecologica (ADEME), un telefono ricondizionato:

  • riduce l’impatto ambientale dal 64 all’87% rispetto al nuovo;
  • evita l’immissione in atmosfera di 77-85 chilogrammi di CO2 equivalente, e il consumo di 260 chilogrammi di materie prime, nei primi due anni dall’acquisto.

Altre ricerche hanno evidenziato dati del tutto sovrapponibili:

  • negli Stati Uniti, i mercati di usato e ricondizionato hanno determinato una riduzione del 14% delle emissioni legate alla produzione di nuovi smartphone e del 15% della domanda di produzione. Il ricondizionamento comporta inoltre un’estensione del 40% della vita utile del dispositivo originario;
  • si risparmiano materie prime critiche – litio, cobalto, terre rare e metalli preziosi – e si registra una riduzione dei rifiuti elettronici, grazie a una vita media prolungata anche di 4-5 anni;

chi preferisce dispositivi di seconda mano o ricondizionati, ha un’impronta di carbonio annua tra il 34 e il 41% inferiore rispetto a chi compra solo nuovo.

L’attenzione necessaria alle batterie

Smartphone e batteria

uando si decide di acquistare uno smartphone ricondizionato, bisogna però prestate enorme attenzione alla batteria. Questo perché, a seconda della società prescelta, si potranno trovare dispositivi:

  • con la batteria d’origine di prima produzione. In questo caso, la capacità totale può essere ridotta rispetto al nuovo, a seconda dell’usura: è meglio scegliere soluzioni con almeno l’80-85% di capacità di carica residua;
  • con batteria sostituita con altra originale, che garantisce il massimo della capacità di carica residua;
  • con batteria sostituita di terze parti, che potrebbero avere performance variegate a seconda delle caratteristiche previste dal singolo produttore.

A livello ideale, bisognerebbe sempre preferire smartphone con batterie originali (OEM), già incluse o sostituite. Questo perché le soluzioni di terze parti:

  • non sempre garantiscono gli stessi standard di sicurezza e performance del produttore originale;
  • potrebbero comportare dei costi ambientali di produzione notevolmente elevati.

Come emerge da un white paper pubblicato nel 2025, su ben 33 marchi di batterie per smartphone di terze parti – per un totale di 1.200 esemplari – ben l’88% ha fallito a vari livelli specifici di sicurezza. Un problema che poi si riflette sugli stessi telefoni, perché ne riduce sensibilmente la durata del ciclo di vita, tanto da trasformarlo in rifiuto in poco tempo: una batteria non correttamente funzionante può infatti guastare irrimediabilmente le altre componenti.

Se a questo si aggiunge che una parte considerevole delle batterie di terze parti viene prodotta da aziende poco conosciute in Cina e nel Sudest Asiatico, delle quali non è possibile valutare gli effettivi standard ambientali, i benefici del ricondizionato potrebbero essere facilmente annullati.

In definitiva, gli smartphone ricondizionati permettono di ridurre sensibilmente il proprio impatto ambientale, senza rinunciare a un dispositivo funzionale, controllato e pari al nuovo. In fase di acquisto, però, serve un occhio di riguardo alle condizioni delle batterie.

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