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Home»Green lifestyle»Commercio equo e solidale: la nuova frontiera della sostenibilità ambientale
Green lifestyle

Commercio equo e solidale: la nuova frontiera della sostenibilità ambientale

Il Commercio equo e solidale è legato a doppio filo alla sostenibilità ambientale: scopri perché è importante e cosa possiamo fare anche noi.
Tessa GelisioDi Tessa Gelisio3 Settembre 2021Aggiornato:4 Settembre 20215 min lettura
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Commercio equo e solidale

Il Commercio equo e solidale è sempre più d’attualità, grazie alle buone pratiche legate alla produzione e commercializzazione dei prodotti. Il rispetto della persona e della sua dignità economica e lavorativa sono aspetti fondamentali, ai quali si affiancano con sempre maggiore forza i temi ambientali.

Nonostante questo, quante volte ci interroghiamo davvero, al momento di acquistare alimenti, vestiti e altri generi di consumo, sulla provenienza di tali prodotti?

Eppure dovremmo farlo, perché dietro al Commercio equo e solidale si nascondono pratiche e storie che meritano il nostro sostegno. Lavoratori che senza il nostro aiuto rischiano di finire nelle mani dei grandi produttori mondiali, con pochi diritti garantiti e salari ben al di sotto del dovuto.

È proprio qui che si svela molta dell’importanza del Commercio equo e solidale. Come ho raccontato anche qui, tante sono le opportunità di fare scelte più consapevoli. Scelte che alla luce dei volumi di mercato mondiali possono risultare decisivi per i Paesi più poveri del mondo.

L’importanza del Commercio equo e solidale

Interessante per capire lo spirito del Commercio equo e solidale si rivela fare un piccolo passo indietro, fino alle sue origini. Dopo i primi passi compiuti dal movimento negli anni ’50, in Olanda, la spinta decisiva è arrivata con la fondazione dell’ONG OXFAM. 

La OXFAM ha sostenuto per prima l’idea che i Paesi più poveri non avessero bisogno di “spiccioli”, quanto di un trattamento più giusto e di un mercato capace di renderli partner commerciali “alla pari”. Questo è il Commercio equo e solidale: un sistema commerciale che garantisce ai piccoli produttori del Sud del mondo un trattamento che non fosse caritatevole, ma semplicemente equo.

Vi faccio un esempio, tanto per renderci conto di quanto possa incidere un trattamento equo rispetto al sistema commerciale “tradizionale”. Stando ai dati della Fairtrade Labelling Organization, nel 2009 il cacao era commercializzato all’interno dei sistema “capitalistico classico” a circa 890 dollari per tonnellata. Ben lontani insomma dai 1750 dollari per tonnellata corrisposti attraverso il Commercio equo e solidale.

Come funziona?

Le cifre appena citate sono presto spiegate. Ciascun prezzo è frutto di accordi diretti con i piccoli produttori, spesso organizzati in cooperative, senza l’impiego di alcun intermediario. Sotto costante controllo non soltanto i prezzi, ma anche i salati e i diritti dei lavoratori.

Da sottolineare anche un’altra cosa, molto importante. I bambini non sono considerati lavoratori, ma vengono garantiti loro l’istruzione e il rispetto dei diritti fondamentali.

Concetto di sostenibilità ambientale legato al Commercio equo e solidale

L’ambiente nel Commercio equo e solidale

Forse non tutti lo sanno, ma il Commercio equo e solidale possiede anche un lato green davvero marcato. Tutelare i diritti umani abbinando la difesa della Terra? Niente di meglio per le orecchie di coloro che vogliono essere “ecocentrici”.

Alla base di questo si trova la sostenibilità “agìta”. Un insieme di pratiche che si rivela prezioso non soltanto per difendere la Terra, ma anche per comprendere a pieno un universo variegato e affascinante come quello dei produttori del Commercio Equo e Solidale. Perché appare sempre più chiaro che la sostenibilità delle attività commerciali non possa più fare a meno del rispetto per il patrimonio naturale.

Un aspetto piuttosto evidente anche all’interno dell’indagine presentata da Altromercato, nella quale vengono esplorate le molteplici anime che danno vita al commercio solidale.

Che si trovino in Italia, nello Sri Lanka o in Guatemala, i produttori locali ritengono fondamentale preservare i territori locali e agire per mitigare i cambiamenti climatici. Attraverso l’utilizzo di energie rinnovabili, certamente, ma non solo. Anche mediante il ricorso all’efficienza energetica, all’impiego di materiali sostenibili e riciclabili, al contenimento delle emissioni e alla tutela della biodiversità.

L’indagine di Altromercato

La sostenibilità ambientale nel Commercio equo e solidale è stata oggetto di un’indagine, operata da Altromercato somministrando questionari di autovalutazione. Ciascun produttore ha dovuto giudicare sia la propria attività in termini di trattamento equo e solidale delle persone e delle comunità che il rispetto dell’ambiente.

A testimoniare l’importanza della componente “green” sono le risposte fornite dai produttori. Nella quasi totalità dei casi hanno sottostimato i giudizi in merito al loro impegno verso la sostenibilità ambientale. Ciò è dovuto alla loro passione per il pianeta: per quanto la loro azione sia evidente e importante, molti produttori del Commercio equo e solidale ritengono che si possa e si debba fare sempre di più per la Terra, anche nella vita di tutti i giorni.

Giudizi critici che non sono derivati quindi dal fatto di aver operato in maniera insufficiente, ma dalla ferma convinzione che, quando si parla di tutela dell’ambiente, non ci si debba mai accontentare.

Le testimonianze dirette

Due esempi su tutti ci aiutano a capire come anche l’impegno di una singola persona possa fare la differenza. Persino quando si tratta di affrontare un’emergenza come l’attuale pandemia di Covid-19. A sottolineare quest’ultimo elemento è la FEPP Camari, una cooperativa di produttori che opera nei territori dell’Ecuador. La loro testimonianza invita a riflettere sull’importanza di tendere la mano ai nostri simili, non importa che siano vicini o lontani:

“Con la pandemia ci siamo resi conto che tutti abbiamo bisogno l’uno dell’altro, non ci hanno fatto sopravvivere le cose materiali, ma la solidarietà, la responsabilità e l’impegno, il pensare agli altri, al loro sviluppo e al benessere di tutti”.

In prima linea nella difesa dell’ambiente troviamo anche la Cooperativa de producción Tzeltal, originaria del Messico. Il loro invito è a non perdere nessuna occasione per difendere la Terra, incluse quelle che includono il sostegno a progetti amici dell’ambiente:

“Varrebbe la pena pensare di sostenere progetti sulla sostenibilità ambientale di piccole cooperative di produttori o supportare l’individuazione di possibili prodotti e il finanziamento per realizzarli, dal momento che questo tipo di progetti aiuterebbe a mitigare gli effetti del cambiamento climatico, a catturare il carbonio, a favorire la conservazione di falde acquifere e sorgenti”.

Inviti e testimonianze che indicano come sia ancora possibile ritrovare uno spirito di condivisione e di solidarietà, tra uomini e donne, ma anche rispetto alla nostra amata Terra!

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