
In tempi di bollette al rialzo, ogni piccolo accorgimento domestico può fare la differenza sui consumi energetici. Ad esempio, non tutti sanno che bastano due millimetri di ghiaccio sulle pareti del freezer per aumentarne la domanda energetica anche del 20%. Eppure, spesso si tende a ignorare quello stato di brina, considerandolo del tutto innocuo: invece, non solo danneggia l’ambiente con un consumo evitabile, ma anche il portafoglio.
Perché 2 millimetri di ghiaccio pesano così tanto in bolletta

In linea generale, l’accumulo di brina e ghiaccio all’interno del congelatore non rappresenta semplicemente un problema estetico o di spazio. È un fattore che altera drasticamente l’efficienza energetica dell’elettrodomestico, più che rilevabile in bolletta.
Secondo diversi studi di settore, gli elettrodomestici refrigeranti non correttamente sottoposti a manutenzione tendono a raddoppiare la loro richiesta energetica. E, relativamente al ghiaccio, basta uno strato di soli due millimetri per aumentare i consumi dell’apparecchio del 20%.
Ma quali sono i fattori che determinano quello che, a tutti gli effetti, è uno spreco energetico? A influire maggiormente sono:
- l’effetto isolante invertito, con il ghiaccio sulle pareti che si comporta come una vera e propria barriera termica, impedendo il normale raffreddamento dei vani del congelatore;
- la riduzione delle capacità di scambio termico, che impongono al compressore dell’elettrodomestico di lavorare a maggiore intensità.
In altre parole, il ghiaccio accumulato si comporta come un’igloo: fungendo da isolante, l’aria interna agli scompartimenti del freezer è più calda di quanto dovrebbe essere. E così l’apparecchio è costretto a un superlavoro per abbattere questa inattesa differenza termica, attivando il compressore per più tempo.
Perché il ghiaccio influenza il compressore del freezer

Entrando maggiormente nel dettaglio, è indispensabile analizzare il fenomeno del cosiddetto blocco termico. In condizioni normali, il fluido refrigerante del freezer scorre all’interno di serpentine nell’evaporatore, assorbendo il calore interno e trasferendolo verso l’esterno. Quando le pareti dell’apparecchio sono coperte di ghiaccio, questo processo risulta alterato.
In altre parole, bisogna considerare che il ghiaccio ha una conducibilità termica inferiore rispetto al metallo delle pareti e delle serpentine: fungendo da filtro, l’evaporatore non riesce più ad assorbire il calore dei cibi in modo efficiente. Di conseguenza:
- il compressore viene sovraccaricato, perché il termostato rileva che la temperatura interna non è sufficientemente bassa. L’apparecchio deve così lavorare più a lungo, aumentando sensibilmente i consumi;
- le tempistiche di lavoro dilungate portano a un’usura precoce dell’apparecchio, con guasti più frequenti e la necessità di sostituzione prima del termine del ciclo di vita atteso.
I trucchi per sbrinare il freezer in poco tempo

Nonostante queste evidenze, spesso si tentenna nel procedere allo sbrinamento del freezer, perché operazione lunga e noiosa in termini di tempo. Eppure, esistono semplici trucchi che permettono di ridurre notevolmente le tempistiche, per una rimozione rapida e indolore del ghiaccio.
Innanzitutto, è bene ricordare di non utilizzare attrezzi appuntiti nel tentativo di rimuovere meccanicamente il ghiaccio, perché si rischia sia di danneggiare le pareti dell’elettrodomestico, che le tubature del refrigerante. Dopodiché, si può:
- inserire nell’apparecchio spento, e svuotato di ogni alimento, una o due ciotole di acqua bollente, da lasciare agire per una decina di minuti a sportello chiuso. Il vapore favorirà il naturale distacco del ghiaccio, per un’immediata pulizia;
- nebulizzare una miscela di acqua calda e acido citrico – circa 10 grammi ogni litro d’acqua – per facilitare il distacco della brina. L’acido citrico non ha specifiche proprietà utili a sciogliere il ghiaccio, ma ne facilita la separazione dalle superfici per effetto crioscopico: in altre parole, riduce la capacità delle molecole d’acqua di solidificarsi.
Eventuali piccoli residui rimasti potranno essere rimossi con una spatola di plastica o di silicone rigido.
Come evitare che il ghiaccio si riformi subito

Una volta terminato lo sbrinamento, è infine utile seguire alcuni accorgimenti pratici per evitare che il ghiaccio si riformi subito. Ad esempio, può essere utile:
- controllare la tenuta delle guarnizioni, ad esempio testando l’assenza di passaggi d’aria spingendo un foglio di carta tra la guarnizione dello sportello e la parete dell’elettrodomestico;
- passare un batuffolo di cotone, imbevuto di pochissime gocce di olio vegetale, sulle pareti interne prima della riaccensione, lasciando asciugare per qualche ora. La pellicola leggermente scivolosa che si viene a formare rende più difficile alle molecole d’acqua di solidificarsi;
- gestire in modo intelligente i cibi, non inserendo alimenti ancora caldi o tiepidi nel freezer e, soprattutto, utilizzando sempre contenitori o sacchetti chiusi ermeticamente.
In definitiva, basta pochissimo ghiaccio per aumentare la bolletta, ridurre la vita del condizionatore e aumentare l’impatto ambientale delle necessità domestiche. Una manutenzione regolare è perciò necessaria, sia per evitare costi immotivati che per proteggere il Pianeta.