
È di certo uno dei fastidi domestici più frequenti in estate: con l’aumento delle temperature, i bidoni della raccolta differenziata iniziano ad emanare degli odori nauseabondi. E il problema non riguarda solo l’umido – la tipologia di rifiuto che, nelle torride giornate estive, rilascia più miasmi – ma dell’immondizia in generale. Ma quali sono le cause alla base di questi spiacevoli olezzi e, soprattutto, come procedere alla pulizia dei bidoni per ridurre il più possibile la problematica?
Perché i bidoni della spazzatura rilasciano odori in estate

Innanzitutto, è necessario capire perché i bidoni della spazzatura rilascino odori particolarmente sgradevoli soprattutto in estate. La calura asfissiante agisce come un vero e proprio acceleratore dei processi di decomposizione, tuttavia ogni tipologia di rifiuto reagisce al caldo in modo diverso:
- i contenitori di vetro e le lattine possono contenere residui zuccherini sul fondo – succhi, vino, bibite – che fermentano rapidamente al sole, attirando insetti e attivando processi di decomposizione;
- la plastica, se non adeguatamente sciacquata, può ospitare sia residui di bevande che di alimenti, che con il calore sviluppano rapidamente colonie batteriche maleodoranti;
- la carta e il cartone tendono ad accumulare umidità o liquidi accidentali, che accelerano la marcescenza della cellulosa, alimentando lo sviluppo di muffe e funghi puzzolenti;
- i rifiuti umidi sottoposti alla calura determinano una proliferazione eccessiva di batteri anaerobici, responsabili del rilascio di gas particolarmente maleodoranti;
- l’indifferenziato può contenere materiali misti – in particolare pannolini, assorbenti, deiezioni animali, residui di detersivi – che subiscono un rapidissimo degrado termico, con il rilascio di ammoniaca – se sottoposti alle alte temperature.
Il problema del bidone dell’umido

Per quanto ogni tipologia di rifiuto sia in grado di emettere cattivi odori in estate, il bidone dell’umido è di certo il più sgradevole, a volte anche più dello stesso indifferenziato. Per quale ragione?
A meno che non si disponga di una compostiera, dove gli scarti di cucina o vegetali vengono trasformati in terriccio fertile da una pluralità di microorganismi, i rifiuti umidi vengono solitamente raccolti in sacchetti compostabili chiusi. All’aumento delle temperature, si determina uno sbilanciamento all’interno del contenitore, con la rapida proliferazione di batteri anaerobici. Sebbene efficaci per disgregare rapidamente scarti di cibo e verdura, la loro azione determina:
- il rilascio di acido butirrico, caratterizzato da un nauseabondo odore di marcio;
- la produzione di un percolato liquido che, accumulandosi sul fondo del contenitore, funge da substrato perfetto per la moltiplicazione di batteri, muffe, funghi e altri microorganismi potenzialmente maleodoranti.
Come gestire i rifiuti umidi in estate

Per evitare di rovinare la bella stagione con nauseanti olezzi, la gestione dei rifiuti umidi richiede un percorso diverso, e più puntuale, rispetto agli altri bidoni della raccolta differenziata. In particolare, bisogna agire sia sul fronte della pulizia dei contenitori che sulle modalità di raccolta degli scarti da cucina o vegetali.
Partendo proprio dalla pulizia, il bidone dovrà essere lavato almeno una volta a settimana. Fortunatamente, per farlo si possono impiegare soluzioni economiche ed ecologiche, dal bassissimo impatto ambientale. È infatti sufficiente:
- preparare una soluzione con un litro d’acqua calda, a cui aggiungere un cucchiaio di detersivo per piatti ecobio;
- pulire l’intero contenitore con una spugnetta, prestando particolare attenzione al fondo, al coperchio e alle fessure laterali;
- sciacquare con abbondante acqua fredda;
- lasciare asciugare e poi predisporre sul fondo uno strato leggero di bicarbonato di sodio, perfetto per assorbire i cattivi odori.
Sul fronte della gestione dei rifiuti, è indispensabile ridurre le condizioni che possono favorire la proliferazione dei batteri anaerobici. Di conseguenza, si dovrà procedere:
- facendo scolare il più possibile gli scarti da cucina prima di gettarli, perché liquidi e umidità sono i principali responsabili della proliferazione batterica. Ad esempio, è meglio lasciare all’aria per qualche ora scarti vegetali e rifiuti di caffè prima di inserirli nel bidone;
- posizionando il bidone in un luogo ventilato e ombreggiato, perché l’esposizione solare diretta aumenta il rischio di olezzi;
- evitando di riempire i sacchetti fino all’orlo, lasciando sempre un po’ di aria, affinché quantità sufficienti di ossigeno contrastino l’azione dei batteri anaerobici.
Come rinfrescare gli altri bidoni

Rispetto all’umido, la gestione degli altri bidoni della raccolta differenziata è più semplice, ma non da sottovalutare. In linea generale si può procedere ogni quindici giorni, a seconda dell’intensità degli odori, sempre:
- con una soluzione di un cucchiaio di sapone ecobio per piatti per litro d’acqua, purché tiepida;
- sciacquando abbondantemente e, a contenitore asciutto, aggiungendo sul fondo del bicarbonato di sodio.
Inoltre, è utile sapere che:
- per plastica, vetro e lattine, sciacquare accuratamente i rifiuti prima di gettarli previene gran parte degli odori. Sono infatti i residui di zuccheri o cibo a determinare la produzione di gas maleodoranti;
- per carta e cartone, è sufficiente evitare il contatto con l’acqua, posizionando il bidone in un luogo riparato dalla pioggia;
- per l’indifferenziato, soprattutto se contiene rifiuti fisiologici, bisogna accertarsi di chiudere in modo ermetico il sacchetto e, in presenza di fori o strappi, sostituirlo immediatamente.
In definitiva, la gestione dei rifiuti estivi può rappresentare una sfida non da poco per l’olfatto, ma basta seguire alcuni facili consigli per ridurre il rischio di continui e nauseabondi olezzi.