
Lunedì 11 maggio, intorno alle venti, un ragazzino di undici anni viene azzannato al polpaccio da un cane mentre stava tornando a casa con il fratello più piccolo. Siamo ad Andria, nei pressi della chiesa di Santa Maria Addolorata alle Croci. Il proprietario dell’animale, anziché fermarsi, ha estratto una banconota da venti euro, l’ha gettata verso il bambino ferito e si è allontanato portando via il cane. Un gesto che ha suscitato indignazione immediata tra chi ha assistito alla scena.
A ricostruire i fatti è l’avvocata Laura Pasqua Di Pilato, legale di fiducia della famiglia. Secondo quanto riferito dalla professionista, il bambino stava camminando sul marciapiede quando un cane di taglia media è improvvisamente balzato fuori dal finestrino abbassato di un’auto scura in sosta davanti alla chiesa, aggredendo il minore alla gamba. Il proprietario era presente all’interno del veicolo e ha assistito all’intera scena. Non solo non ha prestato alcun soccorso, ma non ha atteso i familiari del bambino né tantomeno l’arrivo delle forze dell’ordine. L’unica risposta è stata, appunto, quella banconota lanciata, quasi a voler risarcire il danno senza preoccuparsi.
Trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Bonomo di Andria dalla madre, il ragazzino è stato medicato ed è in buone condizioni. Rimane, tuttavia, il trauma per l’aggressione subita, acuito dal comportamento irresponsabile del proprietario del cane, che al momento non ha ancora un nome.

Sul fronte legale, la famiglia dell’undicenne presenterà una denuncia formale presso la Procura di Trani per omissione di soccorso e lesioni. Per risalire all’identità dell’uomo saranno determinanti i filmati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza installate nella zona. Le immagini permetterebbero di individuare la targa del veicolo e, di conseguenza, l’uomo alla guida. Per lui possono profilarsi conseguenze sia sul piano civile sia su quello penale.
In Italia, il proprietario di un animale che provoca danni a terzi risponde civilmente ai sensi dell’articolo 2052 del Codice Civile, salvo che provi il caso fortuito. Sul piano penale, l’eventuale mancata assistenza a una persona ferita o in pericolo potrebbe integrare il reato di omissione di soccorso previsto dall’articolo 593 del Codice Penale, punibile con la reclusione fino a un anno. Infine, gettare del denaro e darsi alla fuga non rappresenta in alcun modo una forma di risarcimento riconosciuta dall’ordinamento.
Le regole, in casi come questo, sono semplici e chiare: un cane deve essere sempre sorvegliato quando si trova in una zona frequentata; lasciare un animale libero e senza alcuna precauzione può provocare situazioni pericolose, talvolta anche con conseguenze gravissime.