
A chi non è mai capitato, pregustando un momento di freschezza al mare, di entrare in acqua e avvertire invece un fastidioso pizzicore sulla pelle? Si tratta di un fenomeno abbastanza diffuso in estate, che può rovinare il piacere di una nuotata. Eppure, per quanto le credenze popolari tendano ad attribuire questa noiosa conseguenza al sale, in realtà le cause possono essere molteplici: da microorganismi presenti in acqua, fino all’inquinamento.
L’osmosi del sale: la causa più innocua

Nella maggior parte dei casi, il lieve pizzicore che si avverte sulla pelle non deve destare eccessiva preoccupazione, perché semplicemente dovuto all’azione osmotica del sale. Così come evidenziano diversi studi scientifici sul contatto tra acqua marina ed epidermide, la sensazione che si prova è principalmente dovuta:
- all’alterazione dell’equilibrio osmotico, date le alte concentrazioni di sale e potassio presenti nell’acqua, che modificano momentaneamente lo scambio di liquidi nella cute. Ciò innesca una sensazione di lieve bruciore, più frequente nelle persone dalla pelle secca o disidratata:
- alla presenza di microlesioni cutanee, come graffi, escoriazioni da sfregamento o cute scottata, che sono fisiologicamente più reattive all’azione dei sali disciolti in acqua.
Il periodo delle fioriture delle alghe marine

Un’altra causa naturale del prurito in mare è strettamente correlata all’aumento delle temperature dell’acqua, tipica dei mesi estivi. Quando il mare è particolarmente caldo, si moltiplica la fioritura delle alghe bentoniche che, spinte dalle correnti, si accumulano in eccesso a riva. Tali alghe sono note per rilasciare sostanze irritanti che, come conferma l’evidenza scientifica, possono determinare:
- irritazione cutanea da contatto, con sintomi quali pizzicore, arrossamento diffuso e bruciore;
- tosse e altri disturbi respiratori, perché i frammenti di alghe – spesso invisibili – si mescolano con le goccioline d’acqua che evaporano in superficie, poi inalate da chi sta facendo il bagno.
Le frequenti “dermatiti del bagnante”

In modo del tutto simile, alcuni microrganismi presenti nel mare possono determinare problemi cutanei anche molto importanti, tra cui una sempre più diffusa condizione, ribattezzata come la “dermatite del bagnante”.
In particolare, in alcuni periodi dell’anno si assiste a una proliferazione maggiore di alcune larve, purtroppo non percepibili a occhio nudo, che presentano caratteristiche urticanti come meccanismo di difesa. Entrando maggiormente nel dettaglio, le ricerche sul campo hanno dimostrato che le maggiori responsabili sono:
- le larve di Linuche unguiculata, che possono causare particolare disagio perché, oltre a essere spesso invisibili, tendono a rimanere intrappolate tra le fibre del costume da bagno, determinando un forte sensazione di bruciore, arrossamenti, prurito e rash cutanei;
- le cercarie, ovvero larve di parassiti che solitamente infettano gli uccelli marini. Vengono disperse in acqua da chiocciole e lumache di mare e, a contatto con la pelle umana, possono scatenare forte irritazione e, nei casi più gravi, anche reazioni allergiche.
Il prurito dovuto al mare inquinato

Infine, non bisogna dimenticare che una delle cause sempre più diffuse di prurito in mare è determinata dall’inquinamento, dovuto alle attività umane. In particolare, non bisogna dimenticare il ruolo delle schiume artificiali, responsabili di fastidiose irritazioni cutanee. Nella maggior parte dei casi, è il mix chimico sulla pelle a determinare infiammazione, in particolare da:
- tensioattivi chimici derivati da detergenti e scarichi industriali;
- residui di derivati dal petrolio, che tendono a seccare la cute, distruggendo la naturale barriera contro gli agenti esterni;
- commistione tra microalghe e tensioattivi che, mescolandosi fra loro, potenziano reciprocamente il proprio potere irritante.
In definitiva, il mare può causare prurito sia per cause naturali che per l’azione dell’inquinamento, colpendo soprattutto chi soffre di pelle secca, disidratata o di specifiche patologie cutanee.