
Quando si pensa alla costa perfetta, l’immaginario collettivo suggerisce lunghe distese di spiaggia bianca e immacolata, prive di qualsiasi detrito. Eppure, si tratta di un’immagine irreale, perché le coste sono veri e propri ecosistemi, dove la presenza dei più svariati elementi è fondamentale per la sopravvivenza del litorale. Ed è proprio per questo che, spesso, ciò che si considera sporco o rifiuto sulla spiaggia, in realtà non lo è. Ma come distinguere tra un bagnasciuga sommerso dall’incuria e uno, invece, dove la biodiversità è florida?
Posidonia e alghe spiaggiate: lo scudo contro l’erosione

Passeggiando sulla spiaggia, è molto comune imbattersi in cumuli di materiale vegetale, portati dal mare. Nella maggior parte dei casi, non si tratta di rifiuti trasportati dalle correnti, bensì di alghe e altri vegetali marini che limitano l’erosione della stessa costa.
Di norma, questi accumuli – chiamati anche banquettes – sono composti da due gruppi di vegetali acquatici diversi:
- la Posidonia oceanica, una pianta marina le cui foglie morte si accumulano a rima, trattenendo i granelli di sabbia e portando nutrimento per l’intero ecosistema costiero;
- alghe di varie specie, che rilasciano nutrienti fondamentali come carbonio e azoto, necessari sia per le piante del bagnasciuga, che per l’alimentazione di crostacei, insetti e uccelli costieri.
Come dimostrano diversi studi, l’eliminazione meccanica della posidonia e delle alghe – spesso per compiacere i turisti, alla ricerca di una spiaggia immacolata – rappresenta un grave danno, privando le coste di una loro fondamentale barriera protettiva.
Legni levigati e conchiglie rotte, il substrato della biodiversità

Sulla spiaggia è frequente trovare anche tronchi sbiaditi dal sole, rami levigati dall’acqua e frammenti di conchiglie. Sebbene di primo acchito possano sembrare un segno di incuria, in realtà rappresentano un indispensabile substrato per la biodiversità locale. Così come evidenzia anche la ricerca scientifica:
- i legni sono essenziali perché creano zone d’ombra e micro-rifugi per la piccola fauna costiera, favorendo anche la sosta e la nidificazione di diverse specie di uccelli;
- i frammenti di conchiglia contribuiscono alla formazione di nuova sabbia e, nel tempo, rilasciano carbonato di calcio, un minerale indispensabile per la sopravvivenza delle coste.
La schiuma naturale e la sabbia sporca, linfa vitale per la spiaggia

Affinché la spiaggia risulti sempre sana e ricca dal punto di vista nutritivi, sono necessari specifici scambi biochimici tra l’acqua, l’aria e i sedimenti presenti sulla sabbia. Per questo, spesso si può formare della schiuma a ridosso del bagnasciuga, nella maggior parte dei casi di origine del tutto naturale.
In particolare, si possono distinguere due principali fenomeni:
- la schiuma naturale, che porta con sé proteine e lipidi dovuti alla scomposizione di alghe e plancton, che nutrono sia la flora che la fauna della costa;
- la sabbia di colore scuro, dovuta alla proliferazione di biofilm microbici che si accumulano fra i granelli, che hanno lo scopo sia di depurare l’acqua che di rilasciare minerali.
Le dune vegetate, l’ancora di salvezza per le coste

Infine, non bisogna dimenticare l’importanza delle dune per le coste. A discapito delle credenze comuni, non si tratta di inutili accumuli di sabbia, che ostacolano il cammino verso il mare. Sono in realtà degli habitat naturali ricchi, dalla fitta vegetazione e dall’incredibile biodiversità, tali da ospitare numerose piante, cespugli selvatici, erbe, fiori e piccoli animali.
Non è però tutto, perché la scienza spiega che le dune rappresentano un’ineguagliabile opera di ingegneria naturale:
- garantiscono lo sviluppo della vegetazione pioniera, con piante specializzate come il giglio di mare o lo sparto pungente, che con i loro apparati radicali profondi stabilizzano la duna;
- proteggono la costa dall’azione del vento e delle onde, assorbendo l’energia cinetica delle burrasche, in qualità di argini elastici. In altre parole, cedono sabbia al mare durante l’inverno, smorzando le onde, e si rigenerano in estate con il vento. Senza le dune, le mareggiate sarebbero molto più distruttive per l’entroterra.
In definitiva, non tutto quello che si nota sulla spiaggia può essere considerato sporco o rifiuto: spesso si tratta di una risorsa per l’intera costa, a tutela della biodiversità e della spiaggia stessa.