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Home»Casa Green»Spugne, detergenti e saponi: così rilasciamo microplastiche sotto la doccia
Casa Green

Spugne, detergenti e saponi: così rilasciamo microplastiche sotto la doccia

Rilasciamo microplastiche sotto la doccia: tra spugne, detergenti e saponi, ogni giorno grandi quantità di plastica finiscono negli scarichi.
Tessa GelisioDi Tessa Gelisio17 Febbraio 2026Aggiornato:27 Aprile 20264 min lettura
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Tessa Gelisio, microplastiche in doccia

Ogni volta che si fa la doccia si rischia di contribuire, in modo del tutto inconsapevole, al rilascio di microplastiche nell’ambiente: una delle forme d’inquinamento più pericolose e difficili da risolvere. E tutto per colpa di spugne, detergenti, saponi e altri strumenti per l’igiene personale, che producono frammenti di dimensioni infinitesimali a ogni utilizzo. Finita nello scarico, la microplastica contamina soprattutto gli ambienti marini: i depuratori delle acque reflue, installati a livello cittadino, solo raramente sono in grado di catturarle. Ma quali sono le soluzioni più sostenibili a questo problema?

Le microplastiche rilasciate dalle spugne

Spugna da doccia

Le spugne da bagno rappresentano uno degli accessori irrinunciabili per l’igiene personale: pratiche e durature, sono perfette per una detersione profonda, anche per la loro azione meccanica sulla pelle. Mentre un tempo si utilizzavano soluzioni di origine vegetale, oggi le spugne più comuni sono realizzate in poliuretano o altri polimeri sintetici, con gravi conseguenze per l’ambiente.

A livello scientifico, la ricerca si è concentrata sulle spugne da pulizia della casa – come quelle in melammina, cioè dalla superficie mediamente abrasiva per rimuovere lo sporco incrostato – ma i risultati possono essere estesi anche a quelle da doccia, data la similitudine dei materiali. In linea generale, più questi accessori sono rigidi e pensati per un effetto scrub, maggiore è il rilascio di microplastiche: si parla addirittura di trilioni di particelle ogni mese.

Non è però tutto: anche le classiche reti da pulizia, i cosiddetti “pouf”, possono rilasciare microplastiche se di nylon, poliestere o polietilene: praticamente, ogni volta che vengono strizzati o frizionati sulla pelle, questi materiali perdono frammenti di plastica.

Fortunatamente, le alternative naturali, biodegradabili e completamente prive di microplastiche non mancano. Ad esempio:

  • le spugne di luffa, ottenute dalla pianta di Luffa cylindrica, sono vegetali al 100%, compostabili e naturalmente esfolianti;
  • le spugne marine, se prelevate in modo sostenibile dal mare, sono morbide, completamente biodegradabili e antibatteriche;

i panni o i pouf in cellulosa vegetale, ricavati dalle fibre di legno o dagli scarti di lavorazione del cotone, durano a lungo e non rilasciano microplastiche.

Detergenti e saponi: quando rilasciano microplastiche

Detergenti e microplastiche

Non solo spugne e accessori per lo scrub, anche detergenti, shampoo e saponi possono purtroppo rilasciare microplastiche. Fino a pochi anni fa, il problema più evidente era rappresentato da prodotti con microsfere aggiunte: realizzate con materiali plastici, finite nello scaricano si accumulavano negli ambienti acquatici. Fortunatamente, con il Regolamento UE 2023/2025, l’Unione Europea ha vietato l’aggiunta di plastiche inferiori ai 5 millimetri – compreso il glitter – in tutti i cosmetici e i prodotti per l’igiene personale.

Nonostante questo importante intervento, il problema delle microplastiche rimane, perché diversi ingredienti sintetici – in particolare tensioattivi, schiumogeni e siliconi – contengono polimeri plastici in forma semi-liquida. Questi non si degradano completamente con il risciacquo e, pertanto, finiscono negli scarichi. Fra i più famosi da controllare in etichetta, si elencano:

  • Acrylates Copolymer;
  • Acrylates Crosspolymer;
  • Polyethylene;
  • Polyquaternium;
  • Dimethiconol.

Anche in questo caso, l’alternativa più sostenibile è davvero a portata di mano: basta scegliere shampoo, saponi e detergenti ecobio, privi di qualsiasi sostanza dannosa per l’ambiente o la salute.

Altri elementi che possono rilasciare microplastiche

Tenda da doccia

Non è però tutto, vi sono anche altri prodotti o accessori che possono rilasciare grandi quantità di microplastiche quando si fa la doccia. In particolare, bisogna prestare attenzione a:

  • tendine in PVC o in vinile, che si degradano progressivamente con il calore dell’acqua calda o del vapore, rilasciando frammenti di plastica;
  • tappetini antiscivolo sintetici, che si consumano con l’uso e con lo sfregamento con i piedi, producendo microplastica a ogni utilizzo;
  • spazzole sintetiche, rasoi usa e getta e flaconi, che si degradano sia a contatto con l’acqua calda che per azione meccanica sulla pelle, sempre producendo frammenti di plastica.

Come se non bastasse, si producono microplastiche anche quando si esce dalla doccia, utilizzando asciugamani e accappatoi in fibre sintetiche: stando ad alcune recenti ricerche scientifiche, il distacco di particelle è maggiore quando umidi, per via della frizione con la pelle. È quindi sempre utile preferire tessuti naturali, come il cotone, se bio certificati e da riciclo.

In definitiva, un gesto tanto semplice come fare la doccia può trasformarsi in un incubo per l’ambiente: scegliendo spugne naturali, controllando l’INCI dei prodotti e privilegiando tessuti naturali, si può tuttavia ridurre sensibilmente il rilascio di microplastiche negli scarichi.

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