Green lifestyle

Il nichel, elemento sfuggente a cui non si può sfuggire

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Difficile da rilevare quando presente anche in minime tracce è ovunque non torna periodo. Esiste il modo di evitarlo se si è allergici?

Essere allergici al nichel è una bella scocciatura, davvero. E’ un elemento presente praticamente ovunque: in alimenti, oggetti, tessuti, persino nell’acqua che beviamo. In natura lo troviamo in una vasta gamma di ortaggi e spezie: spinaci, cipolle, asparagi, persino i pomodori; nei kiwi, nelle pere, nelle prugne; in tè e cacao; nei legumi; nei cibi in scatola in generale; nei funghi e in frutta secca come mandorle e nocciole; persino nella farina integrale e quella di mais (pensate essere celiaci e intolleranti o allergici al nichel…); anche nel lievito sintetico…

Insomma se malauguratamente si dovesse risultare allergici al nichel… beh, ci sarebbe di che diventare un pelino paranoici. Persino maneggiare monete da 1 o 2 euro potrebbe diventare un problema, visto che recenti studi hanno rilevato rilascio costante di questo elemento dalla lega che le compone. Purtroppo l’allergia al nichel è una delle principali cause di dermatite da contatto, con sintomi, molto variabili in base al grado di sensibilità dei soggetti, che vanno dall’arrossamento alle vescicole fino alla desquamazione della pelle. Ne soffre circa il 10% degli italiani, non pochi direi.

Nonostante ciò non troverete mai (o quasi mai), in nessuna targhetta degli ingredienti la segnalazione della presenza di nichel perché non viene mai deliberatamente introdotto come ingrediente ma è piuttosto un inquinante, qualcosa che ci capita per caso. La presenza di nichel nei cosmetici, in particolare, è un problema non da poco se pensate a quanto spesso e quanto a lungo i prodotti per la bellezza e l’igiene entrano in contatto con la nostra pelle. Se sottoponessimo ad esame spettrografico troveremmo nichel in tracce più o meno significative in qualsiasi prodotto dallo shampoo al fondotinta.

 

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E’ impossibile sfuggire al nichel dunque? Tecnicamente sì, è praticamente impossibile. Non esiste prodotto “nichel free” che non si esponga al rischio di una brutta figura e di essere sbugiardato se sottoposto a esame chimico fisico (anzi è già proibita per legge visto che ingannevole). Questo perché i metodi di analisi permettono di garantire una presenza di nichel inferiore allo 0,000001 mg/kg (1 ppm – 1 parte per milione) ma non sono in grado di escluderne la presenza in minime tracce. In questi anni sta comparendo sempre più spesso la dicitura “nichel tested”. In verità non vuol dire altro che sul prodotto è stata effettuata un’analisi specifica alla ricerca del nichel (per quanto rilevabile) e di per sé non significa che un prodotto nichel tested contenga meno nichel rispetto a un prodotto che non riporta la stessa dicitura. Diciamo che si tratta di una “cortesia” e di una forma di trasparenza che il produttore usa verso il consumatore senza alcun obbligo legge ma che non significa nulla se non il dichiarare: “il mio prodotto contiene nichel come tutti, ma mi sono preso la briga di quantificarlo per chi volesse conoscere il dato”.

Il problema è che nessuno nemmeno può stabilire con certezza a quale quantità di nichel un allergico può reagire, perché dipende da troppi fattori. A volte le allergie si scatenano quando la “classica goccia” fa traboccare un vaso già colmo e quindi se l’allergico è già ipersensibilizzato per qualche motivo può bastare una minima traccia, anche se si ritiene che non vi sia reazione sotto 1 ppm.

Un elemento sfuggente che nemmeno le procedure industriali più accurate sono in grado di eliminare del tutto. Un inquinante naturale presente nel terreno come nei cellulari, nella bigiotteria, nelle pentole, nei monitor, nelle monete, nelle tinte dei vestiti…

L’unica cosa che possiamo fare è consigliare agli allergici e agli intolleranti di incrociare le dita e aggrapparsi a quei prodotti che si dichiarano nichel tested <1 ppm (con un massimo di 5 ppm errore), ossia una presenza minima di nichel inferiore al fatidico 0,000001 mg/kg.

 

2 Commenti

  • Commenta
    Ilaria
    26 marzo 2015 at 18:44

    una mia amica è allergica al nichel… non può mangiare quasi niente… anche se nessun alimento è senza, ci sono solo quelli che ne contengono meno rispetto ad altri, ma è praticamente impossibile ripulire l’organismo e quindi guarire dall’allergia… che fregatura 🙁

    • Commenta
      tessa
      27 marzo 2015 at 17:50

      povera… che s

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