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Home»Punto di vista»I Vigneti Ferrari e la certificazione biologica
Punto di vista

I Vigneti Ferrari e la certificazione biologica

Tessa GelisioDi Tessa Gelisio17 Febbraio 2019Aggiornato:18 Marzo 20193 min lettura
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I vigneti trentini finalizzati alla creazione dei vini Ferrari Trentodoc hanno da tempo ottenuto la certificazione biologica: un riconoscimento atteso e ambito, che rappresenta il giusto premio per l’impegno duramente profuso nei confronti del rispetto dell’ambiente e di chi opera in esso, ponendo al centro di tutti i propri progetti di attività agricola la fertilità naturale del terreno e la sostenibilità delle proprie iniziative.

Sostenibilità e rispetto per il territorio

Un traguardo importante, per i vini Ferrari Trento, “tagliato” dopo un lungo percorso iniziato più di 20 anni fa con l’avvio di un processo di conversione alla viticoltura biologica anche sui territori di montagna, dove spesso è più arduo compiere tali critici passaggi.

I vigneti di montagna riconducibili alle Cantine Ferrari sono invece riusciti a trasformare le aspre peculiarità della viticoltura “alta” in un vero e proprio punto di prestigio della propria produzione, declinando in essi le best practices per quanto attiene il rispetto del territorio e delle attività svolte su di esso.

La conversione al biologico

Non sfugge poi che, dal 2014 in poi, sia stata data una significativa accelerazione per poter conseguire una piena conversione al biologico da parte di tutti i vigneti delle Cantine Ferrari. Un’accelerazione che si è protratta fino agli inizi del 2017, anno in cui è stato possibile celebrare l’ottenimento della certificazione biologica.

Un risultato che – come si è detto – premia gli intensi sforzi di https://www.ferraritrento.com/it/, e i cui meriti possono ben essere condivisi nei confronti delle oltre 500 famiglie che conferiscono le proprie uve alle Cantine Ferrari, coinvolte costantemente in un processo di formazione e di education supervisionato dagli stessi agronomi di Casa Ferrari.

Non a caso, a tutte le famiglie conferitrici è stato richiesto di seguire un vero e proprio protocollo di viticultura sostenibile di montagna, ribattezzato “Il Vigneto Ferrari”: linee guida attente e consapevoli per poter condividere su ampia scala ogni sforzo improntato alla sostenibilità.

I vigneti di montagna

Come precedentemente ribadito, un valore aggiunto che può ben esser attribuito a tale progetto è stato rappresentato dalla possibilità di applicazione diretta del metodo sui vigneti di montagna del Trentino, che nei secoli sono stati curati dall’uomo con enorme attenzione, al fine di assicurare la migliore eccellenza dei vini Ferrari.

Oggi tali vigneti possono fortunatamente vantare una ancora più spiccata sinergia con la natura, e il traguardo raggiunto da Ferrari Trento è solamente una nuova tappa della storia dell’azienda, avviata più di un secolo fa da Giulio Ferrari, il quale ebbe il pregio di individuare le montagne trentine come terreno ideale per la produzione del Chardonnay che fu poi destinato alla produzione del metodo classico.

L’impressione, ben confortata dalla realtà evolutiva, è che la gloriosa storia delle Cantine Ferrari sia solo a un nuovo, ennesimo, punto di ripartenza: gli investimenti compiuti dall’azienda nei confronti di un ulteriore consolidamento della straordinaria qualità delle produzioni vinicole ne è tradizionale e gradita conferma, nell’attesa di stappare la prossima bottiglia di bollicine Ferrari.

Avviso di trasparenza: i contenuti di questo post sono legati a collaborazione commerciale. Le aziende e i prodotti con cui è stato realizzato, sono selezionati in coerenza con i miei gusti e valori. (Tessa Gelisio)
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