
Comode, pratiche e rinfrescanti: negli ultimi anni, le salviettine umidificanti sono diventate per molti un alleato irrinunciabile per l’igiene personale o la pulizia della casa. Eppure, questa innegabile praticità può nascondere non solo un costo ambientale molto elevato, ma anche possibili conseguenze della salute. Il problema principale è legato alle microplastiche che, oltre a contaminare gli ambienti, possono determinare effetti anche a livello di metabolismo. Ma esistono alternative più ecologiche e, soprattutto, sicure da utilizzare?
Cosa contengono le salviettine umidificanti

Nonostante l’aspetto morbido e la sensazione piacevole al tatto, la maggior parte delle salviettine monouso in commercio non è realizzata con componenti naturali e, pertanto, non è biodegradabile. Non si tratta di semplici quadratini di carta: per assicurare che il prodotto resista agli strappi e trattenga l’umidità dei detergenti, può infatti presentare delle fibre legate a polimeri sintetici.
In base a un recente studio scientifico, queste salviettine sono principalmente composte da un mix di:
- fibre vegetali, in particolare cellulosa;
- polietilene tereftalato, ovvero il comune PET;
- polipropilene, un materiale plastico identificato come PP.
La ricerca ha evidenziato come questi prodotti rilascino enormi quantità di microplastiche, anche quando sulla confezione è presente la scritta “smaltibili nel WC”: la loro composizione non permette ai polimeri plastici di sciogliersi in acqua, contaminando perciò gli scarichi e gli ambienti marini.
Le microplastiche rilasciate dopo l’uso

Il grande problema delle salviettine umidificate è rappresentato dall’enorme quantità di microplastiche che rilasciano una volta gettate. Il prodotto, infatti, non si decompone completamente, bensì viene frammentato dall’azione dei raggi UV, dalle turbolenze dell’acqua e dall’usura meccanica degli impianti di raccolta o di depurazione.
Durante questo processo, rilasciano milioni di microplastiche, che si depositano poi nelle acque reflue – se le salviettine sono state gettate negli scarichi – oppure nell’ambiente se destinate ai rifiuti secchi.
Qualsiasi sia il loro approdo, le microplastiche e i residui delle salviettine si comportano come vere e proprie spugne chimiche, ovvero raccolgono sostanze tossiche già presenti nell’ambiente, inclusi pesticidi, metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici.
Non è però tutto perché, oltre alle microplastiche, le salviettine rappresentano la prima causa di intasamento degli scarichi: anche quando sono “adatte al WC”, si legano con sostanze grasse e rifiuti solidi, formando le cosiddette “fatberg”, degli ammassi che bloccano i tubi richiedendo costi di riparazione particolarmente costosi.
I possibili rischi per la salute

Bisogna poi considerare che le salviettine entrano non solo a diretto contatto con le superfici domestiche della casa, ma anche e soprattutto con la pelle. E la presenza di polimeri plastici – così come di detergenti, profumi e altri allergeni – può avere delle conseguenze dirette sulla salute.
In base a una recente review scientifica, le microplastiche a diretto contatto con la pelle possono penetrare nei pori o, ancora, essere inavvertitamente inalate. Nel lungo periodo possono determinare:
- infiammazione cronica della cute, stress ossidativo e dermatiti;
- disturbi gastrointestinali e alterazioni del microbiota;
- interferenza endocrina, soprattutto a causa di sostanze rilasciate dalla plastica – come gli ftalati – che possono mimare ormoni naturali, modificando il corretto ciclo cellulare e alterando il sistema riproduttivo.
Le alternative più ecologiche e sicure

Fortunatamente, rinunciare alle salviettine con plastica non significa dover dire addio alla loro praticità. Esistono infatti numerose alternative, più ecologiche e sicure:
- le salviette al 100% biodegradabili e certificate, realizzate unicamente in cellulosa o, ancora, in bambù puro. Non contengono plastiche o resine, ma è bene verificare la composizione in etichetta prima dell’acquisto;
- i panni in cotone lavabili, perfetti per la pulizia delle superfici domestiche o per rimuovere il trucco. Si lavano in lavatrice e sono estremamente duraturi;
- il classico acqua e sapone, la soluzione più efficace e più economica per la detersione delle mani, di altre parti del corpo e struccarsi.
In definitiva, le salviettine appaiono sì comode, ma a discapito dell’ambiente e della salute: meglio farne a meno o, ancora, preferire soluzioni dall’impatto notevolmente minore.