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Home»Casa Green»Microplastiche nelle salviette umidificanti: le alternative
Casa Green

Microplastiche nelle salviette umidificanti: le alternative

Le salviette per la cura della persona e la pulizia della casa possono rilasciare grandi quantità di microplastiche: le alternative.
Tessa GelisioDi Tessa Gelisio3 Giugno 20264 min lettura
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Salviette umidificanti

Comode, pratiche e rinfrescanti: negli ultimi anni, le salviettine umidificanti sono diventate per molti un alleato irrinunciabile per l’igiene personale o la pulizia della casa. Eppure, questa innegabile praticità può nascondere non solo un costo ambientale molto elevato, ma anche possibili conseguenze della salute. Il problema principale è legato alle microplastiche che, oltre a contaminare gli ambienti, possono determinare effetti anche a livello di metabolismo. Ma esistono alternative più ecologiche e, soprattutto, sicure da utilizzare?

Cosa contengono le salviettine umidificanti

Salviette umidificanti, confezione
Pexels

Nonostante l’aspetto morbido e la sensazione piacevole al tatto, la maggior parte delle salviettine monouso in commercio non è realizzata con componenti naturali e, pertanto, non è biodegradabile. Non si tratta di semplici quadratini di carta: per assicurare che il prodotto resista agli strappi e trattenga l’umidità dei detergenti, può infatti presentare delle fibre legate a polimeri sintetici.

In base a un recente studio scientifico, queste salviettine sono principalmente composte da un mix di:

  • fibre vegetali, in particolare cellulosa;
  • polietilene tereftalato, ovvero il comune PET;
  • polipropilene, un materiale plastico identificato come PP.

La ricerca ha evidenziato come questi prodotti rilascino enormi quantità di microplastiche, anche quando sulla confezione è presente la scritta “smaltibili nel WC”: la loro composizione non permette ai polimeri plastici di sciogliersi in acqua, contaminando perciò gli scarichi e gli ambienti marini.

Le microplastiche rilasciate dopo l’uso

Salvietta struccante
Pexels

Il grande problema delle salviettine umidificate è rappresentato dall’enorme quantità di microplastiche che rilasciano una volta gettate. Il prodotto, infatti, non si decompone completamente, bensì viene frammentato dall’azione dei raggi UV, dalle turbolenze dell’acqua e dall’usura meccanica degli impianti di raccolta o di depurazione.

Durante questo processo, rilasciano milioni di microplastiche, che si depositano poi nelle acque reflue – se le salviettine sono state gettate negli scarichi – oppure nell’ambiente se destinate ai rifiuti secchi. 

Qualsiasi sia il loro approdo, le microplastiche e i residui delle salviettine si comportano come vere e proprie spugne chimiche, ovvero raccolgono sostanze tossiche già presenti nell’ambiente, inclusi pesticidi, metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici. 

Non è però tutto perché, oltre alle microplastiche, le salviettine rappresentano la prima causa di intasamento degli scarichi: anche quando sono “adatte al WC”, si legano con sostanze grasse e rifiuti solidi, formando le cosiddette “fatberg”, degli ammassi che bloccano i tubi richiedendo costi di riparazione particolarmente costosi.

I possibili rischi per la salute

Salviette per occhiali
Pexels

Bisogna poi considerare che le salviettine entrano non solo a diretto contatto con le superfici domestiche della casa, ma anche e soprattutto con la pelle. E la presenza di polimeri plastici – così come di detergenti, profumi e altri allergeni – può avere delle conseguenze dirette sulla salute.

In base a una recente review scientifica, le microplastiche a diretto contatto con la pelle possono penetrare nei pori o, ancora, essere inavvertitamente inalate. Nel lungo periodo possono determinare:

  • infiammazione cronica della cute, stress ossidativo e dermatiti;
  • disturbi gastrointestinali e alterazioni del microbiota;
  • interferenza endocrina, soprattutto a causa di sostanze rilasciate dalla plastica – come gli ftalati – che possono mimare ormoni naturali, modificando il corretto ciclo cellulare e alterando il sistema riproduttivo.

Le alternative più ecologiche e sicure

Panno in cotone
Pexels

Fortunatamente, rinunciare alle salviettine con plastica non significa dover dire addio alla loro praticità. Esistono infatti numerose alternative, più ecologiche e sicure:

  • le salviette al 100% biodegradabili e certificate, realizzate unicamente in cellulosa o, ancora, in bambù puro. Non contengono plastiche o resine, ma è bene verificare la composizione in etichetta prima dell’acquisto;
  • i panni in cotone lavabili, perfetti per la pulizia delle superfici domestiche o per rimuovere il trucco. Si lavano in lavatrice e sono estremamente duraturi;
  • il classico acqua e sapone, la soluzione più efficace e più economica per la detersione delle mani, di altre parti del corpo e struccarsi.

In definitiva, le salviettine appaiono sì comode, ma a discapito dell’ambiente e della salute: meglio farne a meno o, ancora, preferire soluzioni dall’impatto notevolmente minore.

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