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Home»Casa Green»Ogni quanto lavi il cuscino? Ecco cosa rischi e come farlo nel modo giusto
Casa Green

Ogni quanto lavi il cuscino? Ecco cosa rischi e come farlo nel modo giusto

Lavare il cuscino è fondamentale sia per l'igiene domestica che per la salute e il benessere: ecco quando e come farlo correttamente.
Tessa GelisioDi Tessa Gelisio15 Settembre 20265 min lettura
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Tessa Gelisio, lavare il cuscino

Circa tre quarti della nostra esistenza vengono trascorsi a dormire, eppure l’igiene del letto è spesso sottovalutata. In particolare quella dei cuscini che, per abitudine diffusa, non vengono lavati così di frequente come le lenzuola. Eppure all’interno del guanciale si può nascondere un vero ecosistema invisibile, fatto di batteri, acari e allergeni vari, che possono danneggiare sia la salute respiratoria che provocare problemi cutanei. Ma ogni quanto bisognerebbe lavare il cuscino? E come farlo, senza impattare negativamente sull’ambiente?

Cosa si accumula sul cuscino sporco

Cuscino del letto
Pexels

Anche quando appare pulito alla vista, senza macchie visibili, il cuscino si può trasformare in un ricettacolo di acari, batteri e funghi dannosi per la salute. Ma cosa si accumula su un guanciale sporco? Secondo le ricerche condotte dall’Università di Manchester, sui cuscini che necessitano di un ciclo in lavatrice è possibile rilevare:

  • dalle 4 alle 16 specie diverse di funghi e muffe, con oltre un milione di spore per singolo guanciale. In particolare, l’Aspergillus fumigatus, che può causare problematiche respiratorie e asma;
  • miliardi di acari della polvere, che si nutrono sia dei funghi che delle squame cutanee, trovando nell’imbottitura un habitat caldo e umido, ideale per la loro proliferazione;
  • migliaia di specie di batteri, che derivano da pelle morta, sudore, sebo e muco, che alla lunga possono alimentare patologie respiratorie, cutanee e reazioni allergiche gravi.

Ogni quanto si deve lavare il cuscino

Letto e cuscini

Per ridurre il più possibile la contaminazione da agenti pericolosi per la salute, federe e lenzuola dovrebbero essere sostituite almeno una volta alla settimana. Ma quali sono le tempistiche ideali per il lavaggio dei cuscini?

In linea generale, gli esperti consigliano di lavare il cuscino ogni 3 mesi, evitando in ogni caso di superare i 6, perché questo intervallo limita la proliferazione di acari, batteri e allergeni, soprattutto nell’imbottitura.

Come lavare un cuscino sfoderabile

Cuscini da lavare

Dal punto di vista pratico, le operazioni di lavaggio dipendono molto dalla struttura e dai materiali impiegati. La prima casistica è quella dei cuscini sfoderabili, ovvero con apposita apertura – a zip o bottoni – che permette di separare l’imbottitura dalla fodera interna.

Di norma, la fodera – tipicamente realizzata in cotone oppure in poliestere – che consiglio di evitare – può essere lavata in lavatrice, con il ciclo tipico dei bianchi. A questo scopo, può essere sufficiente un lavaggio a 40-60 gradi, a seconda del grado di sporco e di eventuali macchie, versando un paio di cucchiai di percarbonato di sodio direttamente nel cestello. Un prodotto dal basso impatto ambientale che, sprigionando ossigeno, riporterà la fodera al suo bianco naturale. Se la fodera è molto sporca, si può pretrattare, mettendo in ammollo con acqua calda e percarbonato, per almeno due ore.

Passando all’imbottitura, invece:

  • se in piuma o piumino, è sufficiente chiudere l’imbottitura – se necessario – in una federa o in un sacchetto di stoffa a maglie strette, dopodiché lavare il tutto in lavatrice, a circa 30-40 gradi, aggiungendo un misurino di sapone ecobio per lana e delicati;
  • se sintetica, ad esempio in poliestere, se necessario si chiude  l’imbottitura in un sacchetto, avviando poi un ciclo tra i 40 e i 60 gradi. Poiché il poliestere può trattenere a lungo gli odori, si può cospargere prima del lavaggio del bicarbonato di sodio – lasciando agire circa 3-4 ore, per poi raccogliere la polvere prima di lavare.

Come lavare un cuscino non sfoderabile

Cuscino non sfoderabile
Pexels

Sfortunatamente, la gran parte dei cuscini oggi in commercio non è sfoderabile, quindi non è possibile lavare separatamente l’imbottitura. Oltre a questo, alcuni materiali non sono nemmeno adatti al contatto con l’acqua – come nel caso del kapok, una fibra naturale di origine africana, oggi sempre più utilizzata per cuscini a basso impatto ambientale – oppure rischiano di deformarsi alle alte temperature, quali memory foam, lattice e idrogel. Come comportarsi, in questi casi?

Se il cuscino può essere lavato per intero in lavatrice – consiglio di non acquistare quelli non lavabili – si può procedere sempre a circa 40 gradi, con un cucchiaio di percarbonato di sodio o un misurino di sapone eco bio. Quando non è possibile, ad esempio perché l’etichetta lo vieta espressamente, si può procedere con:

  • un assorbimento dei cattivi odori con il bicarbonato, cospargendo tutta la superficie del cuscino con un generoso strato di polvere, lasciando agire per 2-3 ore;
  • una vaporizzazione igienizzante, aggiungendo all’acqua della vaporiera qualche goccia di Tea Tree Oil, dalla blanda azione antibatterica. Anche in questo caso, bisogna però prestare attenzione all’imbottitura: il kapok, ad esempio, mal tollera anche il vapore.

Se non è possibile procedere nemmeno con il bicarbonato e il vapore, bisogna valutare la possibilità di un lavaggio professionale a secco.

Come asciugare correttamente il cuscino

Cuscini da asciugare
Pexels

Infine, non bisogna dimenticare che l’asciugatura rappresenta un passaggio delicato del lavaggio del cuscino, soprattutto per evitare la formazione di funghi e muffe. Innanzitutto, è bene posizionare i cuscini sempre in orizzontale, evitando di appenderli allo stendibiancheria, perché il peso dell’acqua potrebbe deformarli. Dopodiché, è necessario procedere:

  • al riparo dal sole diretto, perché i raggi UV del sole possono rovinare lattice e memory foam o, ancora, indurire le fibre naturali dell’imbottitura;
  • coprendo l’imbottitura, quando è stata lavata separatamente dalla fodera, con un panno in cotone o un asciugamano in spugna per facilitare l’assorbimento dell’umidità in eccesso.

Attenzione all’asciugatrice: bisogna leggere con attenzione sia il manuale d’istruzioni dell’apparecchio, che potrebbe vietare l’inserimento di imbottiture nel cestello, che le etichette dei cuscini. Il rischio è quello di danneggiare irrimediabilmente sia il guanciale che lo stesso elettrodomestico.

In definitiva, la corretta pulizia dei cuscini è fondamentale per la nostra salute e per allungare la loro vita, riducendone l0impatto ambientale: meglio procedere al lavaggio ogni tre mesi, secondo le possibilità garantite dai materiali con cui è stato prodotto.

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