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Home»Casa Green»Cattivi odori dal lavandino? Come eliminarli in poco tempo e con rimedi a basso impatto
Casa Green

Cattivi odori dal lavandino? Come eliminarli in poco tempo e con rimedi a basso impatto

I cattivi odori dal lavandino possono essere dovuti a detriti e sporco accumulato: ecco come risolvere con rimedi a basso impatto.
Tessa GelisioDi Tessa Gelisio13 Settembre 20264 min lettura
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Tessa Gelisio, cattivi odori dal lavandino

Tra i problemi domestici più comuni, il lavandino che emana cattivi odori è di certo uno dei più frequenti. Residui di cibo, accumuli di detergente, polvere, capelli e calcare: qualsiasi elemento che intasa le tubature può determinare degli olezzi ben poco gradevoli. Eppure, non sempre gli sgorganti commerciali sono amici delle condutture: poiché molto aggressivi, possono infatti rovinarle, soprattutto se prevedono raccordi in plastica. Ma quali rimedi ecologici, ma rispettosi delle condutture, utilizzare?

I motivi degli odori provenienti dal lavandino

Sifone e cattivi odori

Per poter efficacemente risolvere il problema dei cattivi odori dal lavandino, è innanzitutto necessario comprenderne la loro origine. A questo scopo, la Princeton University ha condotto diverse analisi, identificando tre cause principali:

  • il sifone asciutto, una componente delle tubature del lavandino dalla forma a “U”, che ha proprio la funzione di trattenere un po’ di acqua per evitare la risalita dei gas dalla rete fognaria. Se il lavandino non viene usato per giorni, ad esempio durante una vacanza, l’acqua può evaporare favorendo il passaggio dei cattivi odori. In questo caso, è di solito sufficiente far scorrere un po’ di acqua per risolvere il problema;
  • i residui organici in decomposizione, come sporco, residui di cibo, sapone e capelli, che possono fermarsi nella piletta o nel sifone. A questo scopo, si rende necessaria una pulizia meccanica oppure l’uso di un filtro raccogli-residui preventivo;
  • i problemi dell’impianto, come un sifone difettoso o guasto, delle perdite, delle ostruzioni profonde o una ventilazione della colonna di scarico non sufficiente. Nessun prodotto rilasciato nello scarico potrà risolvere il problema, finché il guasto non verrà risolto.

L’acido citrico per la normale manutenzione

Acido citrico per il lavandino
Pexels

Quando gli odori sono dovuti all’accumulo di detriti organici, è possibile procedere alla loro rimozione, facendo ricorso a pratici rimedi naturali. Ne farlo, non bisogna però sottovalutare un fattore spesso dimenticato: il calcare nelle tubature.

Nelle zone dall’acqua particolarmente dura, dei depositi calcarei possono accumularsi all’interno dei tubi. Per quanto il calcare in sé non sia responsabile dell’odore, può determinare una superficie interna ruvida e irregolare, che può rappresentare un perfetto appiglio per capelli, sporco o residui di cibo. Per eliminare il calcare in eccesso, si può tuttavia ricorrere a un valido alleato domestico: l’acido citrico. È sufficiente:

  • sciogliere 150 grammi di acido citrico in un litro di acqua calda;
  • versare il composto nello scarico, lasciando agire per almeno un’ora prima di far scorrere l’acqua.

L’acido citrico non scioglie i capelli né disgrega gli accumuli organici, tuttavia agisce sul calcare: eliminando la superficie d’appiglio di questi residui, ne può favorire il loro corretto scarico. Naturalmente, se i tubi sono particolarmente intasati, si renderà necessario un intervento meccanico, ad esempio con serpentine e pinze per rimuovere lo sporco ormai solidificato.

Eliminare gli accumuli di sporco: bicarbonato e acido citrico

Bicarbonato per il lavandino
Pexels

Per evitare che i cattivi odori continuino a riproporsi, è anche utile procedere a una manutenzione mensile delle tubature, con una soluzione pratica ed economica e, soprattutto, dal ridotto impatto ambientale.

Un vecchio trucco della nonna consiste infatti nello sfruttare l’azione meccanica generata da bicarbonato e acido citrico. Per quanto si tratti di una base e di un acido, e quindi vengano reciprocamente ad annullarsi i loro effetti, mescolarli comporta la creazione di una schiuma effervescente, che può smuovere i detriti nelle tubature senza ricorrere a disgorganti inquinanti. È più che sufficiente:

  • versare nello scarico un bicchiere di bicarbonato e uno di acido citrico;
  • versare subito dopo una pentola di acqua calda, prestando attenzione agli schizzi.

Per massimizzare l’efficacia, si può tappare lo scarico non appena tutta la schiuma sarà defluita, lasciando poi agire per circa 30 minuti e risciacquando con abbondante acqua.

È utile specificare che questa soluzione è utile per gli ingorghi minori, appunto come pratica manutenzione ciclica, mentre non è sufficientemente potente per liberare le tubature da blocchi sedimentati nel tempo.

Cosa non usare mai per rinfrescare il lavandino

Fondi di caffè
Fondi di caffè

A discapito delle credenze comuni, ci sono infine alcune soluzioni che potrebbero risultare dannose per le tubature del lavandino, anche se il loro impiego è molto diffuso. Fra le principali, bisognerebbe evitare:

  • i fondi di caffè che, per quanto abbiano una comprovata azione anti-odore, possono velocemente intasare le tubature;
  • l’aceto, perché può essere dannoso su porzioni di tubi in gomma o plastica delicata e, ancora, può rappresentare un inquinante acquatico;
  • candeggina, ammoniaca e altre sostanze chimiche che non solo potrebbero essere dannose se utilizzate insieme, ma rappresentano anche due delle soluzioni più inquinanti oggi disponibili in casa.

In definitiva, per rimuovere i cattivi odori dai lavandini bisogna prestare attenzione ai tubi: bastano pochi rimedi ecologici, e alla portata di ogni portafoglio, per affrontare il problema alla radice.

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