
Non si può dire che l’asciugatrice non sia uno degli elettrodomestici più energivori della casa: per questa ragione, preferisco di gran lunga l’asciugatura naturale. Eppure per molte famiglie diventa una necessità, soprattutto nelle stagioni più fredde dell’anno. È però indispensabile controllarne i consumi: vi sono infatti degli errori d’uso che costringono l’apparecchio a lavorare più a lungo e con più sforzo, con effetti diretti sulla bolletta e sull’ambiente. Tanto che, nelle condizioni peggiori, dai classici 1,5-2 kWh a ciclo, si rischia di sfiorarne anche i 4-5.
Primo errore: inserire nel cestello bucato poco centrifugato

Un primo errore riguarda l’abitudine, anche decisamente diffusa, di inserire nel cestello dell’asciugatrice del bucato poco centrifugato. Eppure, quando si scelgono programmi di centrifuga a bassa velocità, e i panni risultano quindi ancora molto umidi, bisognerebbe prima stenderli momentaneamente – oppure ripetere la stessa centrifuga – prima di passarli in asciugatrice.
Bisogna infatti considerare che:
- la centrifuga elimina l’acqua in eccesso per via meccanica, consumando poca energia: giusto quella necessaria per mettere in movimento il cestello;
- l’asciugatrice procede invece per estrazione termica, ovvero per evaporazione. Di fatto, agisce come fosse un grande phon: più i tessuti sono umidi, maggiore sarà la temperatura e il tempo necessari per asciugarli.
Una buona centrifuga, con panni solo moderatamente umidi, può limitare in modo sensibile i tempi di lavoro in asciugatrice, con una riduzione dei consumi anche del 20-22%.
Secondo errore: trascurare la pulizia dei filtri e del condensatore

Un altro fattore determinante per i consumi dell’elettrodomestico è la presenza di residui di fibre tessili che, riducendo le capacità di ventilazione all’interno del cestello, aumentano sensibilmente la richiesta di energia.
A ogni ciclo di asciugatura, l’apparecchio accumula infatti grandi quantità di lanugine, dovuta a fibre che si staccano dagli indumenti sia a causa del movimento del cestello che per lo scambio termico. Questi residui si depositano sia nell’apposito filtro raccoglitore, che ne cattura la gran parte, ma anche sul condensatore. Di conseguenza, bisognerebbe sempre:
- pulire il filtro raccoglitore a ogni utilizzo;
- pulire il condensatore, se accessibile, almeno una volta ogni 15 giorni oppure quando l’asciugatrice lo segnala.
Lasciare la lanuggine significa consumare di più: l’elettrodomestico deve scaldare più a lungo e a temperature più elevate, proprio perché si riduce la ventilazione all’interno del cestello e lo scambio termico. Un effetto ancora più evidente sui nuovi modelli, dotati di pompa di calore interna.
Terzo errore: preferire i programmi a tempo rispetto ai sensori automatici

Infine, a determinare un aumento dei consumi sono anche le modalità di scelta del ciclo di asciugatura. In linea generale, la maggior parte delle asciugatrici in commercio permette di:
- impostare manualmente il ciclo di asciugatura, in base al tempo e alla temperatura desiderata;
- lasciare che sia l’elettrodomestico, in base ai suoi sensori interni, a scegliere il ciclo più adatto a seconda del carico presente nel cestello.
Quando si scelgono programmi manuali, il rischio è quello dell’overdrying: la sovrasciugatura. L’elettrodomestico continua ad asciugare per parecchi minuti, a volte anche per decine, sebbene i panni siano già asciutti. Per contro, il ricorso ai sensori permette, in base a ricerche condotte su modelli a campione di asciugatrice, di limitare i consumi anche del 25%.
In definitiva, un corretto uso dell’asciugatrice può frenare sensibilmente i consumi energetici, nei casi più gravi anche dimezzandoli: basta seguire dei facili consigli, per una bolletta più leggera e per un impatto ambientale minore.