
L’asciugatrice sta diventando un elettrodomestico sempre più popolare nelle case degli italiani. Per quanto i vantaggi siano innegabili – basti pensare a un bucato sempre perfettamente asciutto, anche quando le condizioni atmosferiche non sono fra le più favorevoli – sorge un più che legittimo dubbio: l’asciugatrice può essere paragonata alla luce del sole? A rispondere ci ha pensato la scienza, con alcuni interessanti studi: l’esposizione solare garantisce un livello di igienizzazione non replicabile dall’elettrodomestico. Per quale ragione?
L’impatto ambientale dell’asciugatrice

Prima di entrare nel dettaglio dei livelli di igienizzazione garantiti dal sole e dall’asciugatrice, è utile soffermarsi sull’impatto ambientale dell’elettrodomestico. Nonostante si tratti di un apparecchio molto comodo, non si deve infatti dimenticare che l’asciugatrice è anche fra i più energivori presenti in casa.
Negli Stati Uniti, dove questo elettrodomestico è pressoché presente in tutte le abitazioni, le asciugatrici generano ben il 3% annuo di tutti i consumi energetici residenziali nazionali. Si tratta di una spesa che supera i 7 miliardi di dollari, con un rilascio di ben 27 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno.
Per quanto l’equivalenza non sia diretta in Europa – non solo le asciugatrici sono meno diffuse, ma anche gli standard energetici del Vecchio Continente risultano estremamente più rigorosi rispetto agli USA – l’impatto di questi apparecchi non è da sottovalutare. Infatti, comportano:
- un consumo tra i 3 e i 5 kWh per ciclo di asciugatura, rappresentando quasi il 6% di tutti i consumi domestici di una famiglia di 4 persone;
- delle emissioni pari a circa 1,8 kg di CO2 per ciclo;
- il rilascio di circa il 55% in più di microfibre plastiche nell’ambiente, rispetto all’asciugatura tradizionale.
Cosa rimane sui capi dopo l’asciugatrice

Per quanto i consumi energetici non debbano di certo essere presi alla leggera, vi sono delle problematiche poco conosciute derivanti dall’utilizzo dell’asciugatrice. In particolare, l’apparecchio può favorire la proliferazione di batteri o, ancora, il mancato smaltimento di sostanze chimiche presenti sui tessuti.
La questione non è tanto relativa all’apparecchio in sé, quanto alle più diffuse abitudini di lavaggio e asciugatura del bucato. La tendenza degli ultimi anni è preferire cicli di lavaggio a basse temperature: una scelta efficace sia per ridurre i consumi energetici della lavatrice, che per limitarne l’impatto ambientale. La temperatura ridotta non è sempre efficace nell’eliminare i batteri dai tessuti, un problema però più che abbondantemente compensato dall’effetto sterilizzante dell’asciugatura al sole, grazie ai raggi UV. Così non avviene, invece, per l’asciugatrice.
A meno che non si scelgano cicli ad altissime temperature, tuttavia controproducenti sia in termini di consumi che durata nel tempo dei tessuti, gli studi dimostrano che l’asciugatrice non favorisce l’eliminazione di:
- residui di detersivo, che vengono invece fissati sui tessuti per effetto del forte getto di calore a cui sono sottoposti;
- batteri e germi residui, con circa il 20% dei carichi che può presentare contaminazioni, anche dovute alla mancata pulizia del cestello tra un ciclo e l’altro;
- funghi e virus, se si effettuano cicli di asciugatura a temperature inferiori ai 65 gradi.
Secondo recenti ricerche, solo il 50% dei cicli a temperatura minore a 60 gradi è efficace nel rimuovere le contaminazioni batteriche, anche se l’asciugatrice garantisce comunque un’ottima performance contro HPC, P. aeruginosa e Acinetobacter.
Il potere igienizzante del sole

Pur rimanendo un elettrodomestico comodo, l’asciugatrice non può essere minimamente paragonata all’azione del sole. Non solo dal punto di vista energetico – come facile intuire, stendere i panni elimina i consumi e le connesse emissioni di CO2 – ma anche sul fronte della tutela dei capi e della loro igienizzazione.
Innanzitutto, l’asciugatura al sole permette di estendere enormemente la vita degli indumenti: a causa della continua sollecitazione meccanica, l’asciugatrice tendere a ridurre del 50% la resistenza delle fibre dopo soli 20 cicli. Dopodiché, il sole si rivela molto efficace nel:
- ridurre le contaminazioni batteriche, per effetto dei raggi UV, anche del 99% per specie come Escherichia coli, salmonella e altri germi fecali;
- eliminare funghi e muffe dai tessuti, con un’efficacia prossima al 90%;
- sciogliere i residui secchi di detersivo;
- rimuovere i cattivi odori, un problema spesso frequente in asciugatrice, tanto da richiedere l’impiego di oli essenziali o di profumatori per bucato.
In definitiva, stendere i panni al sole è più igienico, sostenibile ed efficace: per questo dovrebbe sempre rappresentare la scelta di punta per il bucato, lasciando l’asciugatrice soltanto ai periodi di maltempo.

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