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Home»Casa Green»Bucato maleodorante in lavatrice? La muffa nascosta nelle guaine
Casa Green

Bucato maleodorante in lavatrice? La muffa nascosta nelle guaine

Il bucato maleodorante dopo un lavaggio in lavatrice è spesso dovuto alla muffa nascosta nelle guaine: ecco perché si forma.
Tessa GelisioDi Tessa Gelisio20 Maggio 20264 min lettura
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Tessa Gelisio, muffe in lavatrice

Capita prima o poi a tutti di aprire l’oblò della lavatrice, per essere travolti da odori davvero sgradevoli: degli olezzi che si trasferiscono anche al bucato, mandando in fumo l’intero ciclo di lavaggio. Nella maggior parte dei casi, queste note maleodoranti sono dovute alla muffa che si accumula nelle guaine dell’elettrodomestico, un problema difficile da scovare perché spesso non visibile nemmeno con uno sguardo attendo. Ma cosa causa questo fastidioso problema e, soprattutto, come risolverlo utilizzando solo soluzioni a ridotto impatto ambientale?

Come si forma la muffa nelle guaine della lavatrice

Bucato puzzolente

Tutte le lavatrici sono dotate di apposite guaine in gomma, pensate soprattutto per sigillare l’oblò quando chiuso, evitando così la fuoriuscita d’acqua. Queste guarnizioni hanno spesso un aspetto a soffietto: presentano infatti diverse pieghe, affinché la gomma possa seguire agilmente i movimenti e gli sbalzi del cestello durante l’uso dell’elettrodomestico. Ed è proprio in queste pieghe che tende ad accumularsi la muffa.

Sulle guaine della lavatrice la scienza ha individuato un’incredibile varietà di specie fungine e batteriche, resistenti anche a detersivi e alte temperature. Vi sono però dei fattori che alimentano la comparsa delle muffe, in particolare:

  • i lavaggi frequenti a basse temperature, che non eliminano completamente spore e batteri;
  • l’uso eccessivo del detersivo, che lascia residui che si degradano e fermentano nel tempo, alimentando la fioritura delle spose;
  • la cattiva abitudine di chiudere l’oblò al termine del lavaggio, evitando così che il cestello si asciughi completamente;
  • le centrifughe a bassi giri, che comportano maggiori residui d’acqua nelle pieghe delle guarnizioni;
  • l’uso di apparecchi a caricamento frontale perché, rispetto alla carica dall’alto, le guaine trattengono quantità maggiori d’acqua.

Perché la muffa è responsabile dell’odore

Odore in lavatrice
Pexels

La presenza di muffa nelle guaine è la prima responsabile del cattivo odore che viene emanato dal cestello della lavatrice. Quando attive, le muffe rilasciano infatti alcune sostanze – dei veri e propri composti organici volatili, di origine naturale – che si diffondono rapidamente negli ambienti chiusi.

Fra i principali responsabili, vi sono:

  • la geosmina, che determina un odore simile alla terra bagnata;
  • gli aldeidi e i chetoni, che rimandano a olezzi di stantio, decomposto e marcescente.

Durante il lavaggio, questi composti non rimangono confinati alle guaine, ma si trasferiscono anche nell’acqua e sul tessuto, impregnando le fibre tessili: è per questo che i vestiti puzzano, nonostante siano stati tecnicamente lavati.

Le muffe sui vestiti possono causare problemi?

Vestiti in lavatrice
Pexels

Purtroppo, il trasferimento delle muffe sui tessuti non rappresenta soltanto un problema olfattivo, ma anche un rischio per la salute. D’altronde, questo fastidioso ospite spesso frequente nelle case è noto da anni per i suoi effetti negativi sull’organismo. L’esposizione prolungata può infatti comportare:

  • irritazioni cutanee e dermatiti da contatto;
  • reazioni allergiche, come orticaria, rinite, asma e irritazione delle mucose;
  • infezioni superficiali, soprattutto a causa di Candida e Fusarium;
  • problemi respiratori, con una più alta probabilità in bambini, anziani, soggetti ipersensibili o immunocompromessi.

Non bisogna dimenticare che la muffa può innescare anche patologie respiratorie croniche, ovvero durature nel tempo, anche ben oltre all’interruzione dell’esposizione.

I rimedi ecologici per rimuovere la muffa

Percarbonato in lavatrice

Fortunatamente, esistono diverse soluzioni a basso impatto ambientale che permettono di eliminare efficacemente la muffa dalle guarnizioni della lavatrice.

Il primo passaggio è provvedere a una blanda rimozione meccanica: basta sciogliere un cucchiaio di percarbonato di sodio in un litro d’acqua ad almeno 40 gradi e, dopo aver imbevuto un panno morbido, passarlo all’interno delle pieghe. Non bisognerà però sollecitare la gomma in modo eccessivo, per evitare tagli o fori che potrebbero comprometterne la loro funzione isolante.

Dopodiché, si possono eseguire delle semplici operazioni di manutenzione della lavatrice, avviando dei cicli a vuoto:

  • prima con il percarbonato di sodio, anche semplicemente con 2-3 cucchiai versanti nel cestello, scegliendo una temperatura di almeno 60 gradi e un ciclo non troppo breve, della durata di almeno 30 minuti senza considerare il risciacquo;
  • poi con l’acido citrico, al fine di rimuovere il calcare – che può favorire indirettamente la formazione delle muffe – con 150 grammi direttamente nel cestello. In questo caso, può bastare un ciclo a 40 gradi.

È invece sconsigliato l’aceto perché, per quanto utile nel rimuovere le muffe, può comportare danni a gomme e tubi. Ancora, è bene lasciare aperto l’oblò tra un lavaggio e l’altro e, di tanto in tanto, fare un ciclo alle alte temperature per il suo effetto igienizzante.

In definitiva, la muffa in lavatrice è nemica del nostro bucato, ma con delle soluzioni ecologiche ed ecologiche, si può eliminare il problema alla radice.

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