
Non si può dire che le tavolette per WC non siano una presenza diffusa nei bagni italiani. Si tratti delle classiche saponette da appendere, dei gel da applicare sulla ceramica o delle compresse da sciogliere nella cassetta dell’acqua, promettono di igienizzare i sanitari a ogni sciacquo. Eppure, dietro a questa praticità, si nasconde un mix di sostanze chimiche note per il loro elevato impatto ambientale sugli ambienti acquatici. E, così come rivelato anche da diversi studi, possono danneggiare anche la salute. Ma esistono alternative più sostenibili?
Cosa contengono le comuni tavolette per il WC

Formulate per detergere e disinfettare le superfici, nonché per mascherare gli odori, le più comuni tavolette per WC contengono diverse sostanze chimiche. Fra le più comuni, si elencano:
- tensioattivi anionici – i LAS, cioè alchilbenzensolfonati lineari – che rappresentano oltre il 30% della composizione. Sono dei potenti detergenti di sintesi, ma dalla biodegradabilità ridotta in molte situazioni;
- sbiancanti a base di cloro, che possono raggiungere il 5-15% della composizione, in particolare troclosene sodico, che rilascia appunto cloro attivo per uccidere i batteri;
- profumi e fragranze, come il salicilato di benzile e il butylphenyl methylpropional;
- conservanti, quali gli isotiazolinoni, coloranti e additivi.
La maggior parte di queste sostanze è nota per appartenere alla categoria degli inquinanti ambientali, mentre alcuni – come fragranze, conservanti e coloranti – hanno effetti anche sulla salute, sia come irritanti per le vie respiratorie che come interferenti endocrini.
L’impatto delle tavolette per il WC sull’ambiente

Proprio poiché rilasciano sostanze chimiche a ogni risciacquo, l’impatto delle tavolette per il WC sull’ambiente è particolarmente elevato. La maggior parte degli ingredienti di sintesi entra infatti nel sistema fognario, accumulandosi dei depuratori o nelle fosse settiche, senza la possibilità di essere correttamente smaltiti.
Uno studio condotto in Danimarca su 45 marchi di tavolette diversi, ha rivelato la presenza di 26 LAS diversi, che non si biodegradano a contatto con l’acqua e tendono ad accumularsi nei fanghi di depurazione. Ciò ne impedisce il riutilizzo come fertilizzanti agricoli, tanto che l’Agenzia Danese per la Protezione Ambientale ne ha suggerito la progressiva eliminazione dagli scaffali dei supermercati.
Non è però tutto: un’analisi condotta sul’utilizzo di tavolette da WC simulando condizioni reali, ha evidenziato il rilascio di grandi quantità di cloro, bromo e trialometani a contatto con le acque reflue: si altera così l’equilibrio microbico degli ambienti acquatici, con danni immediati sulla fauna e la flora e, fatto non meno importante, con la pericolosa contaminazione della catena alimentare.
Infine, profumi e coloranti sono responsabili di inquinamento indoor, per il rilascio di grandi quantità di composti organici volatili.
I possibili rischi per la salute

Le sostanze rilasciate dalle tavolette per il WC non sono solo inquinanti, ma anche pericolose per la salute. Lo studio danese precedentemente citato ha infatti evidenziato problematiche connesse a profumi e coloranti, come ad esempio:
- ipersensibilità;
- irritazione delle vie respiratorie;
- prurito e orticaria;
- arrossamento degli occhi e delle mucose;
- alterazioni al sistema endocrino.
I principali responsabili sono gli isotiazolinoni, noti perché potenti allergeni, soprattutto da contatto. Ma anche il salicilato di benzile, perché allergizzante e interferente endocrino, nonché il butylphenyl methylpropional, legato a danni riproduttivi e vietato in molti cosmetici a partire dal 2022.
Le alternative alle saponette inquinanti

Proprio poiché i rischi, sia ambientali che di salute, possono essere molto elevati, sarebbe meglio non utilizzare le comuni tavolette per il WC: un prodotto ben poco sostenibile. Ma esistono valide alternative?
Innanzitutto, è necessario ribadire un importante concetto: a livello privato, non è assolutamente necessario disinfettare chimicamente il WC a ogni singolo utilizzo. Le normali routine di pulizia domestiche sono più che sufficienti, anche perché il rischio di contaminazione in casa è decisamente ridotto. In altre parole, non bisogna confondere la pulizia – più che sufficiente in casa propria – con l’igienizzazione profonda invece necessaria per i bagni pubblici.
Se proprio non si può far a meno delle tavolette, si può pensare di:
- acquistare solo tavolette per WC ecobio, realizzate con ingredienti naturali completamente biodegradabili. Purtroppo, il numero di produttori non è esteso, ma cercando online qualche proposta si trova;
- procedere a una regolare pulizia del WC, perché non serve igienizzarlo a ogni scarico in ambiente domestico. Per la pulizia della ceramica si può usare del detersivo per piatti ecobio, per rimuovere il calcare l’acido citrico e, infine, il percarbonato di sodio per igienizzare.
In definitiva, per trasformare i nostri WC in strumenti asettici si rischia non solo di danneggiare i corsi d’acqua, ma anche la nostra salute. Meglio, allora, non farsi trasportare troppo dagli slogan del marketing aggressivo, preferendo invece soluzioni sicure e amiche dell’ambiente.