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Lavatrice: quanto si risparmia abbassando la temperatura?


Tessa Gelisio, lavatrice

Non è di certo un segreto: ridurre la temperatura della lavatrice è uno dei gesti più semplici e rilevanti per tagliare i costi in bolletta, le emissioni di CO2 e i consumi energetici. Ma quando davvero si risparmia? È una domanda a cui la scienza ormai da tempo ha dato una risposta, calcolando precisamente sia i consumi in kWh che le emissioni di CO2 della lavatrice. E considerando che, grazie alle innovazioni moderne, oggi lavare a 30-40 gradi ha la stessa efficacia sul bucato che un ciclo a 60 gradi, i vantaggi sia economici che ambientali possono essere davvero importanti.

Il consumo energetico: il peso della fase di riscaldamento dell’acqua

Temperatura della lavatrice

Quando si parla di lavatrici, è innanzitutto necessario sapere che la gran parte del consumo energetico si verifica durante il riscaldamento dell’acqua: è proprio in questa fase, infatti, che si manifesta più del 90% del fabbisogno di energia dell’elettrodomestico. Ciò significa che, maggiore è la temperatura impostata, più alto sarà anche l’impatto in termini di kWh richiesti.

Considerando una lavatrice moderna, di classe A o superiore, gli studi hanno rilevato che le temperature così influiscono sull’energia consumata:

  • lavaggio a freddo: tra gli 0,2 e gli 0,4 kWh;
  • 30 gradi: tra gli 0,3 e gli 0,5 kWh;
  • 40 gradi: tra gli 0,5 e gli 0,7 kWh;
  • 60 gradi: tra gli 0,8 e gli 1,2 kWh;
  • 90 gradi: tra gli 1,2 e i 2,5 kWh. 

Vi possono essere variazioni in base all’efficienza effettiva del singolo modello di lavatrice, così come in relazione al carico, ma sostanzialmente le temperature più basse hanno un impatto tra il 30 e il 60% inferiore rispetto a quelle più elevate.

Il risparmio in bolletta per la lavatrice a basse temperature

Carico della lavatrice

Rilevati i consumi medi per ogni fascia di temperatura, è facile calcolare quanto sia il risparmio in bolletta per ogni cambio di ciclo di lavatrice. Considerando un prezzo ARERA di circa 0,13 centesimi per kWh – relativo al mercato tutelato di marzo 2026, mentre quello libero dell’energia potrebbe avere tariffe differenti – e due cicli a pieno carico alla settimana, ogni anno la lavatrice costa:

  • 4-8 euro a freddo;
  • 5-9 euro a 30 gradi;
  • 7-12 euro a 40 gradi;
  • 11-21 euro a 60 gradi;
  • 16-43 euro a 90 gradi.

In altre parole, questo significa che passare da 90 a 40 gradi comporta un risparmio annuo di circa 16-17 euro, mentre da 60 a 30 di circa 7-8 euro. Tuttavia, se si considera che i cicli di una famiglia media italiana sono molti di più alla settimana, il risparmio realistico è tra i 45 e gli 80 euro l’anno. Ovviamente, il calcolo non prende in considerazione imposte e oneri di sistema, questi ultimi variabili a seconda dell’offerta sottoscritta con il proprio operatore.

L’impatto ambientale della temperatura della lavatrice

Ciclo della lavatrice

Il risparmio in termini di consumo energetico non si traduce unicamente in un taglio dei costi in bolletta, ma anche in un enorme impatto in termini ambientali. Questo perché la produzione di energia, a seconda del mix energetico di riferimento, comporta sempre il rilascio di una certa quantità di CO2 equivalente.

In base alle principali rilevazioni ISPRA, con il mix energetico italiano si emettono circa 0,215 kg di CO2 equivalente per ogni kWh consumato. Questo significa che, riprendendo i valori precedenti in termini di consumo per temperatura, due cicli di lavatrice alla settimana comportano:

  • tra i 4,47 e gli 8,94 kg di CO2 equivalente l’anno per i lavaggi a freddo;
  • tra i 6.71 e gli 11,18 kg di CO2 equivalente l’anno per i lavaggi a 30 gradi;
  • tra gli 11,18 e i 15,65 kg di CO2 equivalente l’anno per i lavaggi a 40 gradi;
  • tra i 17,89 e i 26,83 kg di CO2 equivalente l’anno per i lavaggi a 60 gradi;
  • tra i 26,83 e i 55,90 kg di CO2 equivalente l’anno per i lavaggi a 90 gradi.

Questo significa che passare dai 90 ai 40 gradi comporta un risparmio anno tra gli 11,18 e i 44,72 kg di CO2 equivalente l’anno, mentre da 60 a 40 gradi il rapporto è tra i 2,24 e i 15,65 kg, considerando nel calcolo i picchi di massimo e di minimo risparmio. Anche in questo caso, il taglio alla CO2 può essere addirittura maggiore, perché una famiglia media italiana effettua normalmente più di due cicli di lavaggio alla settimana.

Secondo uno studio commissionato da Electrolux, se il 10% degli utenti europei adottasse l’abitudine di ridurre la temperatura a 30 o 40 gradi, si risparmierebbero ben 952.000 tonnellate di CO2 equivalente ogni anno.

In definitiva, ridurre la temperatura della lavatrice aiuta sia il portafoglio che l’ambiente, senza influire sulla qualità del bucato: panni sempre perfetti, nel massimo rispetto del Pianeta.

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