
Complici la praticità e la convenienza, gli acquisti online crescono senza sosta: l’arrivo di pacchi dai corrieri è entrato prepotentemente nella nostra quotidianità. Per quanto la consegna a domicilio spesso sia meno impattante rispetto all’acquisto in negozio, così come vi avevo già spiegato in un precedente articolo qui su Ecocentrica, non si può di certo dire che camion e furgoni che sfrecciano sulle strade siano senza conseguenze.
Un problema globale

Quello delle consegne a domicilio sta diventando un vero e proprio problema globale. E non solo in termini economici – serviranno enormi investimenti in infrastrutture, per stare al passo della domanda dei consumatori – ma soprattutto in termini ambientali.
Secondo il World Economic Forum, entro il 2030 il numero dei veicoli destinati alle consegne urbane crescerà di oltre il 36%, con un incremento delle emissioni di CO2 equivalente del 32% rispetto ai livelli attuali. Una questione non strettamente insita all’attività di trasporto in sé – un furgone che aggrega gli ordini di più consumatori, impatta meno del singolo che si reca con la sua auto a far compere – quanto alla cattiva organizzazione degli stessi consumatori. In particolare, si registra una crescita:
- delle consegne di singoli prodotti di piccole dimensioni, ripetute più volte alla settimana;
- degli acquisti da negozi geograficamente distanti dagli utenti, spesso internazionali;
- dei resi, soprattutto nel settore moda, che raddoppiano così le emissioni da trasporto.
Se si considera che ogni pacco da un chilo genera circa 1.075 grammi di CO2 equivalente per il trasporto, il calcolo è presto fatto.
Le strategie per ridurre l’impatto di pacchi e corrieri
Fortunatamente, ci sono delle buone abitudini che permettono di abbattere – a volte più del 70% – le emissioni dovute alla consegna di pacchi acquistati online. Delle strategie vincenti, che permettono di continuare ad approfittare della comodità dell’online, senza pesare troppo sul Pianeta.
Raggruppare gli ordini per consegna

Uno dei modi più semplici per ridurre le emissioni è consolidare gli acquisti: anziché farsi consegnare singoli prodotti in giorni diversi, è sicuramente meglio optare per un pacco unico. La maggioranza dei negozi online – comprese le grandi catene dell’e-commerce – offrono questa opzione, a volte anche proponendo piccoli sconti o premi ai clienti.
Secondo un recente studio, raggruppare gli ordini e preferire tempi di consegna flessibili abbatte sia il consumo di carburanti fossili che le emissioni di gas serra, dal 30 al 90% a seconda della distanza dai magazzini.
Evitare i pacchi in fast-delivery
La fast-delivery – ovvero la consegna in meno di 24 ore dall’ordine – sta diventando un’opzione sempre più popolare fra i consumatori. Tuttavia, per quanto comoda, è anche particolarmente impattante.
L’invio veloce può infatti comportare emissioni dal 15 al 68% più elevate del normale, anche perché spesso richiedono vettori dedicati per poter essere completate. Può infatti capitare di frequente che, per soddisfare le esigenze dell’acquirente, i furgoni partano con pochissimi pacchi, pur di arrivare in tempo. Meglio scegliere la consegna standard, quella dai 2 ai 5 giorni.
Preferire i punti di ritiro, quando sensato

La consegna dei pacchi presso punti di ritiro – il tabaccaio, l’ufficio postale o i locker automatizzati – può, in alcuni casi, ridurre sensibilmente i costi ambientali di trasporto.
In base a una ricerca condotta a Oslo, queste soluzioni possono ridurre dal 13 al 32% le emissioni dovute ai corrieri, poiché i vettori possono organizzare al meglio i percorsi, senza temere orari fissi di consegna o, ancora, raggiungere abitazioni difficilmente accessibili.
Questo, però, vale finché ha senso farlo: se l’acquirente può recarsi a piedi o in bicicletta al locker, la riduzione dell’impatto è evidente. Se, invece, deve percorrere diversi chilometri in auto, allora la consegna a casa continua a registrare emissioni inferiori.
Scegliere consegne green

Seppur rappresentino ancora la minoranza, sempre più negozi stanno offrendo le cosiddette consegne green. Si tratta di diverse strategie, che possono prevedere:
- la compensazione della CO2 emessa per la consegna, a fronte di costi di spedizione leggermente più alti;
- la consegna con mezzi a zero impatto, come ad esempio biciclette, perlopiù riservata ai contesti urbani;
- il ricorso agli ordini multi-piattaforma, con lo stesso pacco condiviso da più negozi, affinché i prodotti originari da store differenti richiedano un unico viaggio verso l’abitazione del cliente.
Comprare quando davvero serve, meglio se in Italia
Infine, un modo davvero efficace per ridurre le emissioni dalle consegne è comprare solo quando davvero si ha necessità, evitando di lasciarsi prendere dallo shopping compulsivo, magari ripetuto più volte nel corso della settimana. E, ovviamente, prediligere il Made in Italy: un pacco spedito dallo Stivale avrà un impatto nettamente inferiore di uno proveniente dall’estero.
In definitiva, ridurre il peso dei pacchi sul Pianeta è possibile: basta organizzare al meglio le spese, senza necessariamente rinunciare alla comodità.

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