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Home»Punto di vista»Perché 7 milioni di italiani soffrono di gozzo nonostante una legge che dovrebbe proteggerci?
Punto di vista

Perché 7 milioni di italiani soffrono di gozzo nonostante una legge che dovrebbe proteggerci?

Tessa GelisioDi Tessa Gelisio27 Novembre 20142 commenti5 min lettura
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SALE_IODATO_COVER_FOTO1

 

Oltre 7 milioni di italiani sono malati di una seria forma di ipotiroidismo, un dato quasi incredibile per un paese sviluppato. Gli esperti dicono che si mangia poco sale iodato. Chi dovrebbe distribuirlo e perché non lo fa nonostante la legge glielo imponga?

Il 12% della popolazione italiana (quasi sette milioni e mezzo di italiani) soffre di gozzo, una delle manifestazioni più gravi dell’ipotiroidismo. L’ipotiroidismo è una disfunzione della tiroide (nella foto sotto), una ghiandola situata nel collo, fondamentale nella fisiologia umana che produce ormoni vitali nello sviluppo fisico e mentale dei più piccoli e nel corretto funzionamento del metabolismo di tutti noi.

FOTO_tiroide

Per farla funzionare come si deve è necessario un corretto apporto di iodio, microelemento che non dovrebbe mai mancare nella nostra dieta. In genere lo assumiamo attraverso l’alimentazione quando mangiamo latticini, uova, pesce e crostacei di mare per esempio e, soprattutto, attraverso l’assunzione di sale iodato. Già, senza un costante consumo di sale iodato è difficile per un essere umano asssumere le corrette quantità di questo fondamentale elemento. Il sale iodato garantisce 30 mg di iodio per grammo di sale, una quantità più che sufficiente considerando il limite (il sale va comunque consumato con moderazione) di 5 gr di sale giornalieri raccomandati per gli adulti e 2-3 per più piccoli.

Ebbene, se i dati non mentono (e non lo fanno) in Italia si consuma poco sale iodato. Siamo ben lontani dagli standard raccomandati dall’Ordine Mondiale della Sanità. Perché? L’ho chiesto a un’esperta, Antonella Olivieri, primo ricercatore dell’ISS e responsabile scientifica dell’OSNAMI (Osservatorio NAzionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia). “Soltanto il 55% del sale in vendita presso la GDO è iodato e solo nel 23% della ristorazione collettiva e nel 7% dei prodotti alimentari confezionati si registra l’uso del sale iodato. Una distribuzione assolutamente insufficiente che sembra non considerare le indicazioni dell’OMS e del Ministero della salute” afferma la dott.ssa Olivieri “E questo nonostante esista una legge specifica (la n°55 del 2005) che raccomanda, tra l’altro, di non esporre sale comune non iodato sugli scaffali della grande distribuzione.”.

 Quello che si evince dopo aver letto la legge è che, entrando in un supermercato, dovremmo poter trovare esclusivamente sale iodato. “Secondo la normativa, il sale comune” aggiunge Olivieri “dovrebbe essere fornito esclusivamente su richiesta esplicita del cliente ma non esposto”. Insomma, il sale normale non sarebbe certo “fuorilegge” ma è altrettanto vero che non dovrebbe nemmeno comparire sugli scaffali. E non solo. “La legge indica chiaramente che sugli espositori in cui si trova il sale debba essere esposta una locandina ministeriale (in foto) che informi sulla iodoprofilassi, i suoi principi e i suoi effetti”.

FOTO_locandina

Nonostante la locandina sia stata distribuita dal Ministero, a me non pare di averne mai visto una. Ho verificato personalmente e nei supermercati della mia zona, a Milano, non ho trovato traccia della locandina mentre ho trovato sempre anche il sale comune a fianco di quello iodato. Alcuni dei gestori hanno detto di aver dimenticato di esporla, altri non ne sapevano nulla. Allora ecco la domanda chiave: perché la legge è stata ignorata?

“A voler esser “cattivi” direi che il motivo fondamentale è che trasgredire alla normativa non implica ancora una punizione. Ci si sta lavorando, ma al momento è così. E senza sanzione… insomma… I produttori di sale hanno esposto la loro difficoltà nel garantire il corretto confezionamento del sale iodato che implica costi e processi industriali più complessi di quello comune. Per quanto riguarda la distribuzione devono esistere altre ragioni”. Ecco anche perché il sale iodato costa dai 10 ai 20 centesimi in più di quello comune. Se al disinteresse dei produttori, della distribuzione, dei ristoratori e dell’industria alimentare si aggiunge anche il senso dell’economia sempre più spiccato del consumatore medio in tempo di crisi e una certa diffusa diffidenza nei confronti dello iodio… Ecco che ci troviamo di fronte a uno dei tanti casi di disinteresse per il benessere pubblico da parte dei privati.

 Logiche di mercato e ignoranza in materia di iodoprofilassi non solo provocano la diffusione dell’ipotiroidismo ma contribuiscono anche a pesare sulla già vessata sanità pubblica.

“Il gozzo, quando molto grave, può richiedere l’intervento chirurgico per evitare guai ancora più seri. Soltanto una piccola percentuale dei malati gozzo ricorre all’intervento chirurgico, una procedura tutt’altro che banale e priva di rischi per il paziente. Questo piccolo numero di interventi costa allo stato circa 150 milioni di euro”. Senza considerare i malati in terapia… Milioni che potrebbero essere risparmiati se si praticasse una corretta iodoprofilassi e venisse banalmente rispettata la legge.

“L’assunzione di iodio è fondamentale nell’adulto e ancora di più nei bambini che se carenti possono dimostrare deficit cognitivi e di apprendimento. Anche durante la gravidanza è fondamentale integrare la dieta per il corretto sviluppo del feto, così come durante l’allattamento. Il latte materno infatti, è l’unica fonte di iodio per i neonati allattati al seno. Durante gravidanza e allattamento il solo sale iodato non basta perché il fabbisogno giornaliero di iodio è aumentato in queste due fasi della vita. E’ necessario quindi utilizzare sotto controllo medico specifici integratori contenenti iodio.” Tuttavia esistono integratori in commercio, acquistabili anche su internet, che sono per lo più non titolati (ossia non se ne conosce il vero contenuto in iodio) e questo non li rende affidabili.”. In poche parole: il sale iodato è fondamentale e per molti versi irrinunciabile.  “Non c’è modo più efficace, semplice e sicuro.” Afferma la dott.ssa Olivieri. Capito? A me gli imperativi non piacciono ma in questo caso ci vogliono: COMPRIAMO SALE IODATO, CONSUMIAMO POCO SALE MA QUEL POCO CHE SIA IODATO, CHIEDIAMO AI PUNTI VENDITA DI ESPORRE LA LOCANDINA MINISTERIALE”.

La legge 55 del 21 marzo 2005

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2 commenti
  1. Ilaria su 27 Novembre 2014 19:40

    così possono prescrivere quantità esagerate di eutirox…

    Rispondi
    • Fabio - Faraone985 su 28 Novembre 2014 12:00

      Vero! Bisogna sperare ke presto si troverà solo quello iodato negli scaffali dei supermercati.

      Rispondi
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