
Con il 2026 ormai iniziato da pochissimi giorni, è giunto il momento di tirare le somme: quali sono le migliori e le peggiori notizie del 2025 in campo ambientale? Sebbene non siano mancati importanti progressi, soprattutto sul fronte della tutela della biodiversità e della produzione di energia rinnovabile, l’anno che si è appena concluso è stato ancora caratterizzato da una situazione di intollerabile impatto per il Pianeta. La speranza è quindi che, nei prossimi 12 mesi, si possa far meglio: il cambiamento climatico non aspetta.
Le 5 notizie ambientali migliori dell’anno
Iniziando dalle buone notizie, il 2025 è stato un anno di importanti traguardi, sia sul fronte della tutela della biodiversità, che su quello di una produzione sempre più verde di energia.
Approvato il Trattato sull’Alto Mare

Con la ratifica del Marocco, che rappresenta il sessantesimo Paese firmatario, è stato finalmente approvato il Trattato sull’Alto Mare: un accordo internazionale per proteggere gli oceani e la biodiversità marina, oltre alle singole giurisdizioni nazionali.
L’obiettivo è quello di aumentare sensibilmente la tutela dei mari, dei fondali e delle specie vegetali e animali che vi abitano, per arrivare entro il 2030 ad almeno il 30% degli oceani biologicamente in equilibrio. Per farlo, si istituiranno delle nuove aree marine protette, si avvieranno programmi sovranazionali di pulizia e ripristino delle zone devastate dall’inquinamento e si implementeranno tecnologie di ripopolamento di specie acquatiche, vegetali e animali.
Espansione record delle energie rinnovabili
Nel primo semestre del 2025, le energie rinnovabili hanno prodotto a livello mondiale più energia rispetto a fonti fossili come il carbone e il gas. Il merito è soprattutto di Paesi come la Cina e l’India che, nonostante siano fra i principali responsabili delle emissioni di CO2 a livello mondiale, hanno deciso di puntare massicciamente sulla decarbonizzazione. E i risultati sono entusiasmanti:
- le nuove installazioni fotovoltaiche sono cresciute del 31% rispetto al 2024, coprendo un fabbisogno di energia residenziale all’80%;
- l’eolico è cresciuto del 7%, soprattutto con installazioni off-shore.
Importanti successi nel ripopolamento di specie animali

Il 2025 verrà anche ricordato per i suoi grandi traguardi nel ripopolamento di specie animali, sia con programmi volti ad accrescere le popolazioni a rischio scomparsa, che con la ripresa di esemplari che si ritenevano già estinti. In particolare:
- oltre 7.000 lumache fosforescenti della specie Partula, ritenute estinte oltre 30 anni fa, sono state rilasciate in Polinesia Francese, grazie a sforzi internazionali;
- le tartarughe verdi Chelonia mydas, che negli anni ‘70 avevano sfiorato l’estinzione a causa della caccia di frodo, sono state ora dichiarate a rischio minimo di estinzione;
- tornano a crescere le balene franche nordatlantiche, con 384 esemplari totali, dopo alcuni decenni di preoccupante sterminio;
- risorge il giaguaro sudamericano che, dopo essere stato decimato per decenni, conta ben 5.326 esemplari in Messico ed è stato reintrodotto nel Pantanal, dove risultava scomparso. In particolare, la sua ricomparsa è funzionale alla riduzione delle popolazioni di capibara, che stanno devastando le grandi praterie perché in sovrannumero.
Rallenta la deforestazione in Amazzonia e in Colombia
Dopo anni in rapida crescita, finalmente rallenta il tasso di deforestazione in Amazzonia: da luglio 2024 a luglio 2025, il numero di alberi tagliati è diminuito dell’11%, il livello più basso registrato negli ultimi 11 anni.
È però la Colombia che conquista il maggior successo dell’anno sul fronte della protezione delle foreste: l’abbattimento di alberi è calato del 33%, grazie a nuove leggi che hanno reso riserva naturale – con divieto di estrazione mineraria o di legno – gran parte delle grandi distese boschive del Paese.
Storica sentenza sui cambiamenti climatici

Infine, non bisogna dimenticare la storica sentenza della Corte Internazionale di Giustizia (ICJ), che la scorsa estate ha riconosciuto la responsabilità legale degli Stati nella tutela dell’ambiente.
La Corte ha infatti ribadito che un ambiento pulito, sano e sostenibile sia un diritto umano, sottolineando che le emissioni causano danni non solo nei Paesi in cui vengono emesse, ma anche a livello internazionale, aprendo così la strada per future cause contro Nazioni e aziende inquinanti.
Le 5 peggiori notizie ambientali dell’anno
A controbilanciare tanti traguardi di tutela ambientale raggiunti nel 2025, vi sono però delle pessime notizie. A partire dalla crescita senza sosta delle emissioni di CO2, passando per l’accelerazione dei cambiamenti climatici.
Livelli record di CO2 in atmosfera

Nonostante gli sforzi internazionali, i livelli di CO2 presenti in atmosfera hanno raggiunto livelli preoccupanti, avvicinandosi pericolosamente al punto di ritorno delle 500 ppm. Nel corso dell’estate 2025, si sono infatti toccati i 431 ppm, con una media annuale di 427 ppm.
Questo dato indica la concentrazione di CO2 che rimane in atmosfera, ovvero che non viene riassorbita dopo la sua emissione, ad esempio con la cattura da parte delle foreste o degli oceani. Bisogna infatti considerare che, di tutte le emissioni di anidride carbonica annue derivanti da attività umane e naturali, circa la metà viene riassorbita mentre la restante parte rimane in atmosfera. Ma più elevata è la quantità che rimane in atmosfera, maggiori sono gli effetti sul riscaldamento globale e sul cambiamento climatico, perché viene rafforzato l’effetto serra.
Il dato di 431 ppm è particolarmente preoccupante, perché:
- è presumibilmente il più alto per la Terra da milioni di anni;
- supera enormemente le 280 ppm medie dell’era pre-industriale;
- accelera fenomeni come il riscaldamento globale, l’acidificazione degli oceani, gli eventi atmosferici estremi;
- aumenta il rischio di soffrire di patologie respiratorie.
Nel corso dell’anno, a contribuire all’aumento della CO2 in atmosfera è stata soprattutto l’ulteriore crescita delle emissioni da combustibili fossili, da sempre la principale fonte di gas climalteranti. Sono aumentate ancora del’1,1% su base annuale, pari a 38,1 tonnellate aggiuntive rispetto al 2024, un’impennata dovuta perlopiù ai conflitti in corso – Gaza e Ucraina, fra tutti – e all’aumento del carbone per alimentare i grandi datacenter asiatici connessi all’IA.
Temperature record per un 2025 di fuoco

Nonostante la presenza de La Niña, che si caratterizza per la diffusione di correnti più fresche, il 2025 entra di diritto nella Top 3 degli anni più caldi di sempre. Si è infatti raggiunto un +1,48 gradi centigradi rispetto alla media pre-industriale: malgrado primavera ed estate più piovose del solito, autunno e inverno sono rimasti abbondantemente sopra soglia in tutto il globo.
La media triennale, dal 2023 al 2025, ha inoltre confermato l’aumento di 1.5 gradi della temperatura rispetto ai livelli preindustriali.
Catastrofi ambientali in California e nel Sudest Asiatico
Il 2025 sarà inoltre ricordato per i gravissimi incendi che hanno colpito la California, ormai da un lustro sempre avvolta dalle fiamme estive. Sono decine di migliaia le case distrutte, così come le aree verdi devastate, per un danno che si aggira attorno ai 131 miliardi di dollari.
Nel frattempo, il Sudest Asiatico è stato colpito da cicloni e inondazioni record, che hanno portato alla morte di oltre 1.750 persone in Indonesia, Malesia e Thailandia, nonché a inestimabili danni ambientali.
Salta il Trattato Globale sulla plastica

Per la seconda volta consecutiva, salta il Trattato Globale sulla Plastica: un tentativo di regolamentazione internazionale, per porre limiti vincolanti sulla produzione di questo materiale, oggi fra le cause principali di inquinamento ambientale e danni alla biodiversità.
Dopo le notizie sul primo fallimento nel 2024, durante il secondo incontro a Ginevra lo scorso agosto, i rappresentanti di 184 Paesi non hanno raggiunto un accordo unanime su tetti massimi di produzione annua di plastica vergine e, ancora, sull’utilizzo di processi chimici e produttivi a minor impatto. Nel frattempo, per il 2026 si stimano 11 milioni di tonnellate aggiuntive di rifiuti plastici negli oceani.
Danni inestimabili alla barriera corallina

Infine, l’anno da poco concluso si è caratterizzato per danni inestimabili alle barriere coralline mondiali, con oltre l’84% dei coralli che registra fenomeni di morte e sbiancamento, su vari livelli. Si tratta del fenomeno di bleaching più grave mai registrato a livello storico.
In definitiva, tra progressi e passi indietro, le notizie ambientali del 2025 dimostrano che molto deve essere ancora fatto per proteggere il Pianeta dall’avanzata dei cambiamenti climatici.

No Comments