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Home»A tavola»C’era una volta… il Kamut® (marchio registrato)
A tavola

C’era una volta… il Kamut® (marchio registrato)

Tessa GelisioDi Tessa Gelisio17 Novembre 20144 commenti4 min lettura
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IMG_9120 - Copia

 

Quando il marketing alimentare costruisce i miti: come la  Kamut® International ltd vende il suo prodotto.

Se ne è sentite un po’ di tutte sul  Kamut® e tra tutto quello che si dice su questo “grano” c’è qualche verità e un bel po’ di favole studiate a tavolino o lasciate deliberatamente circolare per vendere. Si capirà meglio la leggenda di questo cereale se si tiene ben presente un fatto fondamentale: “ Kamut” è un nome inventato, un marchio appartenente a una multinazionale, la Kamut International ltd. Insomma, parliamo di un prodotto che è sì della terra ma anche del marketing. Vediamo prima la verità nascosta dietro la cortina fumogena del racconto. Kamut® è il nome commerciale con cui viene chiamato il grano khorasan, una varietà orientale piuttosto antica di grano coltivata da secoli in alcune aree del Medioriente  (localizzate in Turchia e Iran) e anche, in una sua variante regionale, nel centro sud del nostro paese (in Abruzzo, Molise e Campania).E’ detto grano grosso perché i suoi chicchi sono decisamente più lunghi di quelli del frumento in commercio. Ha buone proprietà nutrizionali contenendo, a quanto pare, ottime concentrazioni di sali minerali e un maggior contenuto in proteine e vitamine; pare, inoltre, essere mediamente più digeribile per chi è allergico al grano e alla farine più diffuse. Inoltre si tratta di una genetica ben conservata che non ha richiesto particolari ibridazioni per essere quello che è.

Kamut_grain

E fino a qui niente di male. Ora veniamo alle note dolenti di un prodotto, in cui alcuni pregi si mischiano a pesanti difetti. Come ho appena detto, il grano khorasan e i suoi derivati risultano essere più digeribili ma non adatti ai celiaci, come una certa disinformazione lascia intendere.  Se siete celiaci Kamut® e tutti i prodotti derivati (farine, pasta, panificati, ecc) non fanno per voi, perché come qualunque altro frumento il khorasan contiene glutine. Altro punto interessante: il basso impatto. E’ vero che la  Kamut Int. richiede ai suoi fornitori di grano assolute garanzie sulla coltivazione biologica del frumento (fateci caso il Kamut® che trovate in commercio è solo bio); è vero che come ogni coltivazione biologica che si rispetti non richiede uso di pesticidi o fitofarmaci; è vero anche che per produrre lavorati a base di  Kamut®, ovunque vi troviate nel mondo, dovete presentare ai detentori del marchio precise garanzie di lavorazione biologica. Ma è falso che il  Kamut® sia a basso impatto. Le coltivazioni che possono fregiarsi del marchio sono concentrate infatti solo in alcune regioni del Canada e in un singolo stato degli USA, il Montana. Questo perché la  Kamut® Int. richiede precise condizioni geoclimatiche che si verificano, a quanto pare, soltanto nel nord del continente americano. Ora, questo fa sì che le centinaia di tonnellate di khorasan  Kamut® che arrivano anche nel nostro paese compiano migliaia di chilometri in nave prima di finire sotto forma di farina o biscotti nelle nostre dispense. Quindi attenzione:  Kamut® è a basso impatto fino a quando rimane sull’altra sponda dell’Atlantico.

 Alcune considerazioni finali. La leggenda che vuole il  Kamut® provenire direttamente dalla tomba di un faraone è, appunto, una favoletta commerciale. Il khorasan è un grano “antico” nel senso che è geneticamente conservato e questo rimane un bene anche senza bisogno di credere a certe storielle d’avventura su  granaglie recuperate in un vaso egizio vecchio di migliaia di anni e che miracolosamente riprendono vita una volta piantate nel giusto terreno americano…

 Ultimo punto: è etico monopolizzare una varietà di grano imponendole un marchio? E’ a difesa della biodiversità o a difesa di ovvi interessi commerciali che la  Kamut® Int. ha deciso di marchiare il grano khorasan? Il dubbio rimane.

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4 commenti
  1. Silvia su 19 Novembre 2014 5:37

    E noi come sempre ce la beviamo…. E poi ne vogliamo parlare di quanto costano i prodotti fatti con la farina di Kamut? Grazie Tessa per le informazioni utili che ci dai ogni giorno, quando fai un’altro libro? Baci
    Silvia

    Rispondi
  2. ismaele su 19 Novembre 2014 18:11

    Ciao,bella a sapersi,io ci sonó cascato in pieno,spero almeno che sia quel tipo di grano con le caratteristiche che hai descritto,grazie del’ info. ismaele

    Rispondi
  3. step su 28 Aprile 2015 11:26

    Un approfondimento ulteriore su Kamut e sul libro di Bressanini:

    https://www.biomeglio.com/kamut-non-e-un-tipo-di-grano-ma-e-un-marchio-registrato/

    Rispondi
    • Tessa Gelisio su 1 Maggio 2015 18:58

      grazie!

      Rispondi
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