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Home»Casa Green»Condizionatore in estate: le regole per risparmiare e ridurre l’impatto ambientale
Casa Green

Condizionatore in estate: le regole per risparmiare e ridurre l’impatto ambientale

Usare il condizionatore in estate si può, ma seguendo alcune facili regole per risparmiare in bolletta e ridurre l'impatto ambientale.
Tessa GelisioDi Tessa Gelisio23 Giugno 20265 min lettura
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Tessa Gelisio, condizionatore

Il rituale si ripete identico ormai da diversi anni: con l’arrivo della stagione estiva, aumenta in modo vertiginoso il ricorso ai condizionatori d’aria. E per quanto questi elettrodomestici garantiscano un buon comfort abitativo, vi è un importante rovescio della medaglia: rappresentano, infatti, una delle principali fonti di consumo energetico e di impatto ambientale a livello domestico. Ma quali sono le regole da seguire, per non rinunciare al condizionatore d’estate, riducendo però il proprio impatto?

Quanto consuma un condizionatore

Condizionatore a muro
Pixabay

Per comprendere quale sia l’impatto effettivo di un condizionatore, è innanzitutto necessario analizzarne i consumi. In linea generale, si tratta di un elettrodomestico decisamente famelico di energia, a seconda delle sue caratteristiche tecniche.

Ipotizzando di scegliere un condizionatore medio di ultima generazione, di classe A o superiore, e potenza compresa tra i 9.000 e i 12.000 BTU, il consumo si attesta:

  • tra i 400 e i 1.200 watt per ogni ora di utilizzo continuo, in relazione all’effettiva temperatura esterna e a quella impostata sull’apparecchio;
  • tra i 150 e i 350 kWh all’anno per singolo apparecchio, ipotizzando un utilizzo continuo di 3-4 mesi all’anno, durante il periodo estivo.

Come facile intuire, il fabbisogno energetico può aumentare sensibilmente per apparecchi non più recenti o appartenenti a classi energetiche inferiori, fino anche a triplicare per le soluzioni più energivore.

L’impatto dei condizionatori nel periodo estivo

Condizionatore in salotto
Pexels

Prendendo i consumi del singolo apparecchio, e moltiplicandolo per milioni di esemplari installati in Italia, è semplice capire perché i condizionatori siano spesso alla base di problemi sulla rete di distribuzione dell’energia e, ancora, all’aumento dell’emissione di gas climalteranti. 

Bisogna infatti considerare che l’accensione contemporanea di milioni di dispositivi genera degli effetti a catena:

  • il sovraccarico della rete elettrica, con un aumento improvviso della domanda – oltre il 36% in più a livello mondiale – che mette sotto stress le infrastrutture, causando frequenti blackout;
  • l’aumento del caldo esterno, per l’effetto isola di calore urbana. I condizionatori espellono infatti aria calda che, nelle città, aggrava ulteriormente la calura, innalzando le temperature anche di due gradi. E così si innesta un circolo vizioso: più si accende il condizionatore e più fa caldo;
  • la crescita delle emissioni climalteranti, soprattutto se il mix energetico ha una forte componente fossile, come nel caso di quello italiano. Ancora, i sistemi di refrigerazione domestica spesso possono rilasciare gas HCF, altamente dannosi in atmosfera, in caso di guasti e fughe.

A quale temperatura mettere il condizionatore

Condizionatore domestico
Pexels

In virtù degli alti consumi dell’elettrodomestico, e dei suoi effetti sull’ambiente, è utile mettere in pratica alcune facili strategie di contenimento. A partire dal controllo della temperatura, un gesto estremamente semplice, che tuttavia può fare la differenza.

Per un utilizzo consapevole del condizionatore, sarebbe infatti utile:

  • impostare una temperatura non più di 5-7 gradi in meno rispetto a quella esterna. In generale, gli esperti dell’OMS consigliano di impostare circa 24 gradi, sia per evitare pericolosi sbalzi termici – dannosi anche per salute – che per evitare picchi di consumo inutili;
  • evitare di scegliere temperature “glaciali” – al di sotto dei 18-20 gradi – soprattutto con la falsa convinzione che l’ambiente si raffreddi più velocemente. In realtà, si ottiene solo un aumento del carico di lavoro per il compressore.

In particolare, è utile sapere che per ogni grado impostato in meno sotto la soglia dei 20 gradi, i consumi elettrici possono crescere anche del 7-8%.

Condizione: meglio sempre acceso o al bisogno?

Motore del condizionatore
Pexels

Non è tuttavia sufficiente prendere in considerazione la temperatura, è anche necessario comprendere quanto a lungo l’apparecchio possa rimanere in funzione. Ma è meglio un condizionatore sempre acceso o, ancora, uno avviato al bisogno?

Molto dipende sia dalla tipologia di elettrodomestico installato che dalle abitudini di utilizzo e di vita:

  • in linea generale, i condizionatori dotati della tecnologia inverter consumano meno se lasciati accesi per lunghi periodi. Una volta raggiunta la temperatura ideale, infatti, il compressore rallenta, utilizzando una quantità minima di energia per il mantenimento del fresco nell’ambiente;
  • accendere e spegnere continuamente il dispositivo costringe invece il compressore a ripartire sempre in pieno regime, sprecando molta energia, perché deve rinfrescare nuovamente gli ambienti da zero.

Bisogna però valutare quanto tempo effettivamente si trascorre in casa. Se si conduce una vita pressoché sempre casalinga, l’accensione prolungata rappresenta l’opzione migliore per ridurre i consumi. Per contro, se si sta fuori casa per la maggior parte della giornata, è più indicato accendere il condizionatore al bisogno. In questo caso, è utile scegliere modelli con controllo remoto, affinché si possa accendere l’apparecchio a circa un’ora prima del rientro, ottimizzando così i consumi

Quali funzioni aiutano a risparmiare

Infine, è utile prestare attenzione alle tante funzioni che i condizionatori moderni mettono a disposizione per ottimizzare i consumi, senza rinunciare al fresco domestico. Fra le più interessanti, è utile attivare:

  • la modalità deumidificazione, perché spesso il disagio corporeo non è causato dalla temperatura elevata, bensì dall’umidità. Deumidificando, si potrà impostare contestualmente il condizionatore a temperature più basse;
  • la modalità “sleep” ed “eco”, per abbassare automaticamente il termostato nelle ore notturne o, ancora, ottimizzano il consumo del compressore quando l’ambiente esterno non è particolarmente torrido.

Naturalmente, non bisogna dimenticare i validi rimedi della nonna, di cui vi avevo già parlato qui su Ecocentrica, per rinfrescare casa senza necessariamente utilizzare il condizionatore. In definitiva, meglio non utilizzare il condizionatore per non gravare troppo sulle spalle del Pianeta: quando non si può fare altrimenti, meglio allora impare poche e facili regole abbatti-consumi.

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