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Home»Green lifestyle»Tinteggiare evitando di inquinarci la vita
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Tinteggiare evitando di inquinarci la vita

Tessa GelisioDi Tessa Gelisio17 Marzo 20154 commenti4 min lettura
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Se stiamo per mettere mano al pennello è importante scegliere le vernici giuste per non rendere l’aria di casa più inquinata di quella di strada

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Con la primavera arriva la stagione delle grandi pulizie e della… tinteggiatura. Non è solo questione di temperatura è anche la voglia di rinnovamento che porta con sé il primo sole che ci spinge ad affrontare l’impresa della riverniciatura delle pareti di casa.

Come potete immaginare un ecocentrico prima di tinteggiare mette in conto anche i potenziali rischi per la salute. Eh, già, non si tratta soltanto di coprire bene i mobili, ventilare e magari usare una mascherina. Le vernici rilasciano sostanze sia al momento della tinteggiatura sia dopo anni perché come molte molecole vengono modificate da luce e temperatura. Quando sentite quell’odore di vernice che sa di nuovo sappiate che state respirando in buona parte composti volatili noti come VOC (Volatile Organic Compound). Il picco di emissione di VOC avviene durante l’asciugatura, ed è anche per questo che si lasciano le finestre aperte. Quello che è meno noto è che i VOC, nonostante siano molto volatili ed escano di casa per lo più nelle ore successive alla tinteggiatura, continuano a rimanere tra le 4 mura per settimane e persino mesi, in piccole quantità che il nostro olfatto magari non percepisce ma che vanno ad impregnare mobili e tendaggi e… le nostre vie aeree. Che spesso non reagiscono bene manifestando irritazione ed allergie di cui spesso si fa fatica a capire l’origine.

Non c’è da stupirsi. Anche se dalle vernici in commercio è stato eliminato il piombo, per un chilo di tinta vengono mediamente prodotti 100 kg di rifiuti speciali. I VOC, in fondo, non sono altro che derivati del petrolio da cui si ottengono i solventi chimici: benzene, toluene, etilene estremamente irritanti e molto, molto volatili che sono alla base di allergie e riniti croniche.

Ma i VOC non sono nemmeno il peggio che possa uscire da un barattolo di vernice. La formaldeide è una sostanza ancora poco regolamentata, nonostante faccia bella mostra di sé tra le sostanze cancerogene indicate dall’International Agency for Research on Cancer. Tant’è che non compare nemmeno nelle targhette sui barattoli e viene dichiarata a volte nella scheda tecnica che comunque in genere non viene divulgata all’utilizzatore finale, cioè noi. E se il cancro rimane una probabilità remota (anche se ben lontana dallo zero), in tempi brevi la formaldeide può causare irritazione delle vie aeree e della pelle. La formaldeide inoltre è una di quelle sostanze “carogna” che vengono rilasciate molto lentamente nell’ambiente anche perché, al contrario dei VOC, non vola fuori dalla finestra tanto facilmente. Ma nonostante ciò, continua ad essere usata come biocida contro muffe e batteri e come conservante, anche nelle vernici ad acqua che però, avendo eliminato il solvente chimico, almeno hanno enormemente limitato le emissioni nocive.

La scelta ecologica ideale per l’ambiente e soprattutto per la salute, tuttavia, esiste ed è rappresentata dalle i cui produttori usano oli essenziali al posto di derivati del petrolio come solventi, pigmenti e batteriostatici naturali. Non emettono sostanze tossiche nel tempo, nemmeno se esposte alla luce diretta del sole che in genere deteriora le vernici che contengono derivati del petrolio. Possono essere segnalati VOC in targhetta come il terpene d’arancia che non è altro che un estratto della buccia degli agrumi. Può irritare, certo, ma momentaneamente.

Le vernici naturali hanno un basso impatto ambientale a livello di produzione e non contribuiscono al temibile inquinamento indoor che rende le nostre abitazioni luoghi inquinati quanto una strada trafficata. Il costo? Le vernici naturali per legno costano ormai come quelle convenzionali; quelle per parete, invece, costano come le vernici chimiche di migliore qualità. Vale la pena investire sulla salute e quindi per chi fosse già con il secchiello e il pennello in mano, le marche più diffuse in commercio in Italia sono Solas, Durga e Springcolor. Non mi resta che augurarvi buon lavoro!!!

 

 

 

 

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4 commenti
  1. GianLuca su 17 Marzo 2015 19:00

    anche Auro è da annoverare tra le vernici naturali, che alcuni chiamano ecologiche ma non lo sono affatto. Ho utilizzato sporadicamte queste vernici per la mia professione e purtroppo devo dire che hanno un costo elevato , per ottenere una buona copertura ci vogliono diverse mani , hanno tempi di asciugatura lunghi e prima di utilizzarle bisogna seguire un ciclo applicativo che comprende varie fasi con relativi prodotti. Unica nota positiva è che non contengono additivi derivati dal petrolio.
    Si possono comunque utilizzare prodotti esenti da solventi che rilasciano meno sostanze tossiche. Ciao Tessa

    Rispondi
    • tessa su 26 Marzo 2015 11:19

      io ho usato le solas e anche il mio imbianchino scettico si è trovato benissimo
      baci

      Rispondi
  2. Ernesto su 18 Marzo 2015 15:37

    Tutto molto corretto. Mi occupo di edilizia professionale da 30 anni. Aggiungo solo due cose: non sono solo le marche indicate ad avere emissioni voc quasi zero, ma anche l’azienda che tratto Caparol Italia. Altra cosa: importante saper bene abbinare i colori. Caparol ha messo a punto un progetto: I Colori Raccontano, troppo lungo da “raccontare”. I nostri centri vendita sono a disposizione per illustrarli

    Rispondi
    • tessa su 26 Marzo 2015 11:19

      ok grazie, non li conosco!

      Rispondi
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