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Home»Green lifestyle»Bad Toys: quando giocare fa male
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Bad Toys: quando giocare fa male

Tessa GelisioDi Tessa Gelisio23 Febbraio 2016Aggiornato:7 Marzo 20163 min lettura
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I giocattoli nemici della salute dei più piccoli

giacattoli

Partiamo subito con qualche numero, giusto per fotografare un panorama avvilente: nel 2014 sono stati ritirati 2500 prodotti dal mercato europeo perché considerati pericolosi per chi li acquista. Di questi il 28% erano giocattoli: circa 700, settecento, giocattoli regolarmente distribuiti che avrebbero potuto finire nella casa di chiunque in mano a qualunque bambino.

I giocattoli possono essere insidiosi per tanti motivi. Per decenni, ragazzini di tutto il mondo hanno giocato persino al Piccolo chimico che consegnava sostanze come l’acido cloridrico!

Negli anni la sensibilità verso la salute dei più piccoli è salita, per fortuna, e pensando sempre al peggio i regolatori del mercato hanno cominciato a vigilare con severità. Così dalle liste di Babbo Natale sono spariti Piccoli forni che tendevano a surriscaldarsi, giocattoli in pezzi troppo piccoli per essere a prova di fauci troppo giovani, palle salterine che hanno sulla coscienza più fratture che sorrisi e via dicendo. Pensate che negli anni 50 in USA era in vendita persino una versione nuclear power del Piccolo chimico con campioni di sostanze radioattive!!!

Oggi il pericolo è più insidioso. Tralasciando giocattoli componibili con pezzi che si staccano troppo piccoli per essere sicuri, l’inquinamento chimico dei giochi per bambini è diventato mooolto più subdolo e senza un laboratorio d’analisi per una mamma o un papà è impossibile stabilire se il giocattolo contenga o meno sostanze nocive. Per fortuna la UE vigila e il Rapex, il sistema rapido di allerta che veicola segnali di pericolo relativi a prodotti sul mercato comunitario, funziona abbastanza bene.

Il nemico numero uno si chiama ftalato, una sostanza chimica di derivazione petrolifera, un comune plastificante alla base del PVC. Dopo averne abusato ci si è resi conto che alle concentrazioni utilizzate fino a qualche anno fa, gli ftalati possono interferire severamente con lo sviluppo del bambino andando a colpire il sistema endocrino. In un organismo in fase di super crescita come quello di un bambino le insidie al sistema endrocrino sono le più gravi.

Oggi un terzo dei giocattoli ritirati viene tolto dal mercato proprio per il superamento dei limiti di questa sostanza (potete trovarla indicata come DHEP, DPB, DBB, DiNP e DiNB e limite precauzionale è la concentrazione dello 0,1%). Potremmo dire che sono state (e forse alcune sono in circolazione) vere e proprie “bambole assassine” che nelle loro gambette e braccette di plastica contengono concentrazioni di ftalati dall’0,2% a circa il 40%, dal doppio a 400 volte il consentito!

Origine di queste piccole bombe chimiche? Indovinate un po’? Nell’oltre 90% dei casi la Cina. Made in China in alcuni casi dovrebbe equivalere al segnale col teschietto delle sostanze tossiche! Anche di pericolo biologico, visto che i primi due giochi ritirati dal mercato nel 2016 erano proprio cinesi a causa di una rischiosa carica batterica… Rapex vigila, i vari ministeri europei tengono d’occhio il mercato, ma le maglie per quanto strette sono migliaia e qualcosa può sfuggire! Allora che possono fare i genitori? Andare in giro con un kit per rilevare inquinanti?

A dire il vero i consigli che mi sento di dare sono semplici:

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