Punto di vista

Benessere Animale: l’esempio virtuoso della filiera Fumagalli

Si parla per fortuna sempre più spesso di benessere animale negli allevamenti, io stessa ne ho fatto un tema importante di molte battaglie, spesso insieme a CIWF (Compassion in World Farming) Italia Onlus e ne abbiamo discusso anche qui sul blog in più di un’occasione. 

È un tema molto delicato e purtroppo il semplice seguire le leggi non garantisce affatto il benessere degli animali negli allevamenti, rispettare la normativa non è sufficiente. Al netto delle frodi, ampiamente documentate dalle inchieste delle associazioni animaliste, un consumatore onnivoro ed etico ha difficoltà a capire come scegliere derivati animali da filiere sane ed attente ai bisogni dei più deboli. L’unica garanzia, al momento, è data dalla certificazione biologica che è strettamente regolamentata, mentre le tante certificazioni di benessere animale e claim che lo ricordano, sono del tutto inappropriate nel garantire quello che dovrebbero.

Come in ogni settore esistono però aziende virtuose, realmente impegnate in un percorso di benessere animale negli allevamenti che vanno oltre la normativa e offrono ambienti etologicamente adatti agli ospiti. È il caso della filiera Fumagalli, presa come esempio virtuoso a livello europeo per gli allevamenti suini che negli anni ha ottenuto prestigiosi premi e riconoscimenti.

Sono stata nei loro allevamenti e devo dire che l’idea che avevo prima di raggiungerli, non solo è stata confermata, ma addirittura arricchita di tanti piccoli particolari positivi che non fanno altro che confermarmi che gli allevamenti che guardano al benessere animale, possono esistere ed esistono. 

L’allevamento Fumagalli è di tipo industriale, quindi parliamo di un numero importante di animali, tuttavia lo spazio a disposizione è del 40% più ampio di quello imposto dai regolamenti governativi. 

E lo spazio a disposizione è un elemento fondamentale per il benessere.

“Da anni portiamo avanti diversi progetti sul benessere animale, il nostro impegno è di alzare l’asticella e superare le normative in senso positivo. Lo spazio a disposizione degli animali è del 40% maggiore rispetto a quello imposto dalla legge, e scegliamo luoghi in cui possiamo utilizzare le lettiere in paglia che sono fondamentali per garantire i bisogni etologici dei suini, noti curiosoni, che cercano sempre di grufolare e giocare con la paglia!”

con queste parole Arnaldo Santi, Responsabile Marketing di Fumagalli, spiega le scelte di welfare compiute nel corso degli anni da parte dell’azienda. 

benessere animale

Un dato di benessere animale che è subito evidente sono le lunghe code dei suinetti e la presenza dei denti. Purtroppo, la legge prevede la possibilità di tagliarli per evitare che si mordano a causa dello stress. Le code lunghe, quindi, sono una delle prove delle condizioni di benessere che vivono nell’allevamento. 

“Il principio che noi percorriamo è quello di lasciare agli animali la libertà di esprimere il comportamento che avrebbero avuto in natura!”, sono le parole che usano per chiosare l’atteggiamento vivace e curioso dei maialini mentre mi si avvicinano e giocano con la paglia sotto ai nostri piedi. E Fumagalli si è impegnata ad allevare, nel giro di pochi anni, il 100% dei suoi animali su paglia.

Rispettare il benessere animale vuol dire rispettare i bisogni etologici, un aspetto che Fumagalli riesce a portare avanti grazie al fatto che l’intera filiera, dalla nascita dell’animale fino al prodotto finito, è di proprietà dell’azienda. 

Nessuna mutilazione, lettiera in paglia ma non solo, nella Filiera Fumagalli si sta studiando l’eliminazione totale dei box parto che obbligano le madri a partorire ed allattare in gabbie che non permettono loro il minimo movimento. La castrazione dei suinetti, praticamente obbligatoria per far convivere i maschi, avviene con anestesia e l’utilizzo degli antibiotici viene fatto in maniera “scientifica”. Si cerca di far vivere bene i suini in modo da non crear loro problemi di salute ma al bisogno si usano gli antibiotici per curarli e non farli soffrire. Così facendo non si usano antibiotici in maniera preventiva, se ne usano molti meno e nella filiera Fumagalli non si usano quelli “salvavita umani”, ovvero quelli la cui efficacia è fondamentale per l’uomo e che l’uso eccessivo negli allevamenti mette a rischio a causa dell’antibiotico resistenza.

Ho molto apprezzato anche il fatto che tutti gli allevamenti siano controllati 24H da telecamere che mostrano quello che accade e rilevano indicatori chimico-fisici per monitorarne il benessere degli esemplari. 

Ovviamente allevare in questo modo porta ad un 30%-40% di costo in più sul prodotto. Ma per noi consumatori, come sempre, dovrebbe valer la regola mangiarne meno e mangiarne meglio…

E nella filosofia Fumagalli rientra alla perfezione anche la produzione di una linea biologica di prodotti destinati ai consumatori più attenti. A breve andrò a visitare anche i loro allevamenti bio, dove l’azienda dichiara di superare anche in questo caso le regole imposte dalla normativa per garantire ancora più benessere animale, vi terrò aggiornati.

In maniera coerente con il “Patto nel Piatto” stretto da Fumagalli con i suoi clienti, è nata anche una linea con il packaging a ridotto impatto ambientale: 75% carta e il tutto interamente riciclabile, a testimonianza ulteriore di come non ci possa essere benessere animale senza salvaguardia ambientale. 

Avviso di trasparenza: i contenuti di questo post sono legati a collaborazione commerciale.

Le aziende e i prodotti con cui è stato realizzato, sono selezionati in coerenza con i miei gusti e valori.

Tessa Gelisio

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